Rescue Dawn (Werner Herzog 2006)

Herzog torna al cinema di finzione dopo parecchi lavori soprattutto di montaggio e commento. Fatta eccezione per L’ignoto Spazio Profondo, che ho avuto la fortuna di vedere con una fantastica colonna sonora dal vivo, l’ultimo Herzog non mi esalta. Rescue Dawn è avvolto da un alone di eccezionalità e stupore che sembra nascere dalla tendenza del regista ad adattarsi a ciò che la critica dice di lui. Così come non posso credere che il Tedesco non sappia che Grizzly Man è la storia di un mitomane, e non del confronto fra l’uomo e la natura, allo stesso modo sono convinto che Herzog sappia che mangiare cucchiaiate di vermi non faccia un film, né tantomeno un’ossessione.

Dieter Dengler è un pilota americano di origini germaniche, abbattuto nel Laos e catturato dai Vietnamiti. Sfugge alla prigionia e vaga nella giungla per quasi un mese, prima di essere salvato.

Christian Bale, protagonista, restituisce più una performance artistica, simile a quella de L’uomo Senza Sonno, che una prova d’attore. Dimagrisce 25 chili durante le riprese, però va in giro per il campo di prigionia sorridendo sempre  come Jovanotti (secondo me si somigliano), il che mi sembra un modo un po’ troppo diretto per esprimere, con parole di Herzog, “la vitalità del popolo americano”.  Bale è probabilmente uno schiacciasassi, uno che fa (e sa fare) tutto quello che gli dicono di fare, per quanto possa essere schifoso o doloroso; ed è qui che il paragone con Kinski, spesso evocato, non ci sta: Kinski era un magnifico megalomane, egocentrico, violento, splendidamente vanesio. Lui sul set di Fitzcarraldo ci soffriva, e pretendeva comodità sconosciute al resto della troupe. Kinski era in perenne, folle conflitto col mondo, Bale è un esecutore in un film bellico.

(2,5/5)

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2 thoughts on “Rescue Dawn (Werner Herzog 2006)

  1. Mmm… no. Dire che Herzog si adatta a quello che la critica dice di lui mi sembra decisamente sbagliato. La grandezza di Herzog sta nel costruire la sua poetica film per film, attraverso la scelta di uomini/storie che in qualche modo rappresentano la sua visione del mondo. Questo film per esempio è figlio del documentario “Little Dieter needs to fly”. E lo stupore è una caratteristica connaturata a tutto il cinema di Herzog, uno capace di stupirsi anche davanti al rapportarsi alla vita di un sordo-cieco, o davanti ad un banditore d’aste di bestiame che parla velocissimamente.

    Il paragone di Bale con Kinski invece anche secondo me non regge. Grandissimi entrambi, ma molto molto diversi. Regge invece l’accostamento (antitetico) Dengler/Aguirre. Sono uno l’opposto dell’altro sotto molti aspetti.

    Un saluto :)

  2. ciao pick. sapevo del documentario di provenienza. seguo herzog ha parecchi anni, e la differenza, d’impegno e di risultato, fra le sue ultime opere ed i suoi capolavori, mi sembra considerevole.

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