Un Segreto Tra Di Noi (Dennis Lee 2008)

A proposito degli aneddoti cinematografici, cui si faceva cenno un paio di post fa, questo film se ne tira dietro uno: il ritorno di Julia Roberts. Che in effetti mancava dagli schermi da ben qualche mese, visto che il suo film precedente è del 2007. Ma insomma, questo è il ritorno della Roberts e non si può dire altrimenti.

E questo film mediamente è stato trattato a pesci in faccia, ma in verità vi dico che è fra le cose migliori ultimamente viste in sala. Nonostante Julia Roberts, che non m’è mai stata particolarmente simpatica. E non parliamo di Hayden Panettiere, la cheerleader che in Heroes ti dà un  dispiacere ogni volta che non schiatta. Però c’è Dafoe, ed in generale c’è da dire che tutti gli attori, più o meno simpatici, se la cavano alla grande, chiamati a dare una prova sommessa, efficacemente sofferta. Il contesto è quello del dramma familiare, con bambino alle prese con padre scrittore autoritario. Poi si va in avanti di una ventina d’anni ed il bambino è anch’esso scrittore, desideroso di prendersi la sua rivalsa. Se nel salto di vent’anni ambientazioni ed attori non cambiano di una virgola (tranne, ovviamente, per quei personaggi per cui cambia proprio l’attore), uno può anche fregarsene e lasciarsi prendere da un film accorto nella costruzione di dinamiche e conflitti familiari, con una certa ricerca per la fotografia che altrove è stata ben definita autunnale, e che in definitiva mette il groppo in gola senza essere patetico o ricattatorio. Niente affatto male.

(3,5/5)

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18 thoughts on “Un Segreto Tra Di Noi (Dennis Lee 2008)

  1. Bah, la solita storiella della famigliola borghese che urla e poi alla fine si scopre che, d’oh, ci serve. Mica tutti sono Baumbach. La Panettiere mi mette paura: non so se esserne disgustato o patologicamente attratto: opto per la prima così pulisco la mia coscienza.

  2. no, gahan, non è affatto la storia della “famiglia che urla e che poi scopre che”.
    quel che di convincente c’è, in questo film tanto bistrattato, è la natura dei dialoghi e dei rapporti, sempre incompleti, sempre impliciti, sempre interrotti. non c’è nulla di “urlato”, metaforicamente. non cè il conflitto assoluto (nonostante l’apparenza), non c’è un segreto da rivelare (nonostaante il pessimo titolo italiano), non ci sono spiegoni (e di un sacco di cose non sapremo mai nulla, esattamente come i personaggi). e non c’è neppure riconciliazione, nessuna ricostruzione, se non quella ovvia del continuare a vivere.
    ecco, è così che funziona, la vita, e non è facile mostrarlo. ci sono pecche, certo, e un paio di scene oggettiavemnte di troppo, ma nel complesso il 3,5 è assolutamente meritato.

  3. “E non parliamo di Hayden Panettiere, la cheerleader che in Heroes ti dà un dispiacere ogni volta che non schiatta.”

    Ahah, solo per questo meriti il mio incondizionato appoggio!!!

  4. gahan ti saluto e salutandoti reputo il tuo giudizio troppo duro. sto seguendo un corso per riuscire a fare due cose assieme.

    michela, sottoscrivo tutto ciò che hai detto.

    ale, quel telefilm è una tamarrata rara, la panettiere e la bionda schizofrenica sono la ciliegina sulla torta.

    bonek, ma sì, finalmente dalla parte dei buoni.

  5. oddio…
    ma io allora devo aver visto un altro film…
    ma quante belle virtù che avete rintracciato in questa pellicula…

    3,5 decisamente buonerrimi..
    epperò mi è piaciuta la descrizone della lady qua di sopra. Efficace, si.

    ciao iosif,

    K.

  6. ciao k.
    non so, nel nostro il protagonista era un orsetto lavatore. da te?

    suvvia, salviamolo questo film.
    scusa k., non ho capito se ci conosciamo o no. ?.
    comunque, grazie per essere passato e alla prossima.

  7. è no…allora no..
    nel mio si trattava di un pardo anche piuttosto incazzato per via del continuo confoderlo con il più conosciuto e inflazionato parente..

    lo vogliamo salvà?
    basta, mi avete convinta.

    kiutOgniTantoSlogged

  8. Pur non amando Julia Roberts, è uno dei prossimi film che vedrò, anche perché Willem Defoe è il mio vicino di casa… qui a Piazza Vittorio (Roma).

  9. non gli avrei dato un citto…

    come ti scrissi sul mio blog, hai da vedere la trilogia di James Gray! :D

    un giorno mi ringrazierai eheheh

    baci
    al.

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