Iron Man (Jon Fraveau 2008)

Lo dico subito, speravo di divertirmi di più. Sarà terribilmente tamarro e tutto quello che si vuole, ma l'ultimo pezzo grosso che ho visto al cinema per divertirmi che mi abbia divertito è 300.

In sala sono passati i trailer di un altro paio di supereroi, uno vero e una parodia, su una rivista presa lì ce ne sono altri due, e tutto senza contare Indiana Jones. Non azzardo una lettura sociologica della questione.  Sull'altro versante, l'attore che riesca ad accaparrarsi una parte da supereroe la sfanga per almeno un lustro. Me lo ricordo Robert Downey Jr., quando era un tossico incapace di non dare fuoco a se stesso ed a persone e cose nel raggio di cento metri. Le serie sui supereroi ripuliscono attori e registi (Nolan, Raimi…), buon per loro. Io forse li preferivo tossici, ma buon per loro. Ma devi anche essere fortunato, sennò capita che a cinque anni di distanza rifacciano il tuo film con un altro tizio, perché la tua faccia da Hulk non è stata abbastanza convincente. Hollywood reinventa il suo immaginario negando anche le sue incarnazioni più recenti. 

Torniamo ad Iron Man.

E' un tizio a cui piacciono le auto veloci e l'hard rock, quindi non abbiamo molto da spartire. E' un fabbricante d'armi e tutta la parte nelle grotte afghane è piuttosto pesante però adesso vorrei dire una cosa. Non mi aspetto da un film come questo una critica antimilitarista o un'autocritica americana, però non mi aspetto neanche il contrario. Il giovane Stark ci rimane male quando scopre che le armi che vende uccidono anche quelli che lui considera i buoni, e non esce mai da questa dicotomia. Fa di sè l'arma per gli Stati Uniti assicurando così la giustizia nel mondo intero. Non lo sfiora mai l'idea che i cattivi potrebbero essere anche loro. E intanto passeggia per i territori occupati dall'esercito statunitense, al quale peraltro vanno i primi ringraziamenti dei titoli di coda.

Torniamo ad Iron Man, regia ed attori.

Lo stile è meno videoclipparo del solito, e questo è bene. Gli effetti speciali sono integrati nella "realtà", anche grazie al fatto che buona parte delle scene d'azione si svolge di notte. Nessuno degli attori è chiamato ad incarnare un ruolo particolarmente complesso, ma se la cavano tutti. A proposito, solo a me Jeff Bridges ha ricordato Gene Hackman? Alcune scene sono divertenti, tipo l'allegro chirurgo e le prove tecniche. Le prove tecniche sono sempre abbastanza spassose, sarà per questo che si ostinano a rigirare gli incipit. C'è qualche battuta in più del solito, in sceneggiatura, ma non è che siano entusiasmanti. Se ancora dovete vederlo, aspettate la fine dei titoli di coda (a questo film ci ha lavorato tutto il mondo tranne me) prima di lasciare la sala.

(2,5/5)

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14 thoughts on “Iron Man (Jon Fraveau 2008)

  1. Non credo vedrò Iron Man, la tua recensione mi ha confermato dei piccoli dubbi e quindi fratello mi hai fatto risparmiar del denaro. ti devo un paio di birre, ricordamelo :)
    Condivido le considerazioni su Robert, auto veloci e sull’etica del film e aspetto sempre i titoli di coda prima di lasciare la sala. i miei amici mi odiano per questo :)

  2. Certe considerazioni non le capisco proprio.
    Per esempio, tu ti saresti aspettato che un ricco fabbricante d’armi americano potesse arrivare a pensare che gli afghani fossero i buoni e gli americani i cattivi?
    Mi sarei messo a ridere in sala se fosse successo.
    Il massimo dell’antimilitarismo credibile sarebbe appunto rendersi conto che fabbricare armi equivale ad alimentare le guerre etc etc… e cos plausibilmente è stato.
    Secondo me gli autori sono stati anzi abili ad impantanarsi nella retorica ed è già qualcosa.
    Altrimenti tanto vale rivedersi Malick…
    Non ho capito poi il riferimento a Nolan che col suo Batman ha suggellato una carriera egregia e che promette ancora meglio.

