Taccuino

Con le dovute eccezioni, dei film che vedo ricordo sempre meno. Un po’ perché continuo a vederne tanti, e fra loro si somigliano sempre di più, un po’ perché scivolano via, un po’ perché sono rincoglionito. Questo sito nasce, in particolar modo, per tamponare quest’ultimo inconveniente, per conservare qualche minima riflessione, e anche, in molti casi, per appuntare semplicemente un titolo con qualche nota a fianco. Tutto questo per dire che, nonostante mi sia piaciuto e l’abbia visto pochi giorni fa, di Bobby non ricordo molto, ma eccolo segnato, qui, -BOBBY-. Si può parlare di un film così corale, asciutto, americano, senza citare Altman?

Bobby ricorda Altman, nel suo essere corale, asciutto, americano.

Un sentimiento nuevo nell’elettorato americano; entusiasmi ed esperienze precedenti le ultime ore di vita di Bob Kennedy. Da qualche parte lessi che fare il presidente degli Stati Uniti è statisticamente uno dei lavori più pericolosi del mondo, vista la propensione degli stessi a morire ammazzati. E un “che culo” si alza sardonico da una folla di minatori, che come nuovo lavoro aspira a quello di arguto analista e compilatore di statistiche.

Comunque bravo Estevez.

E cattivo Oliver Stone. Non che tu abbia mai fatto niente di buono, Oliver Stone. Forse Talk Radio, Oliver Stone. E quando avevo 15 anni Doors neanche mi accorsi di quanto fosse una baracconata. Tu, però, quando l’hai girato, non avevi 15 anni. Il trailer di W. promette ritmo, e credevo fossi un po’ incazzato. Invece.

Che io Bush l’ho sempre visto come un coglione, uno con gli occhi vicino al naso, l’aria da tonto, di chi non sa dove si trova e non sa muoversi nello spazio, e qui fa il ragazzaccio ribelle, con un padre Bush Senior che è l’incarnazione stessa del rude, ma saggio, pragmatismo repubblicano. E nell’inseguimento di macchiette cortigiane, ci si dimentica del brogli della prima elezione, e ci si dimentica che al secondo mandato W. è stato rieletto alla grande. Al di là di tutto, W. non è né divertente, né incisivo, né ben girato, praticamente non è niente. Un film di Oliver Stone.

Drugstore Cowboy, secondo film di Van Sant, 1989. Visto già da un po’, in treno. Mentre io e Michela eravamo con le cuffiette, la tipa di fronte a noi parlava con l’altra tipa di fronte a noi, deprecando la mancanza di propensione al dialogo fra i viaggiatori in treno, e parlava del suo gatto, di tutti i cazzi del suo gatto, e l’altra tipa di fronte a noi dopo 4 ore e mezza di viaggio aveva gli occhi lucidi e l’aria di chi volesse infilarsi un ferro da calza nelle orecchie.

Bello Drugstore Cowboy, con un gruppo di tossici capitanato da Matt Dillon che va in giro a farsi del male e a svaligiare farmacie. Un po’ poveri gli inserti psichedelici, ma per il resto limpido, efficace senza essere deprimente, e poi Burroughs fa il prete tossicomane, ed è sempre bello, vedere Burroughs che fa il prete.

Immediatamente dopo, per non dare possibilità alla tipa del gatto di ritenerci degli elementi dialoganti, ci siamo sparati Dillinger è Morto, Marco Ferreri 1969. Qui so di andare pericolosamente contro il sentire comune, ma di questo alienante film sull’alienazione, sento di non riuscire a salvare nulla. Musica brutta, culi brutti, colori brutti, ideuzze stiracchiate. No, ok, sarà un problema mio, ma si sappia che esistono persone che possono avere dei problemi, nei confronti di questo immortale capolavoro.

Bobby: 3,5/5

W.:2/5

Drugstore Cowboy: 3,5/5

Dillinger è Morto: 2/5

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17 thoughts on “Taccuino

  1. Anche il mio blog è nato esattamente per lo stesso medesimo identico tale-e-quale motivo, a suo tempo.

    Adesso leggo il resto del post, ma volevo dirtelo.

  2. no no no: Dillinger non ha musica brutta. ha irritanti musichette insopportabili pin pin pin.

    per il resto, oh yes.

    (ecco, bravo, io non risucivo a descriverlo, W. in effetti non è un problema mio, se non trovo parole utili per un film inutile. mi sento meglio.)

  3. hola kekkoz. noi ora si va a vedere genius party beyond, cinema europa, ore 20. so che sei in giro per il future film; il primo genius party meritava, magari anche questo. facci un salto.

    w. è una puzza.

    ciao a tutti.

