Vexille (Fumihiko Sori 2007), The Girl who Leapt Through Time (Mamoru Hosada 2006)

Un po’ di cartoni.  Vexille è un’opera completamente in 3d, a naso la si assocerebbe ad Appleseed, e in effetti i riferimenti e le scelte estetiche sono simili. Vexille potrebbe essere  il seguito di Appleseed, se quest’ultimo avesse avuto un finale differente (parentesi spoiler su Appleseed: nel film di Aramaki il ragionamento della superintelligenza artificiale che decide di sostituire gradualmente gli esseri umani, dopo millenni di fattacci, con delle copie artificiali più pacate, mi aveva convinto in pieno). Anche qui esoscheletri e atmosfere apocalittiche, ma con una trama più lineare e coinvolgente. Vexille è sostanzialmente un film d’azione, di quelli fatti bene; fra l’latro sufficientemente nichilista da risultare interessante. Gli esseri umani in 3d non sono ancora un granché, ma se li si considera dei simulacri e non dei tentativi di copia dell’essere umano sono più che accettabili. Le ricostruzioni d’ambiente e d'oggetti, invece, sono davvero notevoli e accurate, perfette nei giochi di luce, nei riflessi sulle armature (in particolare il metallo sembra davvero metallo, pesante) e come sempre nei cartoni giappo piene di riferimenti realistici e dettagli affascinanti.

Vexille, insomma, è un prodotto di intrattenimento ben fatto e non stupido, l’unico motivo che mi viene in mente per non portarlo nelle sale è un embargo verso qualcosa che non sia abbastanza disney-pixar e non sia legato alle giuste case di produzione e distribuzione.

Diverso per genere e tecniche di realizzazione The Girl who Leapt Through Time. Come suggerisce velatamente  il titolo, si tratta di una ragazza che salta nel tempo. La cosa si fa più intimista, quindi i protagonisti sono in un più classico ed espressivo 2d. Numerosi sono gli inserti in computer grafica, e in generale la resa visiva è comunque ottima e interessante, concentrata su paesaggi urbani, sospensioni con frinire di cicale, tracce di luce sull’acqua, a scandire la storia fatta di amori giovanili e paradossi temporali. A proposito di film con paradossi temporali, questi si reggono sempre sull’”effetto farfalla”, per cui da variazioni minime di comportamento discende uno svolgersi degli eventi radicalmente differente, diffondendosi fra l’altro ad un ambito ben più vasto rispetto quello da cui la variazione è partita. Tutto è concatenato, bene. Ma non è semplicemente così: in tutti i film l’effetto farfalla porta inevitabilmente ad un peggioramento esponenziale della situazione. Cioè tutti questi film contengono l’assunto che noi viviamo nel migliore dei mondi possibili: prova a prendere l’ombrello invece che bagnarti e ci sono ottime probabilità che il mondo sia fottuto. A causa tua. Perché ti sei lamentato invece di infradiciarti e basta. Da La Vita è Meravigliosa (diverso ma simile) a Ritorno al Futuro, da Butterfly Effect ai cartoni giapponesi, cercare di migliorare la propria situazione è una cosa che porta solo rogne, ognuno ha quel che si merita.  Gli unici a fare eccezione sono Topolino e Pippo, che con la macchina del tempo di Zapotek si pongono all’origine di praticamente ogni opera d’arte dell’ingegno umano.

Dopo questa dovuta, dotta digressione (da quant'è che non sentivate Zapotek, dite la verità?), torno a The Girl who Leapt, che è ben scritto, divertente quando vuole essere divertente, triste quando vuole essere triste, con una cura per le immagini all’altezza del cinema d’autore.  Cosa che in occidente ancora non si fa: si preferisce fare cartoni che siano in una zona liminale, fra bambini e adulti, in modo da non far ridere troppo i bambini al cinema e non far sentire troppo stupidi gli adulti che vanno a vedere le favole. Che poi a me vedere le favole piace un sacco, ma qui la logica di mercato è spietata ed esclusiva.

Per finire con Hosada, molto bella una scena di simulazione della macchina da presa, dove la protagonista in primo piano corre ad inseguire l’inquadratura, che tende ad essere più veloce di lei e quindi a presentare il campo vuoto. Solo il finale, o non l’ho capito o è buttato un po’ lì. Ok, ho finito.

Vexille: 3,5/5

The Girl who Leapt Through Time: 3,5/5 

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11 thoughts on “Vexille (Fumihiko Sori 2007), The Girl who Leapt Through Time (Mamoru Hosada 2006)

  1. a-me-non-è-piaciuto-questo-finale. a-me-no.

    è proprio incomprensibile. tutta quella cura per render plausibile ogni scambio temporale, e poi l’uscita di scena totalmente incoerente.

    non si fa, no.

    (come hai ragione. sul migliore dei mondi possibili e sul rischio di esplodere se si pensa di cambiarlo. destino, hybris e autoassoluzione. e anche Pippo e Topolino, fondamentalmente, operavano per la conservazione del presente. riflettiamoci.)

  2. “La ragazza che salta nel tempo” è carino, ma anche a me non ha convinto del tutto, soprattutto per la rivelazione finale riguardo il compagno di scuola, che giunge inaspettata e anche poco coerente con la sua caratterizzazione fino a quel momento (per non parlare delle motivazioni).
    Il film dal vivo del 1983 (con protagonista quella che nel film d’animazione è la zia, e praticamente la stessa trama) mi è sembrato migliore sotto questi aspetti, oltre a essere più riflessivo e ad avere un’atmosfera gradevole a metà fra Ozu e “Twilight zone”.

    Ciao!
    Christian

  3. michela: in effetti mi sveli che anche pippo e topolino sono custodi dello status quo. non c’è speranza, nessuna speranza.

    christian, non sapevo ci fossero dei precedenti. in effetti scopro ora che tutto parte da un racconto degli anni ’60. il film che mi citi sembra interessante, ma non credo sia semplice preocurarselo.

  4. Io il film del 1983 l’ho trovato sul mulo, e i sottotitoli italiani su Asian World. C’è anche una serie televisiva degli anni settanta, ma quella credo che sia davvero introvabile.. ^^

    Ciao
    Christian

  5. testavuota: siempre viva.

    christian: di obayashi pare sia interessante anche uno sperimentale hausu. grazie mille, questo regista non lo conoscevo.

  6. The Girl who Leapt Through Time lo vedrò a giorni :)
    Iosif, vai a dare un’occhiata al trailer del nuovo film di Kitano…e poi dimmi!!! :D

    al

  7. paesaggi urbani, frinire di cicale, tracce di luce sull’acqua, amori giovanili e paradossi temporali, divertentetriste.

    Mi sto dando dei pizzicotti da cinque minuti per convincermi che le key plots non siano uscite dal mio subconscio, ma pare proprio che questo post esista davvero. Vado a procurarmi il film. Adesso.

  8. al, il trailer di kitano mi piace un sacco e mi mette un sacco di paura. musica empatica, pittori, spero sia riuscito a mantenere l’equilibrio senza lasciarsi influenzare dalle critiche negative (per me in buona parte non giustificate) ai suoi ultimi film.
    se passa a venezia ci faccio un serio pensiero.
    grazie mille per la segnalazione.

  9. Kitano sarà a Venezia al 100%.
    Probabilmente ci sarà anche Miyazaki.
    E io scommetterei anche su Kore-eda…vedete voi se quest’anno è il caso di venire o no :D

    al.

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