Epidemic (Lars Von Trier 1987)

Epidemic è il secondo atto della trilogia Europa, segue L’elemento del Crimine ed è sostanzialmente un’opera di transizione. Film a basso costo, realizzato nella prospettiva di poter usufruire di maggiori finanziamenti per il più complesso Il Grande Male, che invece non verrà mai girato.

Il film si svolge su due piani narrativi, il primo, in 16 mm, mostra Lars von Trier e Niels Vørsel lavorare alla sceneggiatura di un film di cui vediamo brani nel secondo piano, in 35 mm; i due "mondi" sono fusi dalla presenza ininterrotta del marchio rosso Epidemic, in un angolo dello schermo. Molti sono gli elementi in comune col film precedente, rispetto al quale Epidemic rappresenta il ponte verso Il Regno: ancora acqua stagnante, atmosfere marce, il riferimento all’ipnosi (il protagonista, anch’esso interpretato da von Trier si chiama Mesmer). Epidemic parla della peste, lasciando quasi tutto a descrizioni verbali e a un’impostazione registica efficacemente disturbante, col bianco e nero sgranato (m’è sembrato di vedere riflessi verdastri, ma non ci giurerei), approssimativo quanto il sonoro riverberante. Anche l’epidemia stessa rimanda al film del ’94, dove era l’attitudine a compiere azioni criminose a propagarsi come un morbo.

Nelle fasi in 35 mm la ricerca dell’inquadratura, la costruzione dell’immagine è più accurata, mentre nelle parti "documetarisiche" (nettamente in prevalenza) si intravedono le improvvisazioni e la camera a mano che faranno la fortuna del regista danese. Non senza (auto)ironia von Trier mette in scena i suoi schemi, le sue regole, tracciando su un muro una linea temporale con le dinamiche, gli snodi del film ed i significati che gli stessi devono veicolare. Un gioco che forse si fa troppo scoperto e meccanico nel finale, ma che restituisce comunque un’opera particolare nell’atmosfera e seminale nell’individuazione dei temi che diventeranno ricorrenti nei lavori futuri.

Il film è accompagnato da un altro manifesto, con un elogio alla "bazzecola", che è "umile e avvolgente. Scopre un angolo senza fare un segreto dell’eternità".

(3/5)

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7 thoughts on “Epidemic (Lars Von Trier 1987)

  1. giurerei che il verdastro non c’era. cromaticamente parlando.

    Il regno continua a rimanere senza pari. Ma aspettiamo il compimento della trilogia, e Medea.

  2. mi chiedevo perché fosse così intrinsecamente fastidioso, quel bianco e nero, ed ho creduto di vedere un lieve viraggio al verdastro, almeno in alcune scene.

    sì, europa è da vedere quanto prima.

  3. fastidio dovuto allo “sgranato”, secondo me.
    ti dirò di più, il verde-viraggio l’avrebbe contenuto, il disagio.

    (era “sgranato”, vero?)

  4. era sgranato. ma anche il bianco sparato faceva il suo lavoro. vabbè, niente verde. eppure…

  5. non è ancora un film “ondeggiante”, se è questo che temi. disurbanti sono i toni adoperati, le ambientazioni, alcune scene. da questo punto di vista è di certo riuscito.

  6. ti dico in verità l’elemento del crimine non mi era dispiaciuto, c’erano già i prodromi “fastidiosi” (al di lù del modo di girare) di certo cinema futuro…

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