En Attendant: Cannes

Quest’anno il programma di Cannes è Superiore: Inglorious Basterds di Tarantino, Antichrist di von Trier, Bak-Jwi di Park Chan-wook, Parnassus di Gilliam, e ancora Haneke, Coppola, e una quantità di promettenti autori orientali da scoprire e riscoprire. Ma, soprattutto, a Cannes si vedrà il nuovo Tsai Ming Liang, Visage, o Face. Ci sono poche notizie di questo genere che non mi fanno più stare nella cotenna, tipo un nuovo album di Tom Waits, o un film di Jarmusch, o di Tsai Ming Liang. Autore che, nonostante le apparenze e la facilità con cui si possono trovare delle costanti nel suo cinema, continua a fare film diversissimi fra loro. Visage, commissionato dal Louvre, racconta della creazione di un’opera su Salomé, girata all’interno del museo. Il trailer mostra una macchina da presa ineditamente mobile, del montaggio, una mescolanza di costumi ed attori bizzarra (Laetitia Casta, Jean-Pierre Léaud, ovviamente Lee Kang Sheng…già una locandina così chi se l’aspettava…). Chissà cosa succede quando uno Tsai Ming Liang gira in europeo. Forse succede Greenaway. Con ogni probabilità succede un capolavoro. E adesso comincia l’indefinibile attesa.

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6 thoughts on “En Attendant: Cannes

  1. Anch’io amo alla follia il cinema di Tsai Ming-Liang (i miei preferiti, finora, sono “Goodbye Dragon Inn” e naturalmente “Vive l’amour”), con le sue lentezze, il suo indagare nell’animo dei personaggi e nell’ambiente che li circonda. Vedere i suoi film sul grande schermo e immersi nel buio, nelle varie rassegne post-festival, è un’esperienza unica, anche se di solito già a metà proiezione la sala si svuota, e a rimanere fino alla fine siamo sempre in pochi aficionados… ^^

    Ciao
    Christian

  2. quando venne a venezia per i don’t want to sleep alone aveva un piccolo ma devoto gruppo di ammiratori. io praticamente ci andai apposta.
    dargon inn e vive l’amour sono anche i miei preferiti!

  3. Tsai Ming Liang mi risulta indigesto. L’ho detto. Non riesco a uniformarmi al suo cinema. Mi annoio in un modo terrificante. dei suoi film m’è piaciuto solo Il gusto dell’anguria.

  4. noodles, è un peccato, ma credo sia una reazione abbastanza diffusa. se t’è piaciuto il gusto dell’anguria, però, potrebbe piacerti che ora è laggiù?, che è un po’ la sua premessa alla francese.

  5. alcuni sono fra i “promettenti autori orientali da scoprire e riscoprire”, suleiman in effetti non l’avevo notato. interessante. gondry non l’ho dimenticato :)
    ma in realtà mi preoccupa solo tsai, quasi tutti gli altri hanno già una distribuzione assicurata. se sentissi di poter spendere 300 euro andrei a vedermelo a cannes.

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