Robert Altman: Images (1972), Un Matrimonio (1978)

In Images, come per 3 Women,  la protagonista è una donna, in un film angosciante nella sua descrizione della follia, espressionista nelle sue rappresentazioni distorte, portandoci nelle visioni ambigue ed incerte di Susannah York. L’Altman di Images è un Hitchcock sotto mescalina, quindi anche Polanski in forma o un Lynch al suo stato naturale, fresco di meditazione trascendentale. Insomma un Altman cattivo, che utilizza tutti i suoi trucchi per rendere il film costantemente disturbante.

Entriamo immediatamente nelle turbe psichiche della protagonista, immersa in toni gialli o seppia, ripresa in inquadrature sbilenche. La York corre verso la follia in un crescendo lungo quanto il film; riesce, all’interno di uno stesso pianosequenza, a cambiare più volte espressione e volto, mettendo realmente a disagio lo spettatore. Oltre alla bravura dell’attrice, il regista non lesina coi colpi al limite del legale, e così ci perdiamo negli specchi, in una colonna sonora che integra effetti vocali, in isolate case hopperiane al contempo protette  e minacciate dalla natura. Ogni personaggio ha una definizione incerta, così come ogni inquadratura, dove valore e contenuto vengono continuamente rovesciati.

 

 

 

 

 

 

Qui in parentesi quadra un po’ di spoiler ed un dubbio: [il film racconta delle visioni della protagonista schizofrenica, che nella sua casa in campagna, dov’è col marito, incontra prima il “fantasma” di un suo amante francese, morto tre anni prima, quindi un amico del marito, suo amante più recente, con la figlia adolescente, la cui somiglianza con la York viene subito sottolineata. Qui il mio dubbio: le recensioni che ho letto vogliono che sia reale il secondo amante, mentre credo sia possibile identificare la bambina con la donna da giovane, la qual cosa lascerebbe intendere delle aggressioni subite dalla protagonista da suo padre, quando era bambina, padre qui trasfigurato in amante irruento. Insomma, se l’avete visto fatemi sapere voi come l’avete interpretato].

Se Images rientra nel “filone 3 donne” cui può far riferimento, almeno in parte, Anche gli Uccelli Uccidono, Un Matrimonio appartiene alla classe ben più celebre dei “film corali”. Particolarmente sbilanciato verso la satira sulla borghesia, riprende tutta l’ironia di Altman, in un’opera particolarmente tenace nel non voler identificare nessun personaggio né storia primari. Seppure Gassman, pur non avendo più visibilità di altri, quando è in scena domini tutto.

Images: 4/5

Un Matrimonio: 3,5/5

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5 thoughts on “Robert Altman: Images (1972), Un Matrimonio (1978)

  1. le recensioni che ho letto vogliono che sia reale il secondo amante
    Credo sia proprio così. E penso che la bambina sia un’altra persona; bambina che m’era parsa, invece, un ulteriore pedina per ampliare l’ansito labirintico dell’opera, che per me resta uno degli Altman meno validi, comunque!

  2. non so, se assumiamo che i colloqui col marito siano reali, senz’altro esiste una persona fisica che col marito va a caccia e beve succo di frutta.
    mi pare però evidente il cambio narrativo nelle sequenze in cui costui assume le sembianze dell’amante brutale e ambivalente.
    a me pare che ci sia un ulteriore sdoppiamento, con la protagonista che proietta parte del delirio schizofrenico su una presenza di per sé assolutamente neutra. a questo punto, che la ragazzina sia reale o meno ha poca importanza, in quanto rappresenterebbe comunque (in proiezione nel primo caso, su ricostruzione mnestica nel secondo) la protagonista bambina.
    rimarrebbe quindi lecito il supporre una storia di abuso (o più probabilmente seduzione non risolta)per quella che è comunque rappresentazione della figura paterna di katy.

    non credo un altman minore. efficacissimo nel generare vera e propria angoscia.

  3. ciao dan, grazie per aver risposto. in effetti credo anche io che più probabilmente il secondo amante e la figlia siano reali. per il semplice motivo che altman raramente lascia dei passaggi scoperti, e anche in questo film distorto esplicita molto chiaramente, ad esempio, la soluzione finale, fra l’altro già abbastanza fiutabile. l’ipotesi alternativa di lei che si rivedeva bambina mi sembrava solo più affascinate, ed era invece giustificata dall’insistenza a sovrapporre i due volti (della protagonista e della bambina). forse rivedendolo è più chiaro, ma non è una cosa che farò a breve.

    ciao michela. però io credo che la mancanza di identità fra la bambina e la protagonista toglierebbe morbosità al rapporto col padre, che nasce solo rispetto all’atteggiamento che l’uomo ha nei confronti della donna adulta.

    comunque, come s’è capito, anche io non credo sia un altman minore. molto diretto, ma efficace.

  4. ma questi unicorni sarebbero i mariti ideali da ricercare??con i quali sposarsi e diventare una cosa sola per poi trovarsi ad uccidersi, ovvero ad ucciderli…("grazie di essere me")

  5. ciao utente, mi piacerebbe risponderti ma in verità a distanza di due anni non ricordo nulla, se non una vaga atmosfera. niente unicorni.

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