Viaggio al Centro della Terra 3D (Brevig 2008)

Viaggio al Centro della Terra 3D, come avranno intuito i più accorti, ha il suo punto di forza nell’essere in 3D. Che è una cosa spassosa. Fa lacrimare gli occhi, rincoglionisce, è uno sballo. Come avvenne per il sonoro, e per ogni nuova conquista della tecnica, i film che sfruttano il nuovo 3D sono interamente incentrati sulla spettacolarità della novità, sullo stupore bambinesco. Quindi Viaggio al Centro della Terra non ha la minima ambizione d’essere un film, si limita al suo compito di prodotto dimostrativo, e lo fa durando poco (evitando così l’esorbitazione, e di questo il pubblico ringrazia), azzeccando qualche battuta facile e fregandosene di qualsiasi verosimiglianza narrativa. Abbondano inquadrature innaturali, con lo scopo di testare i riflessi dello spettatore, che istintivamente evita yoyo o scaracchi di varia natura rivolti dallo schermo verso la sua persona. Un luna park, con tanto di montagne russe e tirannosauro. Va da sé che senza la sala attrezzata, questa cosa non ha nessun motivo d’essere vista. Mostri contro Alieni sarà ancor più, più più uno spasso. Adesso vi saluto, vado a gettare in un fosso tutti i miei inutilissimi film in due squallide dimensioni.

(3/5)

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9 thoughts on “Viaggio al Centro della Terra 3D (Brevig 2008)

  1. Detta così sembrerebbe che non si siano mai visti prima film in 3D cosa per niente vera.
    E non mi riferisco agli esperimenti anni ’80 ma il vero 3D in impianti IMAX.
    Molto appaganti dal punto di vista spettacolare ma non aggiungono nulla dal punto di vista narrativo e quindi non mi azzarderei a fare paragoni con l’introduzione del sonoro.

  2. è risaputo che i tentativi di cinema 3d vanno avanti da decenni. quelli con il nuovo standard sono fruibili da qualche anno, e ricordo quando a berlino pagai un biglietto piuttosto salato per sperimentare la cosa. la novità è che si stanno diffondendo le sale attrezzate per il 3d, che significa arrivare al multisala sotto casa (quindi senza dover passare il confine), pagare un biglietto normale, e vedere qualcosa con una trama, per quanto atrofica, invece di squali che sguazzano senza meta (questo offrì berlino, ma fu comunque uno spasso). riguardo il tuo monito, spero non sia profetico, perchè si diceva lo stesso del sonoro, e ora di film muti se ne fanno pochi (mi spiego: spero che il tuo ruolo non sia storicamente codificato e non sia quindi l’allarme di un analogo, radicale cambiamento. è un ragionamento un po’ contorto, ma m’è venuto così.). e io non mi sento pronto a vedere una valanga di minchiate con gli occhialoni da nerd; ok, il luna park, ma preferisco il cinema. allo stato la cosa viene pompata perché è un divertimento facile e rende inutile il pirataggio casalingo, ma la fatica per gli occhi e le immagini scure credo terranno alla larga il 3d dalle pellicole che non siano espressamente congegnate per lo stesso.

  3. Ci siamo capiti.
    Io qualche anno fa vidi in Inghilterra vari documentari e qualche film d’animazione e ovviamente ne rimasi colpito.
    Per il discorso più prettamente cinematografico il sonoro ebbe una portata enorme fin dall’inizio proprio per le sue capacita di espandere le possibilità narrative del mezzo (a scapito di altre è pur vero) e non solamente gli aspetti visivo-spettacolari.
    L’avvento del 3D è paragonabile a quello del colore o ancor di più della Computer Graphics.
    Certo, vedersi Il Signore degli Anelli o i vari Spiderman è stato un vero spasso, e senza CGI non sarebbero stati mai realizzati. Ma in generale il cinema “digitale” si è dotato di “forme” spettacolari ma contenuti in costante diminuzione.
    IL 3D pare avviato sulla stessa strada.

  4. bè, come ho detto, anche il sonoro fu tutt’altro che ben accolto, e anzi piuttosto sminuito e preso per il culo. a naso anche io direi che il 3d non sarebbe una rivoluzione della stessa portata. ma non lo si può sapere, magari è il nuovo passo verso il cinema totale di cui barjavel scriveva nel ’44 (http://tecalibri.altervista.org/B/BARAJAVEL-R_cinema.htm). giusto anche il riferimento alla computer grafica, ma qui, mi pare la tecnica si sia già affermata come tutt’altro che marginale. non ha significato solo film spettacolari, ma anche ricostruzione di ambienti di ogni genere in ogni tipo di film e, non secondario, un totale stravolgimento del mondo dell’animazione (nonché la sempre più comune fusione, non dichiarata, fra lo stesso ed il cinema “dal vero”).

  5. E’ così, la portata di queste innovazioni non c’è dubbio sia stata notevole. Tanti film prima “impossibili” da realizzare ora riempiono le sale.
    Il problema è, come dici in parte anche tu, che spesso vengono utilizzate per compensare una cronica mancanza di idee, e questo vale soprattutto per il cinema americano.
    Generalizzare sarebbe sbagliato, ma questa tendenza mi pare ormai consolidata.
    In ogni caso staremo a vedere che succede…

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