La Antena, Highlander, Codice 46

Assieme a TekkonKinkreet, La Antena e Highlander sono il bottino del Future Film Festival 2008.

La Antena, di Esteban Sapir, Argentina 2007. Avevo già sentito parlare di questo film in bianco e nero, da noi al momento reperibile solo in dvd tedesco, che io sappia. Se ne diceva un gran bene, quindi ho colto l’occasione al future film. In effetti è da vedere. Quasi muto, ha nella forma la sua particolarità. Sfrutta le nuove tecnologie per rendere un’opera caparbiamente anni 20, espressionista fino in fondo e con riproposizioni, più che citazioni, dal Metropolis di Lang. Altri riferimenti, più ironici (nel senso di usati con ironia), a Melies.

Alla radicalità della messa in scena, si accompagna quella del messaggio. Il film racconta di un paese in cui gli uomini sono rimasti senza voce, usurpata da un potere che la trasforma in energia necessaria ad asservire il popolo stesso, soggiogato dalle macchine di Mr TV. Le idee non mancano, molti simboli sono azzeccati ed efficaci, ma forse l’estrema compattezza della tecnica e della teoria rendono il tutto un po’ troppo meccanico. Le stesse vicissitudini e le particolarità dei personaggi sono evidentemente indispensabili alla composizione del messaggio, ma partecipare alle loro sofferenze non credo sia per lo spettatore altrettanto necessario. Comunque, un film interessante, riuscito in molte parti. Da notare che il cattivo ha i capelli dipinti col pennarello sulla pelata e porta le zeppe. Chissà se tutti i Mr TV sono così o abbiamo tanto culo da aver ispirato anche gli argentini.

 

 

La stessa sera al Manzoni è seguito Highlander, trasposizione cartoonistico-futuristica del 2007 del film di Mulcahy. A dirigerlo tale Kawajiri, ennesimo “regista di Animatrix”. Il problema è che animatrix, lontano dall’essere una pietra miliare (con l’eccezione della parte di Peter Chung) aveva una decina di episodi, non so questo quale avesse fatto, ma  dubito fosse qualcosa di commestibile.

Il film l’ha presentato il produttore, Maruyama, anziano giapponese davvero minuscolo. Racconta di come la sfiga abbia attagliato quest’opera nippo-americana, fre qualche mese in uscita, in ritardo, solo in Giappone. Chiude dicendo che siamo i primi AL MONDO a vederlo sul grande schermo. E considerando che in sala eravamo una cinquantina, questo configura un accanirsi della sorte statisticamente rilevante.

Insomma, il produttore era pure simpatico, ma l’unico motivo per cui il film non viene distribuito è che fa veramente cacare. Nei disegni, nella storia e, in maniera almeno grottesca, nei dialoghi, che sembrano partoriti da un software di luoghi comuni hollywoodiani sulla libertà e i culi che bisogna sacrificare per la stessa.

Basta con Highlander, strazio di 86 minuti da rifuggire in ogni modo.

Giacché ci sono, accenno ad un film che ho visto ieri notte, in maniera del tutto casuale, su rete4, fra una crisi di governo e l’altra. Il film è Codice 46, di Winterbottom, 2003. È un film di fantascienza molto alla Dick, ma non è tratto da Dick, e personalmente non ne sospettavo l’esistenza. Da un punto di visto visivo è davvero bello, sembra un new rose hotel più riflessivo e senza Asia Argento (che è un bene), ma anche senza Walken (che è un male), ma con Tim Robbins (che non è male, anche se la faccia da fantascienza ce l’ha fino a un certo punto).

Insomma tantissimi giochi di luce (al neon), città caotiche, restrizioni burocratiche, interni freddi, anche belle scene desertiche e bella musica da sci-fi (anche se si somigliano un po’ tutte, da blade runner in po). L’unico problema è che si perde in una storia d’amore che di fantascientifico ha molto poco, ma considerando che è un piccolo film da 90 minuti con un sacco di belle foto, si può vedere.

 La Antena: 3,5/5

Highlander, the search for vengeance: 1/5

Codice 46: 3/5

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4 thoughts on “La Antena, Highlander, Codice 46

  1. Cito dal tuo commento su La Antena: “Da notare che il cattivo ha i capelli dipinti col pennarello sulla pelata e porta le zeppe. Chissà se tutti i Mr TV sono così o abbiamo tanto culo da aver ispirato anche gli argentini.”
    Questa è davvero buona! A ‘sto punto dovremmo forse, come italiani, chiedere i diritti d’autore per la clonazione dei Berluscones a fini cinematografici.
    A parte gli scherzi, questo film mi incuriosisce parecchio, ma credo sarà assai problematico riuscire a vederlo. Per ora me lo sono visto a pezzi e bocconi su youtube.
    Bello il tuo blog.

    (Estonia)

  2. benvenuta estonia!

    in effetti il made in italy assume spesso caratteristiche inquietanti.

    per il film, non mi risultano altre versioni oltre quella tedesca. se scopro qualcosa di nuovo, ti faccio sapere.
    ciao.

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