Il Cavaliere Oscuro (Christopher Nolan 2008)

Da qualche parte bisogna pur cominciare. Io comincio dalla scena sul grattacielo, quella dove ci sono tre tizi che parlano e la macchina da presa che volteggia attorno a loro, mostrando altri grattacieli e frazioni di cielo grigio. Lì ho sentito che c’era qualcosa che non andava, perché in quella scena uno dei tre tizi ha una maschera con le orecchie a punta e parla come se avesse un piccione in bocca. È una scena molto molto simile ad una delle migliori di Miami Vice di Mann (in verità una delle poche cose che si salvano in quel film, opera d’un uomo che sa fare cose davvero bellissime e cose davvero così così), ma con Batman in mezzo. E questa sensazione l’ho avuta spesso guardando il film, la sensazione che Nolan abbia creato il suo film, la sua realtà, senza permettere ai personaggi di entrarci. E se entrarci risulta difficile a loro, che lì dentro ci vivono, figuratevi a me. Personaggi, plurale, perché anche Joker è escluso dalle linee fredde e squadrate della città e dai suoi colori, spiazzato dai suoi continui tentativi di ironia e follia la cui resa appare scialba e la motivazione nulla.

Oppure avrei potuto cominciare così: ecco il vero Funny Games. Quello girato in americano, cioè con inquadrature e temi e attori e conflitti americani. Quello che, come si usa fare specialmente nei supermovie, assieme all’azione ci mette il riferimento all’attualità, i video dei terroristi (l’emulatore di Batman catturato e filmato da Joker), i ricatti morali a cui non cedere (la battaglia navale), i funny games (i due legati alla bomba e soprattutto scegli se ti ammazzo la moglie o il figlio), la propaganda politica. Non è certo una novità: Funny Games ha lo scopo, fra gli altri, di scoprire alcuni cliché. Per quanto alcune coincidenze (le scene citate fra parentesi, nonché la scelta del cattivo senza motivazioni e senza passato) siano piuttosto sorprendenti da ritrovare a tanta vicinanza dal film di Haneke. Probabilmente anche il caso, o il caos, per dirla alla Joker, ha nascosti fini didattici.

Con Memento ed Insomnia Nolan crea delle storie fortemente coese, dove ogni tassello concorre alla costruzione delle tesi dei film, fatti entrambi di relatività della percezione e di autoinganno. Questa coesione qui non c’è, ed il film d’azione, che per riuscire avrebbe bisogno di uno scheletro intrigante, risulta essere un susseguirsi di scene più o meno mirabolanti che pure non raggiungono il ritmo e l’incisività del già citato Mann. Che su grattacieli, discoteche e su buoni e cattivi che si completano l’un l’altro ha ancora parecchio da insegnare.

Infine, e vedi se proprio a me deve toccare la parte del difensore di Burton, i primi due Batman creano una Gotham a misura di supereroi, supercattivi ed eccentricità, Nicholson è Nicholson, un tipo coscientemente sadico che ti inchioda ed affascina con lo sguardo. Un Joker divertente ed incazzato, attaccato alla vita, non un filosofo depresso e nichilista e anche un po’ lagnoso, che pure guarda molto a Nicholson quando il resto del suo personaggio poco si adegua all’ironia. Poi, capisco il qui ed ora del film, capisco il qui ed ora di un attore che purtroppo è morto giovane, però. Però tutto quello scritto fin qui.

A, nella parte di Morgan Freeman, Morgan Freeman.

UPDATE: l’etimologicamente simpatica visione di Michela.

(2,5/5)

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29 thoughts on “Il Cavaliere Oscuro (Christopher Nolan 2008)

  1. Come al solito molto molto divertente leggerti. Però questa volta non condivido, doveva pur esserci una prima volta. :))
    Non condivido due cose in particolare:
    1) Il film mi è sembrato estremamente coeso, compatto, strutturato. Complesso e teso al punto giusto. E te lo dico da non-fan di action-movie e da non-fan di comic-movie.
    2) Non mi è sembrato di ravvisarci una somiglianza o una qualche vicinanza ideologica con “Funny Games”. Che, detto per inciso, ho visto la sera prima di vedere questo e ho trovato parecchio insulso.

