Paranoid Park (Gus Van Sant 2007)

Più ci penso più mi piace. Eppure Van Sant i cliché ce li mette tutti, qui come in Elephant: genitori separati, chi se ne frega dell’Iraq, adolescenti diafani dallo sguardo vacuo, come nelle pubblicità patinate di molte case di moda e di qualche profumo. Ma tutto è utile al suo cinema di sospensione, al suo interessarsi alla quiete apparente prima di un’esplosione che non  vuole raccontare; e all’interno di questa sospensione isolare momenti definiti, dilatarli col ralenti o trasformarli coprendoli con un pezzo di Rota, costruendo una drammaticità del tutto personale. Sono vietate le espressioni emotive estreme, il pianto quanto il riso, anche i cadaveri hanno nello sguardo solo la muta constatazione della loro condizione.

Christopher Doyle regala quelle immagini che tanto ci piacevano in Kar-Wai, quando significavano qualcosa, e qui significano qualcosa. L’incipit ricorda parecchio le prime scene di All About Lily Chou Chou, capolavoro di Iwai, con i prati verdi, le inquadrature inclinate, le luci naturali ma sintetiche, la grana del digitale, il tappeto musicale elettronico. Magari l’ha visto anche Van Sant, o lo stesso Doyle.

Non stravedo per la componente didascalica a mostrare l’atarassia adolescenziale e la disgregazione familiare, anche se il flippatissimo bambino tredicenne ha il suo perché. Ma trovo questo film davvero bello quando in uno scambio di battute non mostra il controcampo, quando si perde nel primo piano di un volto ghiacciato e sconosciuto nel mezzo di una conversazione, quando pur raccontando qualcosa e soffermandosi sui dettagli il regista dà l’impressione di star filmando un campo vuoto, la sua idea di cinema.

(4/5)

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13 thoughts on “Paranoid Park (Gus Van Sant 2007)

  1. hai ragione. ci pensavo anch’io stamattina, più convinta di ieri sera. la faccia atarassica del protagonista non è didascalica, e fa perdere tale connotazione all’intero film. e sì, questa recensione è bella.

  2. lo sapevo che ti sarebbe piaciuto. è vero, un po’ orientale. peccato solo che ‘sti ragazzetti non fumino. in effetti lui filma un’idea di cinema, forse addirittura un’idea di regia. i ragazzini ci sono perchè gli piacciono, non perchè simboleggino qualcosa di particolare o siano particolarmente interessanti. riprendendo l’affermazione di m il blog: ci stai provando a fare qualcosa che col cinema oltre che bloggare? tipo lavorare a qualche festival, a qualche rivista, pubblicare la tua tesi?

    dr. o.b. (in via di rimpatrio per essere incapace di fare l’erre moscia)

    p.s. alemanno ha detto che farà partecipare al festival di roma solo film italiani. è la strada giusta, secondo te?

  3. Bellissima recensione e bellissimo film.
    È passato qualche mese ma ancora esulto dentro.
    Fuori dalla sala quel “dentro” faticavo molto a contenerlo.

    Sì, mi è piaciuto davvero molto.
    Mi rammarico di non aver mai posseduto uno skate…

  4. dottore, in cantiere ho anche gerri, ti faccio sapere.

    solo italiani al festival di roma: personalmente di film italiani ne vedo pochissimi, ma c’è parecchia gente che invece vede solo quelli. diciamo che al festival non ci andrei mai, ma considerando la quantità di manifestazioni con opere internazionali, forse l’idea non è tanto peregrina.

  5. maurone, vedo sul tuo blog nuovi video a testimoniare il nuovo incontro fra reggi e gugliemoni. mi ci fiondo!

    emmeblog e claudio, ciao!

  6. iosif visto che non ami particolarmente il cinema italiano, se vuoi partecipare a un dibattito su di esso e su certa critica vieni da me…

  7. Sono d’accordo con la valutazione positiva del film… Mentre non avevo fatto caso all’assonanza con il bellissimo “All about Lily Chou-Chou” (ma allora qualcun altro ha visto questo capolavoro? ^_^).

    Christian

  8. qualche tempo fa abbiamo visto (io e michela) tutto iwai. lily chou chou, swallowtail butterfly ed il mediometraggio picnic sono effettivamente dei capolavori.

  9. Io finora di Iwai ho visto solo Lily, ma ho da tempo in divx altri tre suoi film (“Hana & Alice”, “Love letter” e appunto “Swallowtail Butterfly”)… prima o poi mi ci getterò a capofitto, magari prima che esca “New York, I love you”… ^^

    Christian

  10. Questo era un "5/5" senza remora alcuna…..!!!!!…………….Che dio ce li conservi certi registi in grado di noncompiacersi, "offuscare con l'arte" gli eventuali toni didatticio didascalici, capaci di "dipingere" affreschi generazionalianziche' limitarsi a filmarli…………PER ME……"UN CAPOLAVORO"!!…FRANCOps……oggi "sono in gita" dalle tue parti……             Se occupo troppo "spazio" fammi un fischio…..

  11. Pingback: Spring Breakers – una vacanza da sballo (Harmony Korine 2012) | SlowFilm

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