Wristcutters: A Love Story (Goran Dukic 2006)

Wristcutters è un film indipendente che ha vinto una manciata di festival per film indipendenti, il che lo rende già interessante. In più Wristcutters presenta nel cast il nome di Tom Waits, non in posizioni alla Coppola dove il suo ruolo consiste nel dire ragazzi, non potete entrare in questo bar, ma addirittura nei primi quattro posti, con il ruolo di quel Kneller che dà il nome al racconto Kneller’s Happy Camper, da cui tutto prende il via. Ieri, dopo patimenti che non sto a riportare, sono finalmente riuscito a vederlo, e ne è valsa la pena.

I wristcutters, tagliatori di polsi, sono i suicidi, e dopo i primi tre minuti chiusi in una stanzetta con Dead and Lovely in sottofondo, tutto si svolgerà nel loro aldilà: un posto uguale al mondo dei vivi, ma più uniformemente amaro. Grandi pianure grigie, montagne in lontananza, colori spenti, un atteggiamento generale più sull’atarassico che sul depresso. I protagonisti sono un ragazzo in cerca della sua ex, un russo coi baffoni dichiaratamente ispirato al cantante dei Gogol Bordello (le cui canzoni fanno da colonna sonora) in cerca di una cosa qualsiasi, una ragazza bruna, Shannyn Sossamon (che riesce a far vedere le cose alle persone in modo differente), in cerca della Gente Al Comando, un paterno Tom Waits (dati alla mano al suo terzo più importante ruolo da attore, dopo Down By Law ed America Oggi) in cerca del suo cane. Un road movie su un’auto a cui non funzionano i fari e che ha un buco nero sotto il sedile, un percorso fatto di piccoli incontri e nostalgie sospese.

Il film riesce a sfruttare gli spazi della California, rendendoli alieni e costruendo un’opera visivamente e narrativamente compatta, lineare e con un’idea cardine su cui giocare, senza per questo risultare macchinosa o ripetitiva. Si sfruttano a pieno le possibilità del contesto e dei personaggi, creando dei rimandi simbolici e dei parallelismi espliciti ma convincenti, in un film di losers dove si riescono a fare le cose solo se non ci si pensa troppo, se queste vengono da sole.

(4/5)

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23 thoughts on “Wristcutters: A Love Story (Goran Dukic 2006)

  1. noto un leggero sbilanciamento verso rivelamenti della trama nel tuo recensire. la cosa un po’ mi turba.. non che ci siano dei e propri spoiler, o che la qualita’ del tuo testo sia inferiore… pero’ e’ un po’ meno ‘pulito’ cosi’. cmq mi hai stuzzicato, lo voglio vedere questo film..
    ciau,
    a.

  2. in verità mi sono sforzato a dare anche un po’ di sinossi. soprattutto per i film a bassa diffusione, per sapere di cosa si parla.
    wristcutters è facilmente reperibile in inglese, reperiscitelo, ne vale la pena. e fai anche felice la fidanzata, che è un film tanto romantico.

    claudio, per te è lo stesso. con l’incentivo di un waits imprescindibile.

  3. un utente anonimo che si firma a., non può che essere a.nonimo,

    ciao,
    andrea

  4. la volevo scrivere io, ‘sta cosa dell’a.nonimo.

    son cose.

    (e il film è davvero molto bello, e lo guardarete con sorrisi stampati in faccia per almeno la metà del tempo. sorrisi, al plurale, perché a diversa eziologia. e poi canterete, e desidererete vestirvi di bianco, cosa solitamente riprovevole.)

  5. procuratomelo, mi son divertito. non è un film leggero, l’unica scena d’amore ha un finale che ho trovato agghiacciante. l’aldilà dei suicidi è molto simile al mondo reale, comunque è ben più reale della rappresentazione che ne abbiamo ordinariamente. ma è anche un film con qualche ingenuità, da più parti. ma credo tu non abbia difficoltà ad ammettere che un mezzo punto del tuo giudizio è dovuto alla presenza di tom waits (ed anche alla brunetta coi capelli corti, che le mancavano solo gli occhi a mandorla per essere appena uscita da hong kong express).
    ob

  6. mezzo punto abbondante, per Tom Waits. E anche per la brunetta. E anche perché ho tradotto i sottotitoli dallo spagnolo seguendo l’audio inglese e quando avevo quasi finito li ho persi ed ho dovuto rifarlo.
    Non è un film leggero, ma è lineare, a tesi, e dalla bassa intensità conflittuale.

  7. Film davvero sorprendente… Ho apprezzato particolarmente il personaggio di Eugene, mentre ho trovato “sottotono” Fugit nel ruolo di Zia.

  8. zia è il personaggio più neutro, fa da guida, e fugit tutto sommato credo se la cavi. sì, il film è bello, ed in questi giorni dovrebbe uscire in dvd.

  9. io l’ho visto ieri e devo dire che è daver orginale,da vedere
    dopo di questo ho messo su “italians” di veronesi…e ho caio perche il cinema italino nn va per niente!!!
    tania

  10. ciao tania. dovresti stare più attenta, gli sbalzi di temperatura possono sgretolare anche le rocce.

  11. Adorabile, e da quando l'ho visto non posso fare a meno di canticchiare "ooooooooh, thurough the roof, underground", ogni volta che la vita si fa complicata.E poi "succede solo se non ha importanza" è una grande verità.

  12. ciao eternità. ovviamente la canzone è salda nelle compilation da macchina. è il film è proprio bello, piacevole, negli ultimi tempi uno di quelli col più altro tasso di rivedibilità.

  13. Ho cercato anche il video dei Gogol Bordello, è troppo troppo arrangiato e trash: lo amo!L'angolo dei complimentI: a me di solito i blog dei cinefili mi fanno girare le balle, ma il tuo mi piace proprio proprio assai, tanto che ce l'ho nei preferiti. ;)

  14. anche start wearing purple, da ogni cosa è illuminata, è molto carina.in un angolo: grazie davvero :)

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