E Venne il Giorno – meno parchi, più parcheggi (M. Night Shyamalan 2008)

Un po’ come sparare su un’anatra morta, prendersela con questo Shyamalan che parla di piante allergiche agli uomini. Gli errori di E Venne il Giorno sono così evidenti che si può scegliere di ignorarli, ma non affermare che non ci siano. Il primo a dover essere bastonato è lo Shyamalan sceneggiatore, più di quello regista. Lo sceneggiatore è spinto da una furia autodistruttiva così violenta che l’unica cosa a lasciare più inorriditi è l’evidente mancanza di consapevolezza nel farsi del male. Che sia una forma di metascrittura? La realizzazione di un suicidio testuale prodotto in stato di incoscienza, parallelamente ai suicidi di cui s’intesse il film? In realtà gran parte degli strafalcioni di Shyamalan sono al livello di un brutto tema di scuola media: la terribile costruzione di tutto il conflitto amoroso fra i protagonisti, frasi come quella donna mi sembra l’esorcista, e dammi qualche percentuale, ok 62, il profondissimo indovinello sul cent raddoppiato ogni giorno per un mese, ma soprattutto, dal punto di vista della costruzione narrativa, perché è dal primo minuto che sai che la tossina è d’origine naturale, perché ti sei scambiato sguardi torvi con glicini e banani, perché hai appena detto ad una tizia al telefono di stare lontana dagli alberi, e immediatamente dopo suggerisci di andarsene per  fratte?

Un’idea per il soggetto il regista indiano ce l’ha sempre. Sai quando vuoi fare qualcosa con la videocamerina e dici “però ci vorrebbe una buona idea, una cosa intrigante, alla base del corto c’è l’idea”, lui quell’idea ce l’ha, ma è da Il Sesto Senso che non riesce a renderla interessante né internamente coerente per la durata di un film. Shyamalan tratta grandi temi come la paura dell’alterità, la violenza contro la natura e noi stessi, la dipendenza dalle immagini e dall’immaginario di massa, in maniera del tutto superficiale e terribilmente supponente, nell’attesa e nella personale sicurezza (perché lui in sé ci crede) che saranno gli altri a fare il suo lavoro, sovrainterpretando.

Nonostante questo, e qui giustifico il voto che sto per dare, E Venne il Giorno dura solo un’ora e mezza, è meno irritante di Lady in the Water e Signs e la scena nella casa della sig.ra Jones non è male, nella sua classicità horror.

Un’ultima cosa, la rintronata Zooey Deschanel la si può ascoltare in un disco con M. Ward, a nome She and Him. Lei canta con una vocina un po’ acuta che non si regge per un intero cd, ma preso a piccole dosi l’album è inferiore ad uno di Ward, ma decisamente migliore di un film di Shyamalan.

(2/5)

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33 thoughts on “E Venne il Giorno – meno parchi, più parcheggi (M. Night Shyamalan 2008)

  1. in effetti questo film è pieno di cose belle e profonde e inaspettate. c’è l’anello che registra il colore del’aura, e la coppia in crisi che non ricorda quale sia il colore dell’ammmore. poi ci sono piante cattive, ma che forse reagiscono alla cattiveria degli uomini, o alla massa di persone che le minacciano, ma non si sa, e comunque è meglio non stare in luoghi affollati, dunque andiamo tutti insieme SENZA DISPERDERCI ma in centri piccolissssimi (ma piccoli, eh, e con strade sterrate), così passiamo inosservati.
    però è vero, dura poco. e alla fine le piante cattive che però forse si difendono sono in francia. è un bel finale.

  2. ale55andra: è che sei troppo buona. continuiamo a viziarlo così e questo tizio fra un po’ si convince che Gli Uccelli l’ha fatto lui.

    michela: muy divertido :)! vero, bel finale davvero.
    e comunque lei ci ha solo mangiato un tiramisù. sai quale è la chicca? invece del solito cameo, shyamalan compare nei credits come joey. sgenio e regolatezza.

  3. proprio no. no da molti punti di vista. prima di tutto il cinema di shyamalan non è percepito come b movie dalla maggior parte delle persone e sicuramente non dai suoi numerosi estimatori. ma questa è la cosa meno importante. più importante è che nessuna classificazione di genere racchiude in sè il significato “film brutto”, perchè i film brutti non vuole vederli nessuno. ci sono film trash, piccoli film, film amatoriali, ma nessuna di queste categorie racchiude il significato “film brutto”. confondere una categoria critica con una di genere non può portare che a un corto circuito, una contraddizione, un errore.

  4. Shyamalan mi sta sul cazzo e ancor di più perchè tutti lo venerano. Il suo miglior film per me è The village, ma anche quello arriva alla sufficienza o poco più. Ah comunque questo non l’ho visto (ma lo farò, giusto per avere un argomento in più quando litigo con qualcuno sul regista).

