Le Armonie di Werckmeister (Bela Tarr 2000)

Le Armonie di Werckmeister è, come Satantango, un film sull’inganno. In maniera più diretta ed esclusiva di Satantango, rispetto al quale la durata complessiva è decisamente più usuale (mentre la costruzione interna dei tempi è molto simile), e manca quell’immersione totale nelle abitudini e le vicende dei personaggi. Qui  la differenza fra un bellissimo film come Weckmeister e un’esperienza di vita come Satantango, che è quasi un viaggio fatto in prima persona.

Lo stesso cinema di Tarr è arte dell’inganno, quando filma il suo bianco e nero perfetto e piega la luce ai suoi bisogni espressivi, quando crea vuote simmetrie legate al caotico istinto umano, quando i suoi piani sequenza, che dovrebbero assicurare l’oggettività dello sguardo, descrivono la natura delle cose attraverso una realtà e dei comportamenti artificiosamente simbolici.

La nostra guida è l’innocente Valuska, che nella prima sequenza mette in scena un’eclissi di sole, momento di sospensione e terrore seguito dall’inevitabile ritorno della luce, mentre il film rappresenterà la sospensione, indefinita, della ragione. Valuska ascolta Gyorgy, filosofo della musica e autorità intellettuale di un paese magico e indistinto (un paese, il mondo), ricostruire la teoria dell’armonia fittizia, artificiale, assunta per la costruzione prima del clavicembalo ben temperato e quindi del pianoforte, ponendo così tutti i capolavori compositivi su delle basi impure, sostituendo la natura con la menzogna. 

In un’attesa simile a quella che precedeva l’avvento di Irimias e Petrina, nel paese è annunciato l’arrivo di un circo con la “balena più grande del mondo” e “il Principe”, creature il cui passaggio è associato a fenomeni innaturali, fanatismo e devastazione. Gli elementi mistici diventano mitologici, e vanno quindi a incarnare l’irrazionalità umana. All’arrivo del circo nella piazza centrale, Valuska è affascinato dalla balena, enorme essere che viene da mondi lontani, ma imbalsamato, ricoperto da piaghe e cicatrici, e l’occhio senza vita che Valuska osserva ipnotizzato non può ricambiare lo sguardo. È lo specchio della morte e dell’illusione, che non può avere dissoluzione. Altro essere mostruoso e disarmonico è il Principe, del quale vediamo solo l’ombra del profilo e ascoltiamo le deliranti incitazioni alla distruzione. Nella piazza dove sosta il circo si raccoglie una folla sempre più numerosa, che genera un brusio costante dal quale non è possibile isolare alcuna parola di senso compiuto, e nessuno fra quelli che incrociano lo sguardo di Valuska o della macchina da presa muove la bocca.

Intanto si prepara a ristabilire “l’ordine” attraverso la forza militare Tunde, ex moglie di Gyorgy, che troviamo ospite di un ufficiale ubriaco, padre di due bambini impegnati a battere su dei tamburi e distruggere la loro stanza.

La folla si muove. Seguiamo i passi di uomini silenziosi, armati di manganelli, come avevamo seguito, in altre sequenze, il cammino di Valuska e Gyorgy. Queste scene, in cui la macchina da presa in movimento si avvicina ai volti, o da lontano mostra gli spazi attraversati dai protagonisti, così come i campi vuoti, in Tarr non sono mai sospensione della narrazione; non si tratta di pura raffigurazione del tempo, ma di materiale che concorre alla costruzione dell’attesa, delle decisioni, della furia irrazionale. Sono queste frazioni che permettono al film di non diventare una parabola o una considerazione morale, riconducendo ogni volta il piano al mostrare estetico, e riportando l’estetica stessa come scelta etica, rafforzata dalla mancanza di realismo.

La folla irrompe in un ospedale, dove sono le persone indifese e malate, e distrugge uomini e cose. Nell’ultimo quadro della sequenza, un vecchio nudo e magro, secondo l’iconografia dei prigionieri nei campi di concentramento, immobile in piedi in una vasca da bagno, è avvolto in un fascio di luce. Nel 1941 l’Ungheria entrava in guerra al fianco della Germania e dell’Italia, e sarà successivamente invasa dall’Armata Rossa. E infatti, dopo la violenza muta della folla, vedremo Tunde  dare indicazioni all’esercito (a un esercito) per la repressione militare.

Il film si chiude con Valuska, che aveva raffigurato il ritorno della luce dopo l’eclissi, reso catatonico, la balena impagliata abbandonata al centro della piazza, e la notte e la nebbia ad oscurare tutto.

(5/5)

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9 thoughts on “Le Armonie di Werckmeister (Bela Tarr 2000)

  1. E’ un film affascinante, l’avevo registrato per curiosità di notte da fuoriorario, poi ne sono rimasto stregato, un film senza scadenza, sempre attuale e inattuale insieme, fuori da spazio e tempo, pur essendoci dentro.
    Le musiche di Vig Mihaly sono inscindibili dal film; un cd di musiche da film di Vig Mihaly, dopo qualche mese di ricerca, sono riuscito a comprarlo via internet, forse da Praga, e naturalmente è bellissimo.
    Grandi Bela e Vig insieme.
    Grazie per ricordare questo film.

  2. il compositore sinceramente non lo conosco, ma effettivamente le musiche del film sono molto belle.
    ciao francesco, grazie a te per aver avuto la pazienza di leggere.

  3. belle cose. a breve vedrò anche il resto di tarr.
    ho visto che sono di vig mihali anche le musiche di satantango, che in alcune “digressioni” erano qualcosa di incredibile. ricordo, con accompagnamento musicale, una scena con la camera che scorre su un cuscino e una con la vista da un interno vuoto ad un albero all’esterno, magnifiche. il problema di un film di sette ore è che ritrovare delle sequenze specifiche non è molto semplice…

  4. Bonjour. dove lo potrei trovare in italiano? l’ho cercato dappertutto (…sul mulo)
    [blog simpaticissimo cmq, ripasserò]

    Atente Unonimo

  5. Pardon. scusa la mia ignoranza ma non ho idea d come si usino e non ho trovato nessuno che me lo spieghi…
    cmq merci beaucoup!

    sempre atente unonimo

  6. devi avere un file .avi e i sottotitoli .srt. chiami i due file allo stesso modo e li tieni nella stessa cartella. apri l’avi con un programmino tipo vlc e automaticamente dovrebbe mostrarti anche i sottotitoli. oppure, ancora meglio, se hai un lettore divx collegato alla tv, se i due file (sempre nominati allo stesso modo) li metti su una pennetta (che è la cosa più comoda) o su un dvd, ti fa tutto lui.

    njoy.

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