  4. oh, iosif, se i tuoi post fossero sempre così io sarei più appagata… vabbè, ma questo riguarda i problemi personali… come hai detto bene di W, bravo bravo, concordo in pieno! e concordo pure su drugstore cowboy (che il mio babbo mi portò a vedere in sala, confermando originali strategie educative). Due in una volta sola non capitava da tempo… inoltre drugstore era proprio il titolo che non ricordavo ieri sera quando, all’uscita gratificata dalla visione di Milk, cercavo di ricordare tutti i film di Van Sant che mi piacevano…
    Quanto a Dillinger mi domandavo: ma io che l’ho pure un po’ apprezzato senza assolutamente trovarlo un capolavoro, dove devo sedermi?
    p.s.: ma quando scendo ci porti un bell’hard disk pieno di serie da vampirizzare, chè la nostra connessione fa fetecchie a scaricare?

  5. cacchio, al solito ho dimenticato la firma, anche se certi toni idioti sul tuo blog me li concedo solo io… nabla

  6. o nadia, non posso che confermare la portata didattica di drugstore cowboy. se non ci insegna van sant che i cappelli non vanno sul letto e che non si sottovalutano i giovani pusher con problemi di dizione, non ce lo insegna più nessuno.
    su dillinger, la tolleranza equivale a divergenza di vedute. mi spiace.
    cercherò di portare qualcosa di bello, non disperate.

  7. cioè: portland tossica e le signore che bussano alle 3 del mattino e la moglie che torna con un fagotto di droga e non si regge in piedi e quella penna che fa le x sul questionario dell’assistente sociale NON sono deprimenti?

  8. non ho riconsciuto una sola scena fra quelle da te descritte. forse quella del questionario. no, non credo sia un film fatto per essere deprimente, perchè un film deprimente che parla di droga sarebbe un film didascalico, e non credo lo sia. è un film tutto sommato equilibrato, con loro che se la spassano e lo dicono, poi stanno male e lo dicono, hanno inconveienti e si vedono, e burroughs libero di esporre la sua visione della vita così com’è. un film deprimente sarebbe stato scuro, con sentiti pentimenti, silenzi in penombra e primi piani di occhi vitrei.

  9. qui ci sono due film che mi hanno indicato la via. perchè dopo averli visti ho sempre pensato che sarei divenuto un tossicomane da strada o, in alternativa, un prete pederasta drogato. o che dopo aver scopato la serva avrei ucciso mia moglie con una pistola a pallini per fuggire nudo su un grande veliero. ci sto lavorando, comunque, a questi progetti, e alacremente.
    dr. 8b.

  10. quel che c’è di buono è che nessuno sembra escludere gli altri. datti tempo, dottore, e realizzerai tutti i tuoi sogni.

  11. non è un documentario sugli effetti dell’eroina, ok. ciò non toglie che sia un film profondamente disperato e di conseguenza ANCHE deprimente. non ricordi l’effetto di quei cieli e quelle strade di portland anni ’70; diane che torna a portare droga a bob, e fatica a camminare dritta; loro 4 ancora svegli alle 3 del mattino a non fare NIENTE, avvolti nelle coperte e disturbati dalla vecchietta che bussa alla porta? vorrei aggiungere anche la moneta illuminata dalla lampada da tavolo nella stanza a dir poco deprimente di bob. non so se un film sulla droga possa essere deprimente solo laddove sia anche didascalico, sai?

  12. credo tu lo abbia visto una mezza dozzina di volte più di me. adesso ho capito quale è la scena di diane. l’ho rivista, e devo dirti che non mi pare abbia particolari problemi di deambulazione. su quella della moneta, vuoi troppo. non so che dirti: a me non è sembrato un film dai toni particolarmente cupi, vista la tematica affrontata, ma magari era il treno che mi metteva allegria. o la storia del gatto, può darsi. o magari rispetto a dillinger, quel giorno, qualsiasi altra cosa m’è sembrato un inno alla vita.

  13. l’ho visto parecchie volte, è vero. van sant ha un modo di catturare il tempo e di ritrarre città “adolescenti” che mi lascia sempre senza fiato. in particolare in “drugstore” ha creato un’atmosfera tossica che forse non è propriamente deprimente, ma certamente molto depressa, e perfetta. depressa nei colori, nelle sonorità, nelle strade. guarda bene: diane allontanandosi cammina con le ginocchia che vanno in fuori, non le controlla più, è sfatta, irrecuperabile.
    ciao.

  14. Anche per me Drugtore Cowboy è un ottimo film. Gli altri (ad esclusione di Dillinger, altro grande film) non li ho visti.

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