Terrence Malick – L’Alba dalle Dita Rosa

Già pubblicato nel dicembre 2006 sulla rivista Rizoma

Per la gioia dei cinefili natalizi è disponibile in un’appariscente confezione The New World, ultima fatica di Malick. La versione con due dvd si finge un libro rilegato in similpelle. La discutibile scelta estetico-tattile è preferibile per due motivi alla versione singola (questa in innocua custodia standard): 1) la confezione opulenta non ha in copertina la faccia di Colin Farrell 2) uno dei due dischi contiene la versione integrale del film, mentre il disco singolo è tagliato di una ventina di minuti.

Per chi non conosce Malick, e quindi legge questo pezzo perché sta usando il giornale come tovaglietta per la tazzina di caffè e gli è scivolato il vispo occhio caffeinato proprio su queste righe, vado a dare un’idea di chi sia. Malick è il regista di quattro lungometraggi in più di trent’anni: La Rabbia Giovane (1973), I Giorni del Cielo (1978), La Sottile Linea Rossa (1998), The New World (2005). Egli non rilascia interviste, e per venti anni tondi non ha lavorato da regista. Egli è molto bravo, e gli si vuole bene. Egli è chiamato “il Salinger del cinema” da tutti i giornalisti che scrivono di lui. È statisticamente provato che almeno il 25% dei giornalisti non sa chi sia Salinger, quindi circa quindicimila giornalisti hanno scritto che Malick è il Salinger del cinema solo perché lo hanno letto da altri giornalisti. Il che porta a tristi considerazioni sul giornalismo, che non saranno assolutamente oggetto di questo scritto.

Assodata la pigrizia del regista texano, c’è da fare una triste constatazione: l’ultimo suo film non è un capolavoro. Che compriate la versione da uno o due dvd, The New World continuerà a non essere un capolavoro.
Andiamo per ordine, con una rapida carrellata sulle sue opere.


La Rabbia Giovane racconta la fuga di due ragazzi, colpevoli di una discreta quantità di omicidi. Soggetto alla Natural Born Killers, lo svolgimento è l’esatto contrario della psichedelia posticcia e la critica furbetta di Stone. Malick filma la natura, si lascia andare a descrizioni documentaristiche quando non ce lo si aspetta, evita di sviluppare il lato emotivo della coppia, che agisce apaticamente nell’incarnazione di un ruolo animale, fugando tentazioni da ribellismo giovanile. È un film con due soli personaggi, ma posti al margine, essendo l’ambiente il vero protagonista. La tendenza documentarista di Malick è presente in tutti i suoi film, è quel che fa di lui un artista, ma è tanto più evidente ed ipnotica quando non è giustificata dalla natura dell’opera.

 

 

I Giorni del Cielo inizia nel 1916, e segue le vicende di alcuni braccianti che la sfangano coltivando i campi di un latifondista texano. Ne derivano amori, omicidi, e persino cavallette. Qui la presenza naturale è più giustificata. Questa volta abbiamo uomini che si relazionano all’ambiente, o più spesso lo subiscono. Malick gira quasi sempre nelle ore del tramonto, quando la luce crea paesaggi unici. Filma il grano, la terra, il fuoco, le scintille, il vento. E qui filma anche le passioni, l’amore, la gelosia, la morte: un germoglio che cresce lentamente, per essere estirpato appena fuori dalla terra.

 

 


 

Fra i capolavori di Malick La Sottile Linea Rossa è il più incredibile, un film unico nella storia del cinema. Siamo nella seconda guerra mondiale (Malick non ha mai filmato il presente), nella battaglia di Guadalcanal. L’azione si distende in quasi tre ore, e presenta scorci paradisiaci e combattimenti infernali. In un assalto su una verde collina i soldati sono immersi in un mare d’erba verde, il vento crea onde sfumate, i pipistrelli assistono perplessi alle manovre di guerra, un aborigeno passa, come un fantasma proveniente da un altro tempo, fra i soldati affannati. Ne La Sottile Linea Rossa si scardinano le consuetudini narrative, si assiste alla vita ed alla morte di una manciata di uomini, ai loro pensieri, senza nessuno spazio per eroismi bellici, ma solo per la descrizione di un’anomalia in seno alla natura. L’impostazione corale evidenzia la casualità della morte, rinuncia allo svolgimento di una storia per affrontare dei temi più universali. Ad accompagnare il film, come in tutte le opere di Malick, una voce over, qui riconducibile al pensiero dei soldati. In una riflessione di Caviezel la chiave di lettura: "forse gli uomini appartengono ad un'unica grande anima, tutti ne fanno parte, tutti nello stesso essere , un unico grande essere, tutti cercano la salvezza seguendo il proprio sentiero, tutti come un piccolo carbone tolto dal fuoco".