  5. edo, se andrai a vederlo in cerca di roba involontariamente grottesca da rinfacciare agli shyamalaniani, troverai una miniera.

  6. bravissimo iosif, ci ritroviamo al cento per cento.

    p.s. ho un nuovo blog:

    http//relativestranger.blogspot.com

    vieni a trovarmi se ti va.
    mario

  7. Spettacolare post… credo di condividerne pure le virgole. E “a priori” tra l’altro, avendo scelto in modo netto, radicale e consapevole di non vederlo (per ora… poi magari chissà, lo recupero in un accesso di furore autoditruttivo).

    “Sai quando vuoi fare qualcosa con la videocamerina e dici “però ci vorrebbe una buona idea, una cosa intrigante, alla base del corto c’è l’idea”, lui quell’idea ce l’ha, ma è da Il Sesto Senso che non riesce a renderla interessante né internamente coerente per la durata di un film.” Sottoscrivo.

    Saluti

  8. forse lo vedo stasera e commenterò con cognizione di causa.

    Io del buon Shyaly mi è veramente piaciuto tanto solo the village, il sesto senso l’ho visto dopo the others perciò l’ho capito dopo 5 minuti… Boh il resto nulla di che, anche se ha il pregio di creare atmosfere particolari e di dire spesso cose non scontate…

  9. è probabile che shyamalan sia un regista sopravvalutato, ma a mio parere ha realizzato un film magnifico (e difatti non è mai citato quando si parla di lui…): Unbreakable, secondo me il miglior omaggio al fumetto mai realizzato.

  10. ciao mario, verrò con piacere a visitare la tua ultima tappa verso il Blog Perfetto. è un pellegrinaggio faticoso, ma so che spunterai ;)

    pickpocket: è la fiducia verso gli altri, unita all’istinto, che ci fa risparmiare un sacco di soldi. viva l’a priori, viva le scelte radicali!

  11. claudio: anche a me the village tutto sommato non è dispiaciuto. cioè, non esageriamo, così così. è una buona puntata di scooby doo.

    aladar, cinematograficamente abbiamo grosse affinità ed altrettanto potenti divegenze, ed è una cosa che mi diverte assai. perché siamo bravi ragazzi e ci vorremo sempre bene lo stesso :)

  12. Shyamalan ogni volta che spara “alto” finisce per sprofondare davvero in basso (metto anch’io signs nella lista perchè Lady in the Water è l’unico che non ho visto).
    Ma è possibile, mi chiedo, che qualcuno si sia davvero bevuto tutte questa banalità?
    Raccontate pure male tra l’altro.
    L’Uomo è cattivo e la Natura si vendica… ma dai…
    E poi il discorso della progressione, li ammazziamo a gruppi sempre più piccoli… ti prego…
    E solo nel Nord-Est mi raccomando, perchè i niuiorchesi sono i cattivoni più cattivi… non ci credo ancora…
    Ci fosse stato almeno un cazzo di cataclisma e siamo tutti morti non sarebbe stato un pochino meglio?

  13. Sono d’accordissimo. Shyamalan, ancora una volta, dimostra di non sapere scrivere. è veramente ridicolo. Ecco bravo, non ho capito neanche io per quale strano ragionamento vanno per fratte dopo che hanno parlato delle tossine delle piante. Ma probabilmente non lo ha capito neanche Shyamalan, lo ha fatto per poterli far arrivare nella casa della vecchia dove sapeva di poter girare una bella scena, e ci è riuscito. Comunque basta Shyamalan, se il prossimo film parla ancora di una minaccia ambientale, o alieni o fate, muoio.

  14. un po’ come per la faccetta di miyazaki junior.

    il quasi intenerimento, intendo.

    dura pochissimo, però.

  15. e shyamalan non ha neanche il complesso del padre padrino. e i giapponesi hanno dalla loro una propensione allo sguardo timido. ma ricordiamo sempre che terramare è definitivamente indigeribile.

    l’intenerimento è finito.

  16. molto interessante quello che hai scritto e condivisibile.
    Pensando a quello che hai scritto mi è venuto in mente l’ultimo libri di Mamet uscito in Italia, Bambi vs Godzilla, dove egli constata la fine della sceneggiatura nel mondo del movie business americano.
    In passato, tutti i registi, anche quelli di serie b, anche i maverick di Hollywood (penso a Fuller) ti dicevano che avere una buona storia era essenziale. E con un buon script era molto difficile fare un brutto film, anche se il regista era una chiavica.
    Oggi invece i film sono costruiti per sollecitare altre parti del cervello dello spettatore, quelle più emozionali e quelle che reagiscono pavlovianamente.
    Per cui se un tempo la gag (che intendo anche come scontri di auto, scontri di elicotteri, frizzi e lazzi, spari e spade) era inserita dentro una storia, ora la storia è una serie di gag che si susseguono una dopo l’altra, cercando di sollecitare e solleticare solo una certa risposta del pubblico.
    In questo senso le serie tv osano molto di più dei film a grosso budget.
    (questo, costato 60 milioni di dollari, solo nel primo we in USA ne ha incassati 30).
    un saluto.

