Tropic Thunder (Ben Stiller 2008)

L’ho visto ieri sera, questo film, e già fatico a metterne assieme i pezzi. Sarà perché ero stanco io, ma un po’ stanco era anche lui. Non voglio dire che non sia spesso divertente, ma Ben Stiller si porta dietro delle aspettative difficili da mantenere, nate più che altro dalla mancanza di concorrenti validi.

La storia degli attori di guerra che si trovano dentro la guerra vera si basa su due cardini fondamentali: scene di eccessiva e grottesca violenza e ironia sul sistema hollywoodiano. Sistema di cui il film fa ampiamente parte, dando al tutto un tono di bonaria autocritica. Ben Stiller, dopo i modelli di Zoolander, continua a parodiare mondi paralleli (per il pubblico) fatti di gente ricca ed eccentrica, ma senza nessun intento polemico o realmente sarcastico.

Tropic Thunder fa sorridere, specialmente quando procede per accumulo, ma non è privo di fasi di stanca, quando ci si ritrova ad ascoltare monologhi più vacui e disorientati che sopra le righe (più qualche battutina arguta che fa fare hehe allo spettatore, che si sente arguto di riflesso), o quando si impantana nelle scene d’azione.

Altro punto forte del film doveva essere Tom Cruise, nell’incarnazione del grosso produttore privo di scrupoli. Ed in verità il personaggio è proprio Tom Cruise imbottito di gommapiuma e truccato da pelato, il che restituisce il solito sguardo fisso e le mossette del nostro.

Ok, forse l’ho trattato troppo male, ma non potevo neanche stare a sputtanarvi le due tre scene migliori raccontandovi quelle. Guardatelo, ma non venite a dirmi che è una genialata.

(è uscito 3/5, lascio? va bene, lascio)

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10 thoughts on “Tropic Thunder (Ben Stiller 2008)

  1. massì, lascia.

    perché è vero quel che dici, e in effetti i mieie “hehe” sono stati esattamente “hehe, quanto ci stiamo strizzando l’occhio, io e il caro ben.”
    ma ci sono almeno un paio di momenti veramente “HAHA”.

    invece le scene d’azione sono proprio d’azione. ossia scene cheppalle.

  2. No,. sei stato davvero troppo cattivo. Anche con Cruise, che invece secondo me qui s’è proprio realizzato al meglio. Irriconoscibile, irsuto e sboccato. Non dico sia una riflessione profondissima sulla Hollywood odierna, ma non mi sembra neanche un filmetto da due soldi che accumula solo gag.

  3. Io dico che 3,5 è troppo. Forse le mie aspettative erano eccessivamente alte e la visione chiusa in uno sgabuzzino che i partenopei conoscono anche come sala4 ci avrà messo dell’altro, ma anche di ehehautocompiaciuti me ne sono venuti pochi. Sulla stanchezza di Stiller concordo, e infatti la sensazione preponderante era di essere di fronte a qualcosa che avrebbe potuto essere migliore, ma non ce l’ha fatta. Quanto a Cruise però, dissento: il più gommoso degli attori, che non ha mai espresso un briciolo di autoironia e che, nel suo primo ruolo comico, non fa che confermare l’assoluta idiosincrasia con la stessa, beh, questa è stata la sola cosa che mi ha davvero fatto ridere… nabla

  4. confermo, il voto è 3 su 5, non 3,5.

    suvvia noodles, tom cruise fa un paio di balletti. e lo si era visto molto più laido, e senza doversi nascondere dietro una maschera, in magnolia.
    poi, quand’è che abbiamo smesso di prenderlo per il culo, e perché? è solo un po’ invecchiato, ma è sempre lo stesso. per quanto mi riguarda, l’unica interpretazione convincente di cruise rimane quella in collateral, ma sospetto che sia merito di mann, di quel che gli ha costruito attorno.

    nabla, ti sono vicino nella sofferenza per la sala 4. sempre cruise: quel che dici è più complesso, sull’idiosincrasia verso l’autoironia. sì, vista così potrebbe divertirmi di più, ma non mi pare che l’interpretazione mondiale sia stata questa. e siamo in tempi di globalizzazione. ed io sono sveglio da non più di venti minuti.
    besos.

  5. Non dico che Cruise sia un Pacino, ma secondo me se è il tipico attore che se indirizzato bene da buoni frutti (Mann ovviamente gli ha dato campo per l’interpretazione migliore della sua vita, insieme a Anderson). Non è che debba essere per forza camuffato per emergere (per dire, a me in Nato il 4 luglio non è che faccia proprio impazzire, nonostante sedie a rotelle, baffi e capelli cascanti).

  6. mi scuso per la svista numerica, ma i cedimenti alla globalizzazione mi preoccuppano.
    p.s: dopo venti minuti non si è ancora svegli, è evidente ;-)
    bisous, n.

  7. noodles, magari ci hai pure ragione (non è vero, ci ho ragione io, ma magari tu non leggi le parentesi), ma vuoi mettere quanto è divertente mantenere una posizione manichea, tetragona, ed in qualche modo affettuosamente legata all’idea che tom cruise sarà sempre quello da prendere per il culo, fin da quando avevi 14 anni? la scarsissima influenza sul mondo ci dà il dono della mancanza di diplomazia. sfruttiamolo, dico io!

    o nadia, c’è buona e cattiva globalizzazione. su questo pianeta è capitata la cattiva, ma, per giove, un altro posso è mondabile!

    fine dei proclami. buonanotte a tutti.

  8. A me il film è piaciuto veramente molto. Certo ci sono momento eheh come dici tu (che per me sono anche i migliori), ma ci sono un sacco di momento AHAHAH (il panda e il bambino asiatico su tutti secondo me). Poi a mio avviso qui Tom Cruise è davvero mitico, per non parlare dello straordinario Robert Downey Jr. Certo non è un capolavoro, però è un film apparentemente demenziale (ma in realtà molto intelligente a mio avviso), davvero alquanto gradevole.

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