Go Go Tales (Abel Ferrara 2007)

Una serata al Paradise, locale di lap dance di proprietà di Willem Dafoe, istrionico padrone di casa col vizio del  gioco. L’idea di Ferrara di fare un film a struttura altmaniana (impossibile non pensare a Radio America) non è sballata, dal momento che molte opere di entrambi i registi, seppure in maniera differente, danno la sensazione di un'incursione casuale in mondi caotici per l’occhio esterno, interiormente organizzati su tempi e modi specifici. Un sapore di improvvisazione difficilmente concesso alle regole del cinema, che non vengono peraltro svilite o semplificate.

Rinchiusa nel Paradise, la storia di Go Go Tales prende forma in piani sequenza e giochi di luce, trasferimenti su schermi a bassa definizione e coreografie tanto vacue da essere realistiche. Luci al neon e donne longilinee dai costumi bizzarri hanno il loro fascino, e il merito di fare chiaro riferimento all’estetica di molti film di fantascienza o dinamicamente sperimentali, alcuni indicati come lavori preziosi dal punto di vista visivo, altri come paccottiglia replicante: tutto viene dai colori di un bordello che voglia darsi un certo tono. E, per quel che riguarda Ferrara, sono gli stessi colori di New Rose Hotel. In questi toni artificiali e nei dialoghi lasciati ad un’improvvisazione che spesso non va oltre una lunga sequela di cazzo e vai a farti fottere, si alternano momenti puramente vuoti (ai quali dò un valore del tutto positivo), scene addirittura partecipative e malinconiche (come la performance canora di Dafoe), e roba davvero becera (qualche battuta forzata e la parte di Scamarcio). Non sto a dilungarmi sulle peculiarità del doppiaggio, anche se non posso fare a meno di chiedermi perché sia stato fatto in questo modo, atono e fuori tempo. Insomma un film greve e lieve, al quale, volendo, si possono trovare un mucchio di difetti, ma che possiede una sua anima strafatta e autoironica, magari da non annacquare con letture metacinematografiche o criptobiografiche.

(3,5/5)

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5 thoughts on “Go Go Tales (Abel Ferrara 2007)

  1. al solito negozio, dottore. ma immagino lei voglia i dettagli, che io ovviamente ignoro.
    devo emanciparmi.

  2. sì, grazie. vorrei, al solito, il costo preciso.
    un bacio

  3. buonasera dottore. il film lo si trova in una LiMiTED edition al prezzo modico di 696 euri e 39 centesimi. spero di poter leggere presto le sue impressioni sull’ultimo scalcagnato ferrara.

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