  3. è esattamente quello che dici tu che contesto: non è affatto vero che il protagonista giunge alla conclusione di non voler più fabbricare armi per non fomentare altre guerre. ciò che sconvolge il povero stark è che non siano SOLO gli americani ad usare armi, ed infatti diventa l’arma esclusiva degli americani. mettila come vuoi, ma io un messaggio coì rozzo non me lo aspetto neanche da un film tratto da un fumetto, soprattutto se cerca di rifilare una falsa conversione.

    il batman di nolan non m’è piaciuto. rispetto a memento ed insomnia è nettamente inferiore. ma almeno lui un altro film per conto proprio ha provato a farlo, con the prestige, che anche non m’è piaciuto, ma almeno è colpa sua. chi rimpiango di più è raimi, che comunque col suo spiderman ha dato i migliori film del filone. l’unico che ne esce immacolato, e che anzi ha fatto meglio coi supereroi che con altro, è burton. ma allora ancora non ne sfornavano quattro al mese.

  4. Cerco di spiegarmi meglio.
    Stark da ricco industriale delle armi americano è convinto che gli USA siano il bene: ovvio che noi non siamo d’accordo ma dal SUO punto di vista il discorso fila.
    Quindi fabbrica armi per i buoni (fila anche questo).
    Quando si accorge che anche i cattivi hanno le sue armi smette di fabbricarne e va a distruggerle (fila ancora).
    Moralmente possiamo dissentire ma è tutto in linea col personaggio.
    Non vedo poi come fai a dire che Iron Man sia esso stesso un’arma di guerra americana.
    Si limita a riparare ai danni fatti e a difendersi da un “amico” che aveva sfruttato i “nemici” per cercare di ucciderlo.
    Che non vuol dire che va a combattere guerre….

  5. bè, francamente non vedo perché il punto di vista che assume questo film debba essere così trascurabile. io mica ho detto che non fila, ho detto che è criticabile. prendiamo tanto per il culo bush quando parla di forze del bene che combattono le forze del male, e poi non si batte ciglio se la stessa impostazione è adottata da un film multimilionario distribuito in tutto il mondo. in fondo è con queste opere che prevalentemente si veicola l’ideologia statunitense, non certo coi pressoché invisibili film esplicitamente “politici”, che sono destinati ha chi ha già abbracciato l’ideologia alla basa del film stesso.
    gli interventi di iron man sono due, col primo va a fare giustizia in medio oriente, nel secondo, come spesso accade nel genere, c’è lo scontro con la propria nemesi, il gemello cattivo, scontro che ha lo scopo di sottolineare un cambiamento che è invece, in questo caso, solo apparente.

  6. direi che ci siamo capiti ora.
    Per me questo “americanismo” in piccola parte c’è ma è del tutto marginale nell’economia del film.
    A mio avviso gli autori sono riusciti a giocare con la cosa usandola come “pretesto” per muovere la storia ma non calcano assolutamente la mano con la cosa.
    Per te è invece “moralmente” inaccettabile e quindi fastidioso.
    Accetto il tuo punto di vista.
    In fondo è la solita discussione vecchia come il cinema, da quando Griffith cominciava a sfornare i suoi controversi capolavori…

  7. sì, trovo l’ideologia di fondo criticabile, ma il problema principale rimane il fatto che mi ha divertito poco. ma intendiamoci, c’è decisamente di peggio.

  8. Eh sì, non mi ha divertito molto. Eppure mi aspettavo qualcosa di veramente tamarro da gustarmi, invece… Credo che la sceneggiatura abbia qualche problema di ritmo, e poi è una furba operazione per attirare gente a vedere il secondo Iron Man. Che fastidio! Per un’ora e mezza non fanno altro che mostrare, senza approfondire, la preparazione dell’armatura ecc e poi lo scontro finale dura mezz’oretta scarsa.

  9. in verità hanno un po’ rotto le palle ad impostare i film come parti di una serie. oggi anche blade runner sarebbe una saga su un cacciatore di androidi.

  10. poiché, ovviamente, non trovo il tempo per scrivere un’intera recensione, annoto qui, anche in risposta a cinepillole, come l’ideologia (invero fastidiosa, sì) sia condensata, a mio avviso, nella scena in cui la Nuova Arma A Esclusivo Servizio del Bene castiga i cattivi afghani, salva (lui, Buono e Redento e Occidentale e Consapevole della necessità che TUTTE le bombe e magari pure le frecce d’arco stiano da una sola parte) la popolazione brutalizzata dai cattivi afghani, isola uno dei peggiori (con cui ha un conto in sospeso), lo consegna cavallerescamente alla folla (“è tutto vostro”). Democrazia e Civiltà, e che Dio sia con noi.

    (voglio dire, tanto clamore intorno a 300, che era chiaramente un fumettone, aiutato pure dalla distanza storica, e di fronte a questo nulla? no compriendo.)

  11. Anche a me il film è piaciuto fino a un certo punto. Comunque sempre da vedere (specialmente per gli appassionati della Marvel e della Sci-fi come me).

  12. Pingback: Iron Man 3 (Shane Black 2013) | SlowFilm

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