    Sulla questione Burton invece ti appoggio. Per esempio se al Cavaliere Oscuro ho dato un 4.5 convinto, al “Ritorno” di Burton dò e darò sempre un 5 straconvinto. Lo considero uno dei film della mia vita.

    Saluti

  2. pick, mi rendo conto di essere in nettissima minoranza, per quel che riguarda questo film. capita. di certo avrei preferito anche io uscire dal cinema più felice.

    il film è molto strutturato, nei rapporti fra i personaggi, ma al tempo stesso mi sembra inseguire una grevità che non riesce a raggiungere, chiuso in un certo estetismo radicale ma non particolarmente originale nè avvincente. nella recensione ho volutamente evitato il termine noia, cercando di descriverne le cause scatenenti e le impressioni che questa comporta, ma ecco che fa capolino qui.

    riguardo funny games, non intendevo una somiglianza diretta, ma una coincidenza nel richiamare quei fattori che funny games vuole mettere sotto accusa (senza peraltro riuscire a smarcarsi completamente dagli stessi, ma questo è l’oggetto del pezzo sotto).

    i batman sono le cose che preferisco di burton, assieme ad ed wood.

    saluti anche a te, è sempre un piacere :)

  3. Prima di tutto non vedo perchè fare paragoni, comunque sia i Batman di Burton per me sono intoccabili, come così sarà in futuro anche questo di Nolan (il precedente aveva deluso anche me). Per il resto un grosso Buuuuuuuuh!!!, prima o poi doveva arrivare :P

  4. il paragone ci sta, e nel senso citato: burton ha creato un mondo a misura di batman, pur evitando estreme fumetterie o leziosità (anche se molti adesso sembrano volersi ricredere…). è stato bravo, equilibrato, e,…come si dice quando si parla di burton, a…gotico. nolan ha creato un mondo realistico fatto di vetro e acciaio e ci ha inserito dei personaggi non totalmente dissimili da quelli di burton, che quindi sono un po’ come pesci fuor d’acqua. da qui, per me e per una manciata di persone nel mondo che magari non credono d’aver assistito ad un capolavoro, la difficoltà a lasciarsi coinvolgere.

    infine, perdonami, ma spero d’aver espresso qualcosa di minimamente più strutturato e significativo di un buuuuuuh.

  5. niente, siamo in disaccordo anche su questo film. quoto il primo punto di pickpocket. forse nella prima parte sì, nolan dà l’impressione di mettere troppa carne al fuoco, ma poi la narrazione stringe bene e tutto si integra alla perfezione.

  6. benway, siamo cascati male. comunque funny games non è che non mi sia piaciuto.

    verranno tempi migliori. “la notte è più buia prima dell’alba, e l’aba sta per arrivare”, oppure, com’era già da un po’ in napoletano-italiano “più nero della mezzanotte non può mai venire”.

  7. Da come avevi attaccato il pezzo, non credevo terminassi con una semistroncatura. Non sono d’accordo, m è anche bello che ci sia qualche voce dissonante in questo quasi totale plebiscito. Anch’io adoro i due Burton, ma mi piace moltissimo confrontarli con questi due Nolan (e questo secondo in particolare) molto diversi, sia nella realizzazione scenografica che nei personaggi (i due diversi Joker).

  8. fuori dal coro, fuori dal coro!
    signorina Iosifa, sai che l’hai spiegato assai bene perché non ci si entra ‘sta volta a Gotham City-Miami?

  9. noodles: confido molto nella ragionevolezza di tutti, perché il sorriso che ho mi basta ;)

    signor pasquale: tattica strategia abnegazione forza!

  10. http://cineb[..] Il cavaliere oscuro MrDavis kekkoz Contenebbia Nonostantetutto cinemax Ale55andra souffle Kinemazone gparker Noodles Ohdaesu pickpocket Chimy Delirio cinefilo bonekamp Unodipassaggio Trinity Para delikatessen I [..]

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  12. Sulla questione della sceneggiatura di questo Batman mi trovi d’accordo. O almeno, durante la visione del film è stata questa l’impressione, soprattutto nel corso del secondo tempo. Poi va beh, dopo ho deciso che era un dettaglio marginale e mi sono fatta trasportare dal delirio per il film.
    Non sono molto d’accordo nel vedere in Memento un manifesto di coesione. Ma qui il discorso si fa lungo e non se ne ha voglia.
    Quanto alla questione Burton vs Nolan credo sia più che altro filosofica. Un pò legata a quello che è il fumetto trasportato al cinema un pò alla concezione del male e dell’intrattenimento che ne deriva. Ma anche questi sono discorsi seri e c’è troppo afa per svilupparli.

