Gran Torino (Clint Eastwood 2008)

Il primo messaggio di Gran Torino è quello più osceno: si invecchia. Si invecchia tanto che l’essere ancora in vita sembra una differenza minima rispetto all’essere morto: giusto un passo indietro, una scelta da fare. Kowalski è stanco, e tiene la posizione seduto fuori la sua veranda, ringhiando ai passanti, aspettando l’occasione giusta per chiudere con un messaggio.

Gran Torino è Eastwood al meglio, così come migliori, in assoluto, sono quei film che non hanno l’esigenza (e l’obbligo) di spendere decine di milioni di dollari. Possono permettersi un’identità, e sparisce quella patina che incellofanava anche Changeling, e dal prodotto (per quanto di qualità) si passa all’opera. Per più della metà della sua durata Gran Torino è un bellissimo film minimale, nella costruzione e nel contenuto; accumula frasi ed oggetti, lascia che un uomo spieghi la sua visione del mondo con lentezza e (auto)ironia. Poi, è impossibile chiedere a Clint Eastwood, persona dal profilo affilato anche quando porta pantaloni a vita alta, di lasciare qualcosa in sospeso, perché è da sempre uno che dà risposte (tutte più o meno progressiste, anche se si continua a dargli del repubblicano); chiude il suo film scegliendo immagini e colori che ricordano più Abel Ferrara ai suoi esordi, che il regista settantottenne che tutti amano definire classico.

Eastwood dà forma ad un’opera sincera e personale, che tratta di responsabilità e condivisione, e recupera, in chiave minore e meno melodrammatica, la dimensione paterna  di Million Dollar Baby. Kowalski sfoggia una voce roca e dolorante, simile a quella che Rourke ha sviluppato con una trentina d’anni d’anticipo, e con la stessa voce chiude cantando una splendida ballata.

(4/5)

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17 thoughts on “Gran Torino (Clint Eastwood 2008)

  1. che film… non faccio a meno di leggere le varie recensioni nei vari blog, e non faccio a meno di pensare di come Clint sia riuscito a mettere in scena un mondo così vicino a noi, dove alla disillusione e alla crudetlà dell’uomo il personaggio di Clint, Walt, ha risposto con una forza e un coraggio che non possono essere che di conforto…

  2. non posso fare a meno di leggere le varie recensioni, e tutti sono accumunati da un grande rispetto nei confronti di Clint.

  3. ps scusa il doppio (con questo triplo) commento. mi dava errore che non aveva salvato il commento XD

  4. ciao spyker. non preoccuparti, credo che oggi splinder sia particolarmente rinco.
    sì, eastwood è da tempo autore fra i più apprezzati. io non gli vado incondizionatamente dietro, letters e flag, ad esempio, non mi sono piaciuti, ma questo gran torino è fra i migliori.

  5. Ecco cosa non mi convinceva in toto – nel senso che non mi riusciva di dargli le 5 palle – di Changeling: un po’ troppo laccato. Perfetto eppure un po’ distante. Mentre questo piccolo gioello qui palpita come un cuore vero.

  6. Da qualche anno Clint è diventato uno degli autori più cool del panorama americano e tutti a rincorrersi nel lodarne le gesta.
    Peccato che sono quasi 40 anni che ci regala film (non tutti) di ottima qualità dai western agli action movie a melodrammi più o meno contemporanei.

  7. oddio, io 40anni non ce li ho, ma mi pare che di eastwood sia un bel po’ che se ne parla. non è mai stato un autore “di nicchia”.

  8. Sarà. Eppure tutti ricordano il capolavoro Gli Spietati ma pochi invece il (quasi) capolavoro Il texano dagli occhi di ghiaccio.
    Certamente si tratta sempre, per banalizzare, di cinema “commerciale” ma l’impressione è che in generale il primo Eastwood sia parecchio sottovalutato a differenza dei suoi ultimi lavori.
    Per me è da sempre un grande.

  9. Film straordinario, che ho apprezzato leggermente di più rispetto a Changeling proprio per i motivi che hai citato.

  10. sto mese stanno uscendo dei veri capolavori del cinema..
    oltre a questo ieri mi ha catturato anche nemico pubblico, che consiglio a chiunque..

  11. Un’altra recensione positiva per Gran Torino e non l’ho ancora visto. Mi aspetto grandi cose da questo film.

  12. benvenuto, affittuario. eastwood è notevole. dispiacerebbe non vederlo più sullo schermo.

  13. già, ci mancherebbe il buon clint. comunque ha parlato sempre di ritiro come attore, da regista è già alle prese con un nuovo film, the human factor, su rugby e diritti civili.

  14. l’ho recuperato solo ieri, questo Gran Torino, e menomale, ché mai mi sarei perdonato di perdermelo..
    un film che non ti molla un secondo, bellissimo..

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