  17. ciao souffle. avevo letto il tuo interessante post sul libro di mamet, ed alcune cose descrivono bene delle impressioni che ho avuto nella visione di certi film più o meno recenti.

  18. sono in parte d’accordo con te,certamente lo shyamalan,del Il sesto senso,Unbreakable ecc è sicuramente di un altro livello. Il film ha però una partenza ed un soggetto che avrebbero potuto essere sviluppate in altro modo. Non è tutto da buttare via

  19. ciao donniebrasco. per la verità unbreakable, che è generalmente riconosciuto come il migliore assieme al sesto senso, è quello che per primo mi ha inspirato una insofferenza violenta verso il regista. non ricordo tantissimo, ma willis che si dimena su un telone che affonda in acqua credo sia la prima immersione totale nel ridicolo di shyamalan. qualcosa di simile a bela lugosi che combatte col polipo in ed wood, ma senza voler far ridere.
    vero, anche io ho detto che un’idea per il soggetto il sig. night ce l’ha (quasi) sempre, ma qui il ridicolo sommerge tutto.

  20. un mese dopo ho sognato quella dannata vecchia, che con le bambole e bambini piccoli continuano a essere le cose più
    terrorizzanti che ti può capitare di incontrare.

    ù!
    auguri e buon anno
    ndr.

  21. io aggiungerei simona ventura ed il terribile strozzino della findomestic, il pupazzo verde.
    buon anno a tutti.

  22. Sono profondamente imbarazzata.
    Ho visto questo film da sola, un paio d'anni fa, e mi era piaciuto un sacco. Ho vissuto due anni in cui tutti me lo demolivano ed io continuavo a dire Ma non lo avete capito! La storia è debole, è vero, ma che tensione! Che tensione!

    Una sera, in preda a vena di convincimento, ho chiamato gli unici miei due amici (e avrei potuto perderli per sempre) per farglielo vedere. In bluray, pure. In lingua originale, così vedrete!

    Una vergogna. Non ho idea di cosa ci abbia trovato la prima volta, ma davvero mi trovo d'accordo con ogni singola parola.
    ma vogliamo aggiungere la tipa dagli occhi blu, con la faccia più fastidiosa che la storia ricordi, ed una recitazione che pure il mio gatto riuscirebbe a superare? Problema comune un po' a tutti gli attori del film, eh, ma lei è TERRIFICANTE. Viene da chiedersi se il regista non abbia perso una scommessa, per metterla come protagonista.

    A me però Signs è piaciuto. Premessa: l'ho visto ben tre volte (la prima al cinema, l'ultima è stata due anni fa) e l'ho trovata una splendida parodia di film scifi anni cinquanta (con finale trashissimo annesso… tra la mazza da baseball, la donna che parla spezzata in due, e l'alieno che non riesce a entrare in casa, ho riso per mezz'ora).
    Se le sue intenzioni erano quelle di sfornare un film fantascienfitico serio è un esperimento più che fallito. Se invece la su aintenzione era quella di prendere in giro il film di genere, è stato quasi geniale.

  23. non so, shyamalan mi sembra una persona cui l'(auto)ironia non abbonda. signs è stato oggetto di numerose parodie, ma non credo fosse parodistico di per sé. poi ci sono i seguaci che ne hanno dato profondissime letture deliranti. comunque, è un autore con dei tratti definiti e personali, come personale è il fatto che li trovi fastidiosi e autocompiaciuti.

  24. lontanissima dall'essere una "seguace" (il sesto senso all'epoca non mi era piaciuto, ma sono passati dieci anni e dovrei dargli una ripassata) e Signs credo sia l'unico ad avere apprezzato…
    Non ho idea di cosa pensi il regista (ne conosco a malapena la faccia e solo perchè si diverte coi cammei) ma non sono mai riuscita a vedere i suoi film prendendoli sul serio. Lontano dall'essere esplicitamente fumettaro e autoironico, forse (come può essere Sam raimi, che tendenzialmente però ha ben più di un'idea abbozzata e basta, quando gira qualcosa) ma non posso credere DAVVERO che si faccia parlare una donna spezzata in due di una profezia su una mazza da baseball senza sorrdere di se stessi… 

  25. non so, è probabilmente l'elemento più assurdo del film ma certo non l'unico: il bambino che si salva perché ha l'asma, la soluzione finale, il confidare emormemente in passaggi a sorpresa davanti alla mdp e negli effetti sonori da sobbalzone, la faccia di gibson… per me m. ci crede parecchio.

  26. Perché, i giri intorno alla casa come dei dementi, alla ricerca del fantomatico vicino che fa i dispetti?
    Non so, a me ha fatto ridere. Ma forse non era quello che lui desiderava?

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