California Poker (Altman 1974), Lettere da Iwo Jima (Eastwood 2006), Le Tre Sepolture (Jones 2006)

California Poker è l'Altman immediatamente successivo a quel capolavoro che è Il Lungo Addio. Elliot Gould e George Segal dedicano la vita al gioco d'azzardo, in maniera spontanea e totale, affrontando con uguale entusiasmo qualsiasi vicenda della vita, da un pestaggio (da dare o ricevere) alla spedizione al casinò. Tutto sembra così necessario da dare all'opera un sapore romantico. Il tutto è strano, sembra quasi girato per caso, come se si trattasse di un'istantanea, e non di un film che per natura ha bisogno di costruzione e consapevolezza. Da un certo punto di vista, per questo suo essere sempre decentrato, California Poker bisogna farselo piacere più di testa, non ha l'immediatezza e la completezza del precedente e la struttura prevale sui personaggi. C'è qualcosa di sadicamente geniale nella strenua frustrazione delle aspettative, con la creazione dell'attesa per una fondamentale partita a poker a cui alla macchina da presa non sarà dato assistere. Gould è comunque monumentale, grandi tempi comici e grande incassatore. E rispetto allo scetticismo seguente la visione, ora mi sta venendo voglia di rivederlo.

 

Lettere da Iwo Jima mi sono sentito in obbligo di recuperarlo. Flags of Our Fathers lo trovai davvero pessimo, tanto da non lasciarmi nessuna voglia di vedere l'altra faccia della medaglia. Che è brutta in modo diverso. Se Flags è un film di propaganda travestito da antibellicista, Iwo Jima è banale e inutile, un'opera vuota che si dovrebbe reggere su un paio di "amare riflessioni" vere come una banconota da quindici euro. Direi che a parte gli Spietati e Un Mondo Perfetto l'Eastwood regista mi risulta prescindibile.

 

Le Tre Sepolture è stato in buona parte una sorpresa. Ancora caldo e messicani, vista l'aria che tira mi aspettavo qualcosa di truce. Invece, una volta prese le misure, risulta un film personale e particolare, con un registro più lieve del previsto, per molti versi una favola nera, convincente e senza fronzoli. Che poi fa sempre piacere vedere questi americani che girano per il loro paese, macinano un sacco di brulli chilomentri, e trovano loro stessi. Fanno la loro figura. Forse uno dei miei problemi è che mi muovo troppo poco. Fatto sta che, belli sì, ma questi ultimi film mi hanno lasciato la gola secca. I prossimi credo che saranno on the rocks, con ghiacci islandesi, o almeno con un po' di mare taiwanese.

E ora, qualcosa di completamente diverso. Una sentita critica alla situazione politica e al Paese tutto. E trovandoci nel Tempio del Cinema, anche a tutti quelli che erano nella mia stessa sala, negli ultimi due tre film che ho visto.

California Poker: 3,5/5

Iwo Jima: 2/5

Tre Sepolture: 3,5/5

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6 thoughts on “California Poker (Altman 1974), Lettere da Iwo Jima (Eastwood 2006), Le Tre Sepolture (Jones 2006)

  1. no, però, hai detto “a tutti”. una sentita critica. cioè.

    (le tre sepolture è lieve, infatti. ma è secco e fa male. ti lascia il livido, ma già assorbito, di quelli che un po’ ne vai fiero. e altman lo (ri)vedrei (…) anch’io.)

    (beh, massì, muoversi di più.)

  2. California Split altro Altman geniale… classico esempio di cinema dei “perdenti” e della disillusione dell’americano medio negli anni ’70…

  3. facciamo almeno 3 imprescindibili eastwood: aggiungo infatti “i ponti di madison county”. opinioni, eh.

  4. Pingback: C’era una volta in Anatolia (Nuri Bilge Ceylan 2012) | SlowFilm

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