Gli Inguardabili, n.11

È un periodo in cui bisogna stare davvero accorti, un tempo in cui le sale sono invase da minchiate molto aggressive. Anche da titoli che promettono bene, ma questi non interessano a Gli Inguardabili, la cui missione rimane la salvaguardia dello spettatore.

Cominciamo con un’anomalia, un inguardabile guardato (ci tengo a dirlo, non a pagamento), il fenomeno generazionale del momento assieme alle figurine che si grattano e puzzano ed Ennio Doris, che è tanto efficiente da non avere neanche bisogno di essere grattato. Dicevo, Twilight. Sarebbe impossibile misurarsi con Twilight, significherebbe andare contro lo spirito del tempo, e quindi partire sconfitti. L’unica mossa plausibile, con lo spirito del tempo, è prenderla con spirito. Twilight è pieno di adolescenti dall’aria malinconica, la pelle bianca, le labbra rosse, le acconciature stupefacenti. E io lo so che questa corrente si chiama emo, e indica, in generale, persone troppo sensibili. Del tutto accidentalmente alcuni di questi adolescenti sono anche dei vampiri, ma la cosa è ininfluente perché Twilight è solo una storiellina d’amore. Qualcosa di simile a City of Angels, ma se quest’ultimo è giustamente affondato (ah, quanta meraviglia in Cage che si improvvisa Amleto utilizzando una pera in vece del povero Yorick), Twiligh ha beccato i tempi e il target giusto per potersi non preoccupare d’essere ridicolo. E allora è bello quando una tipa sale a cavalcioni del suo ragazzo e questo si arrampica come un macaco sugli alberi, è bello quando si fanno partite a baseball in mezzo ai fulmini digitali, ed è bello che non ci sia una solo battuta di sceneggiatura che abbia necessità d’esistere.

Ok, basta così, fra l’altro Twilight è già storia vecchia. Cos’altro c’è da non vedere? Ragazzi, è tornato Luhrmann. Moulin Rouge rimane una delle esperienze più inspiegabili della mia vita, con uno smells like teen spirit che ancora grida vendetta. Volendo utilizzare delle categorie critico-estetiche ben consolidate, se romeo+giulietta si limitava ad essere una pacchiana rottura di palle, Moulin Rouge è un cazzata furibonda, disperatamente protesa al kitsch, ma ancorata alla spazzatura, senza riuscire neanche ad essere trash. E con questo curriculum il nuovo melodrammone, Australia, è praticamente una promessa già mantenuta.

A proposito di registi dannosi, chi odiasse se stesso come il prossimo suo, può anche confidare nella nuova fatica di Muccino, Sette Anime. Pare faccia schifo persino a Muccino, che pure è uno che pelo sullo stomaco ne ha a matasse.

Buona fortuna e alla prossima.

Twilight: 1,5/5

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7 thoughts on “Gli Inguardabili, n.11

  1. Oh, finalmente qualcuno che la pensa come me su “Moulin Rouge!”
    Ma nonostante tutto, mi sa che “Australia” me lo andrò a vedere (anche se in effetti difficilmente mi piacerà).

    Ciao!
    Christian

  2. Mouline rouge e Romeo+Giulietta non piacquero affatto nemmeno a me…ma dovrei rivederli. Questo Australia un pò mi fa paura…Sette anime mi ha fatto già paura…

  3. “romeo + giulietta” una pacchiana orttura di balle????????????????????????????
    bestemmia, tremenda, imperdonabile bestemmia.
    riguardalo. :)

  4. Moulin Rouge è l’unico film in cui ho utilizzato la funzione “avanzamento veloce” per tutta l’ultima mezz’ora. l’unico film in tutta la vita, ché oggettivamente è una cosa vergognosa e che non si fa. su altri mi sono addormentata, tipo. ma moulin rouge è talmente fracassone ed irritante da perdere qualunque connotazione ipnotica. volevo solo che finisse, e in fretta.

  5. e comunque, nessuno si è accorto che twilight è titanic a lieto fine?

    (siamo diversi. dovresti evitarmi. ok, sfidiamo le convenzioni. hai paura? ti fidi di me? ti fidi di me? hai paura? ti fidi di me? vengo a prenderti. ti porto via. ti fidi di me? ti salvo la vita. tu sopravvivi. io mi sacrifico. ops, non posso morire. siamo molto felici)

    cheppalle.

  6. christian, ale, guardate la locandina di australia, che è già un’ammissione di colpa, e risparmiate 8 euro. non continuiamo ad incoraggiare baz.

    misspascal, ma io dico quello di luhrmann, non quello di shakespeare.

    emme, vero, però titanic al confronto è un capolavoro. concettualmente e nella realizzazione.

    comunque e sempre, visto i film in ballo, evviva l’ammore!

  7. Non ho visto (incredibile lo so) Moulin Rouge, ma questo Australia non mi convince per niente. Non so se vederlo con calma fra qualche mese.

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