  13. ecco, avessi percepito del reale delirio nel film, sarei stato ben felice di lasciarmi trasportare. sono d’accordo con te quando parli di diversa concezione dell’intrattenimento. un raffronto fra burton e nolan mi sembra inevitabile, anche solo per poter meglio comprendere, per opposizione, due modi diversi di lavorare. burton con batman nell’89 realizzava il suo primo grande film, e lo faceva con un entusiasmo ed un’efficacia nel proporre tratti che diverrano poi distintivi, tali da essere poi raramante eguagliati. come ho già detto, non sono un fan sfegatato di burton, ma lì riesce a creare un mondo coerente e affascinante. ed il film, all’epoca, ebbe una risonanza, un impatto popolare, forse paragonabile a quello di nolan; e pure oggi fare scalpore e pubblicità pervasiva è molto più semplice. questo per dire, ed in fondo per ripetere, che nel film di nolan non vedo altrettanta autorialità, urgenza, coerenza, non c’è una visione forte, c’è molto calcolo. per molti, troppi versi, il film non si distingue dalla valanga di supereroi che sta sommergendo le sale mondiali. e da questo punto di vista, e forse anche un po’ per spirito di contraddizione verso un entusiasmo sfrenatamente maggioritario, ho preferito film forse più rozzi, ma meno seriosi e nel complesso più validi nel creare una realtà alternativa dove tutto sia plausibile.

  14. Fosse un regista diverso sarei d’accordo con te. E’ pur vero però che Nolan in quanto a “costruzione” delle storie ha sempre fatto così. Quel non so che di artificioso che in fondo anche Memento aveva. Io lo vedo come un elemento di coerenza.
    Poi, ecco, condivido il fastidio diciamo mediatico per un evento sicuramente costruito con perizia e insistenza.

  15. un punto di vista decisamente interessante.
    Specie se spostiamo l’accento sull’Autore (e qui cadrebbe anche Spielberg).
    Da questo punto di vista non vedo perchè il film di Nolan debba distinguersi dai film action post Iraq che hollywood sta producendo.
    un saluto

  16. ah, quanto al “circo mediatico” anche qui “due facce” è l’espressione più adatta.
    Se faccio Titanic sconvolgendo tutte le regole finora conosciute in fatto di effetti speciali, non posso fare lo schizzoso e fare girare il film nei cineclub.
    Se decido di fare un film da quasi 200 milioni di dollari, allora mi butto sul marketing e spingo perchè il mio film recuperi i soldi, consentendomi di fare altri film.
    Io non credo al regista che non guarda gli incassi del primo weekend.
    Lo faceva anche Kubrick.

  17. missblum, come ho detto anche nel post, non mi pare che nolan abbia saputo replicare i riusciti memento e specialmente insomnia. neanche con the prestige. vedo una gran differenza fra i due titoli e gli altri della sua carriera.

    souffle, a far cadere spielberg non credo ci voglia poi tanto. uno che ha fatto a.i. e soldato ryan, quando gli va bene saltella su un piede solo.
    ecco, io non dico affatto che il cavaliere oscuro debba distinguersi, anzi dico esattamente il contrario: con sguardo leggero lo vedo confondersi fra gli altri, e come gli altri lo giudico sul mero piano dell’intrattenimento. riuscito meno di altri, su questo piano. ecco, che il regista si faccia i suoi giusti conti, che la pubblicità faccia la sua parte, non mi stupisce affatto. ma proprio per niente. quel che mi stupisce è che questo film sia unanimamente idolatrato, che abbia molto più successo, anche fra il pubblico “sgamato”, di un petroliere o di un darjeeling o di un coen. tutti film che hanno suscitato molte più divisioni. probabilmente perché sono film più complessi. probabilmente perché il cavaliere oscuro, invece, non è un film poi tanto complesso. ed io credo che un certo grado di complessità, un capolavoro o un ottimo film, debba averlo.

