Gerry (Gus Van Sant 2002)

Due ragazzi si perdono nella Death Valley. Già il fatto che di un film si possa scrivere una sinossi soddisfacente con sette parole, fa dello stesso un buon film.

A quanto ho capito è il film con cui Gus salta il fosso. La presenza di Damon e Affleck (anche qui Casey) non dico che è inutile, ma è evidentemente l’ultimo flebile legame con le regole della drammatizzazione. La figura umana è necessaria all’attenzione dello spettatore (e il singolare si discosta poco da una realistica stima del pubblico pagante. In Italia arrotondiamo per eccesso, perché il film non è stato distribuito), ma è chiaro che quel che interessa al regista è l’ambiente ed il vuoto da esso contenuto. Se prendiamo Fata Morgana (Herzog 1970) (terza e quinta foto), lì del confronto con l’essere umano si fa completamente a meno. Paesaggio altrettanto spettrale e desertico (il Sahara, nella fattispecie), ad Herzog basta lo sguardo della macchina da presa per sottintendere la presenza umana aliena. Nella seconda parte del film sono presenti esseri umani, ma questi vivono lì, hanno già accettato le regole dell’ambiente e ne portano visibili i segni.

In Fata Morgana non c’è nessuno a raccogliere la sfida dell’Inglobante, solo Herzog a testimoniarla, in Gerry Van Sant mostra invece l’inadeguatezza degli intrusi. I loro primi scambi verbali (il logos, la ragione) riguardano una puntata de La ruota della fortuna e un videogioco stile Civilization. E’ chiaro che non partono bene, le loro armi sono spuntate. E intanto il mondo si esprime col vento, con le ombre, le nuvole, il tempo; non in senso metereologico, il trascorrere temporale rappresentato dal passaggio velocizzato delle nuvole e dai giochi di luce che produce sulla terra. E specialmente si esprime con la sua immensità, Inglobante che fagocita i personaggi fino a farli sparire in un impietoso campo lunghissimo.

Van Sant accompagna la descrizione solo con una scarna colonna sonora in inizio e fine film e nel mostrare adopera lunghi pianisequenza, ad assicurare la presenza di numerosi dettagli casuali. E’ rigoroso, quindi, nella visione documentaristica, mentre lascia che la parte narrativa sia fatta solo di indizi, senza imporre una lettura privilegiata.

(4/5)

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26 thoughts on “Gerry (Gus Van Sant 2002)

  1. “Già il fatto che di un film si possa scrivere una sinossi soddisfacente con sette parole, fa dello stesso un buon film.”
    E’ la solita provocazione vero?

  2. cioè mi stai dando del solito provocatore? ok, mi piace ;) .
    seriamente, diciamo che è una battuta assolutista che sottende due verità relative. la prima verità è che scrivere le sintesi delle trame dei film la trovo una cosa molto noiosa, infatti non la faccio mai, se non quando ritengo che la trama, o parti della trama, siano da descrivere necessariamente per teorizzare sul film. se quindi mi si dà l’occasione di poter rendere conto di due ore di visione in mezzo rigo, la colgo al volo.
    la seconda verità è meno pratica e più relativa. riguarda l’apprezzamento del film. molte delle opere che preferisco, non sono, si badi bene, prive di intreccio, ma lo stesso è secondario, rispetto a quelle che mi piace pensare siano le specificità cinematografiche. che non riguardano la narrazione, ma la forma, la visione, la messa in scena, e tutto ciò che non viene richiamato quando di un film si fa la sinossi della della storia che racconta. questa è una verità relativa perché esistono di certo parecchi bellissimi film in cui l’intreccio, cioè la sceneggiatura, è fondamentale, ma in linea di massima credo di preferire quelli del tipo sopra descritto.

  3. stalker, uno dei miei film preferiti: potrei guardare per giorni i tre tizi che camminano, si perdono o si riposano in mezzo a un rigagnolo, anche se non dicessero niente. anzi, non ci ho mai badato troppo a quello che dicono. facendo le debite proporzioni, con gerry ho provato una sensazione simile, un ‘piacere’ simile. immagina come sarebbe stato bello vederlo al cinema, con ogni probabilità quasi da solo – di sicuro dopo la prima mezz’ora. siam quasi pronti per satantango…
    dr. otto bartz, phd.

  4. vero, c’è anche molto stalker.
    satantango…è un’impresa anche solo procurarselo. sul mulo sono sette file da 700 mega. ma c’è. appena svuoto mezzo hard disk comincio a pensarci.

  5. io l’ho tutto, mi manca solo un po’ di coraggio…
    ob

  6. magari. non sono riuscito a farmi un singolo giorno di vacanza neanche nel ponte – mi avevano invitato a un pic-nic. spero di avere a giugno un po’ di tempo, così mi precipito. e facciamo un pic-nic, che ci vado pazzo?

  7. Direi che ti sei spiegato benissimo e ne sono venute fuori considerazioni interssanti.
    Per molti versi il tuo approccio è simile al mio e me ne compiaccio assai.

  8. appena visto mala noche il primo di van sant (e con questo li ho visti tutti). ne vale la pena.
    ob

  9. Ho visto solo "Fata Morgana" e…."Stalker"…..Rimedierò vedendo anche questo "Gerry"…..Molto interessante il tuo commento al "nr.3"….Non ci crederai, ma nonostante alcuni miei scritti piuttostoprolissi (intendo sul mio Blog), condivido quasi la totalitàdi quello che dici………poi, alcune "scelte", si fanno non solamente per quel cheti piace ma per quel che "vuoi fare"……………..ma, è decisamente oltre la narrazione, che, quasi sempre,"STA" IL CINEMA!….FRANCO

  10. cavolo, non avevo pensato ad un parallelo con Fata Morgana. Mi sa che mi faccio serata a tema e li riguardo entrambi, se ne riesco a trovare due copie con definizione decente (Fata morgana mi sa che l'ho visto in videocassetta o giù di lì).
    Al solito, bel pezzo (ebbbasta con 'sti complimenti) e Gerry è il mio preferito di Van Sant. Forse l'unico che mi è piaciuto davvero? Elephant e last days a ruota.

  11. a me è piaciuto molto paranoid park, anche più di elephant, che però ho visto parecchio tempo prima. anche fata morgana l'ho visto un'eternità prima di gerry, quindi l'accostamento riguarda le residue sensazioni. ancora mi manca last days, che pure devo avere da qualche parte.

  12. a me è piaciuto molto paranoid park, anche più di elephant, che però ho visto parecchio tempo prima. anche fata morgana l'ho visto un'eternità prima di gerry, quindi l'accostamento riguarda le residue sensazioni. ancora mi manca last days, che pure devo avere da qualche parte.

  13. a me è piaciuto molto paranoid park, anche più di elephant, che però ho visto parecchio tempo prima. anche fata morgana l'ho visto un'eternità prima di gerry, quindi l'accostamento riguarda le residue sensazioni. ancora mi manca last days, che pure devo avere da qualche parte.

  14. Paranoid Park mi era sembrata una copia troppo hollywoodiana di Elephant. Non so, mi era parso che l'argomento fosse esaurito, però forse per Van Sant non era così. 
    Last Days è meno intenso e meno significativo, già il fatto di avere scelto Cobain come "protagonista" ha assestato un colpo alla mia immedesimazione. Non so, sarà che come figura in sé non mi ha mai colpito.  Una visione la vale di sicuro (ma pure due o tre, immagino). 

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