Siamo arrivati, in maniera spericolata e con l’esigenza di farla breve, all’ultimo lavoro di Malick. Cos’ha The New World? Per la prima volta, si avverte della maniera nello sguardo del regista. La meraviglia di fronte alla natura del Nuovo Mondo è dovuta, e se anche le scelte visive colpiscono, purtroppo non sorprendono. Ma la delusione maggiore è data da una storia d’amore che prende il sopravvento come mai era successo nelle precedenti opere, storia storpiata da un Colin Farrell che supera corrucciato i limiti del ridicolo, e da un commento over spesso stucchevole.
Non avendo più spazio, voglio solo aggiungere che se non conoscete la frase del titolo, dovete guardare La Sottile Linea Rossa. Sempre più comodo che leggere Omero.
Buon Natale.

La Rabbia Giovane: 4,5/5

I Giorni del Cielo: 5/5

La Sottile Linea Rossa: 5/5

The New World: 3,5/5

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19 thoughts on “Terrence Malick – L’Alba dalle Dita Rosa

  1. voglio esserci in tutti i commenti. anche se solo per dire che concordo. concordo. la sottile linea rossa lo portò a casa mio padre, gli avevano detto che era il concorrente di quella merda secca di spielberg (salvate il soldato gump). passammo un pomeriggio stupefatti di fronte a cotanta meraviglia. l’ho rivisto da solo, e mi sono ristupefatto.
    tuo
    dr. otto bartz
    p.s. l’ho detto già che spielberg è una merda? nel caso, vorrei ribadirlo.

  2. mi sembra un buon proposito, quello di commentare ovunque.

    e finalmente commenti diretti e significativi. certo, spielberg è una merda. e quello di soldato gump è la più merda di tutti. no, forse è quello di robocchio pinocchio. spielberg è due merde.

  3. robocchio pinocchio è riuscito a farmi venire voglia di vedere crepare quel cazzo di nano che non sbatte mai gli occhi, sembrava non finire mai! ovviamente, l’ho visto in tv, spielberg non si vede al cinema, nè in dvd, nè si scarica.

  4. io l’ho visto al cinema aggratis (e non fare il figo, aggratis ci siamo visti le meglio boiate) ed è stata un’esperienza spossante. sul sottofinale di 50 minuti c’era un nervosismo palpabile in sala.

  5. la rabbia giovane è stato veramente “saccheggiato” dal buon scott per thelma e louise: mai viste scene tanto identiche, tipo quella della fuga in macchina. una cosa da loop. cmq ridely scott ha fatto bene.

    ne i giorni del cielo purtroppo c’è richard gere.

    la linea rossa è una roba esagerata, ma sean penn che piange e chiede dov’è la scintilla del soldato morto è duro da sopportare (ed è l’unico -l’unico- difetto del film).

    l’ultimo sì, purtroppo è moooolto lontano dall’essere un capolavoro.

    infine: complimenti per il blog.
    ;)

  6. ciao misspascal, benvenuta.

    thelma e louise non ho mai sentito l’esigenza di rivederlo, ma ti credo.

    richard gere secondo me non è neanche male, nei giorni del cielo. ha la faccia giusta.

    non possiamo non dirci malickiani, nonostante l’aggettivazione sia oggettivamente cacofonica.

    grazie per i complimenti, un saluto.

  7. guarda che è bello bello thelma e louise. scott era ancora scott.
    recuperalo! poi fammi sapere altrimenti mi ritengo impermalita.
    ;)

  8. Davvero nulla da aggiungere….Sono d'accordo con te dalla prima all'ultima riga….Dal primo al "quarto" film…Numero su numero….voto su voto…..Terrence Malick (che….sai…mi ricorda molto Salinger!!!….)è dunque "il territorio" dove pensiamo quasi ogni cosain maniera pressocchè identica, fino ai dettaglia…..Che roba!……FRANCO

  9. sopracciglia a capannetta!(son certa ti sia passata la voglia del mezzo punto in più)(lo faccio per il tuo misconosciuto bisogno di coerenza)

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