  18. non so perché il tuo blog non raccolga le mie citazioni, ma ne scrissi, alfine. con tanto di balletto.
    ora lascio questo luogo.

  19. ecco, l’ho visto. in succesione una due giorni di uomini pipistrelli, comincia e fa il cavaliere. sono abbstanza d’accordo con te iosif, che tutto sommato hai mantenuto l’equilibrio e ti sei trattenuto dall’affiggere una reale stroncatura su questo film. mi sembra che il prodotto sia piuttosto Medio. niente di che, gradevole a tratti..

    mi hanno fatto riflettere su una possibile lettura filobushiana del film: il cavaliere oscuro che combatte i terroristi con mezzi un po’ violenti, la storia giudicherà etc… lo spaventapasseri-hillary clinton personaggio prima protagonista poi cestinato…. il procuratore belloccio dalla parlata ammaliante-un obama che mostra la sua cattiveria celata….

    e basta coi piccioni in bocca!

    cordiali cordiali,
    ndr_aea

  20. Mi pareva di avere lasciato un commento giorni fa. O dipende da splinder (speriamo) o peggio ancora comincio a perdere colpi. Comunque trovo inutile scriverti perché non concordo con il tuo post (la discussione ormai si è esaurita) ma il tuo post mi ha ugualmente interessato. Le opinioni che divergono dalle nostre sono sempre da prendere in considerazione. A presto ;)

  21. Ahimè ho lottato per cercare di trovare qualche appiglio, qualche crepa, qualcosa a cui aggrapparmi per non accodarmi all’odioso coro degli entusiasti.
    Ma questo Cavaliere Oscuro è davvero capace di scuotere e spaizzare.
    Se in Memento, come giustamente dici tu, ogni elemento contribuisce a dare un senso al tutto, qui è il tutto che da senso ad ogni singola parte o addirittura lo rende superfluo. Perchè ci mette irrimediabilmente faccia a faccia con verità che non vogliamo ammettere, perchè non c’è consolazione.

  22. …voglio girare batman contro l’incredibile hulk e avvelenare ed norton il giorno prima dell’uscita in sala…

    detto questo…ehi! bel blog! commesespiegachenonlavevomaincrociato?!

    ps. – Nicholson è Nicholson…ma è anche vero che il Joker di Nicholson poco o nulla aveva a che vedere con quello del fumetto…

  23. bò, saràpecchèsoscomodoealloracercanodenuffammevede’.
    ciao zenn. non sono un grande lettore di fumetti merigani, e in particolare sono un lettore davvero minuscolo di batman. però mi pare che l’abbiano declinato in modi così diversi, questo fumetto, che prendere spunto da un jocker piuttosto che un altro, o addirittura inventarsene uno nuovo, non mi sembra una cosa da non fare. quel che importa è inserire i personaggi in un mondo a tono.

  24. voglio anche far notare come, a distanza di un anno, nella critica e nel pubblico serpeggino forti ridimensionamenti.

  25. … e a distanza di tre anni, si attua una totale inversione di tendenza:

    il film si rivela una cagata pazzesca,

    (fatte le debite eccezioni di cordoglio e rispetto)
    ma in effetti gli attori si salvano soprattutto joker.

    mi sembra geniale l'aver rilevato come comunque gli attori fluttuano intrappolati in qualcosa…
    secondo me il qualcosa è la smania registica, alla fine inappagata, di creare un'atmosfera dark assieme allo sguardo iper realista,
    il tono dark è confuso con un vago senso di oppressione psicologica, ansia e depressione,
    lo sguardo iper realista finisce solo per tradire la vena di fumetto del personaggio e non si scrolla di dosso l'artificioso e appiccicoso apparato dei trucchi artificiali.

    davide

    comunque un 2 stelle da vedere, al contrario di altri 2 stelle

    ps: ma come faccio ad avere anch'io un immaginina qui sotto al posto del grigio punto di domanda?

  26. son d'accordo.
    riguardo l'immaginetta, credo che basti registrarsi a splinder. ma se ti venisse voglia di aprire un blog, non farlo assolutamente qui. io sto disperatamente cercando il modo per non essere costretto a migrare, ma la piattaforma è a dir poco allo sbando.

  27. Pingback: Il mio Uomo Pipistrello preferito, risultati del sondaggio | SlowFilm

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