Frost/Nixon – il duello (Ron Howard 2008)

Devo essere l’unico a non avere una approfondita conoscenza del caso Watergate e della storia di Nixon in generale. L’approccio a questi temi consiste nel gettarti nel mezzo di un casino e poi ogni tanto, ta-da, non è superpippo, è la citazione di una qualche registrazione, o di un nome estremamente significativo. Confusione.

L’ultimo film di Ron Howard è proprio un film di Ron Howard (da adesso, Ronauard), per chi avesse pensato diversamente. Non al livello de Il Codice Da Vinci, che roba così riesce solo ad un Americano quando si trova in Italia, ma comunque Ronauard. Frost/Nixon – il duello, parla (ta-da) del duello fra Frost e Nixon. Duello televisivo, dove il giornalista/presentatore di talk show David Frost inchioda alle proprie responsabilità l’ex presidente Richard Nixon.

Frank Langella è assolutamente uguale a Nixon, la faccia plasmata sulle maschere di Point Break ed il corpo sudaticcio e provato dalla flebite; un buon corpo repubblicano, come insegna Matt Groening. Sul piano mimesi e cosmesi questo film è un capolavoro, è su tutto il resto che non ha gran motivo di esistere, cioè è Ronauard. Un regista di blockbuster che fa finta di fare un film impegnato, premendo sul pc il tastino che ti annisettantizza la pellicola e, trovata che credo abbia dello scabroso, facendo fare ai propri attori il commento fuori contesto, come si fa a volte nei documentari interpellando i reali protagonisti della reale storia. Cioè, c’è l’attore che fa la sua parte nel film, nella fiction, e poi c’è lo stesso attore che impersona il se stesso reale che commenterebbe la messa in scena. Immorale, Ron Howard. D’altronde, non eri mica Fonzie.

(2,5/5)

Annunci

8 thoughts on “Frost/Nixon – il duello (Ron Howard 2008)

  1. il film non l’ho visto e non lo vedrò. ma mentre leggevo il tuo scritto avevo pensato di postarti la stessa battuta finale che hai fatto tu.
    ob

  2. stavolta non concordo. Io del Watergate so le cose che forse sanno tutti quelli che hanno un po’ di confidenza (minima) con la storia americana contemporanea (più che altro ciò che so l’ho ricavato sempre dal cinema, Tutti gli uomini del presidenti in cima). Devo dire, insomma, che non ho fatto fatica a capire e racapezzarmi. E dirò che pur non sopportando ronauard, il film m’è garbato e anche molto.

  3. omaggio dovuto, dottorotto. poteva anche bastare solo quella, in realtà.

    hola noodles. non si tratta di raccapezzarsi. il film in sè non è affatto complesso, non si chiama “il duello” a caso e la struttura generale è infatti un po’ quella di un rocky. la vicenda per grandi linee la segui, ma c’è parallelamente una sfilza di nomi e di avvenimenti che vengono solo citati. in “tutti gli uomini del presidente” è uguale, anzi, la cosa è molto più accentuata, perchè non ha la linearità ronauard e la ricostruzione è molto più approfondita, ma tutti gli uomini del presidente è un film con un’altra caratura di testicoli.

  4. I tuoi post li apprezzo sempre e comunque per la loro sardonica e corrosiva ironia di fondo, ci tengo a precisarlo. :)
    Detto questo: nel merito del film in questione non condivido il tuo parere. Non sono un fan di Ronauard ma, devo dire, questo film non mi è dispiaciuto affatto per più di una ragione.

    Saluti

  5. in verità, amico pick, non è un film verso cui provi dell’astio. le pallette, infatti, sono sulla sufficienza. è solo che nel momento in cui ho finito di vederlo non ho notato nessuna differenza con la mia vita precedente, a parte un invecchiamento di un paio d’ore.

  6. non l’ho ancora visto, ma per come la descrivi, quella cosa che descrivi è VERAMENTE scabrosa. mamma mia. fa accapponare lapelle a leggerla. e tu fai scompisciare. :)

  7. anche io so qualcosa di storia americana cntemporanea e, in particolare sul Watergate. Ma il fuoco del film non è su questo, è sul lavoro del giornalista.
    Questa è un’intervista famosissima e una pietra miliare nella storia del giornalismo americano ed internazionale (nei paesi dove esiste il giornalismo vero, quindi non Italia dove pascolano una serie di privilegiati presentatori, non intervistatori).
    Non ho ancora visto il film che sicuramente vedrò. Ma ho visionato una quantità di materiale sullo studio e sulla costruzione dello stesso. Penso che, quantomeno, sarà un film accurato.

  8. luglio 2009[..] Nemico pubblico n°1- La fuga J.F. Richet [°][°][°] “Serrato e impetuoso, il film di Richet va a rotta di collo e come Mesrine sfugge a (quasi) tutto. Alle ideologie, ai manicheismi, all’(anti)eroismo romantico, anche alle [..]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.