Adventureland (Greg Mottola 2009)

Non ho visto SuxBad, ma deve essere davvero terribile, se tutti quelli che hanno visto Adventureland ne sono stupiti e affascinati. Sono sicuro che Adventureland sia migliore, ma rientra comunque nel poco memorabile girone dei film appena carini. Pare racconti di un nerd e delle sue esperienze, sentimentali in particolare e vitali in generale. Dico "pare” perché ho visto usare spesso la parola nerd, ma in realtà il protagonista, James, è un ragazzo assolutamente normale, la cui diversità più consistente sta nell’avere i capelli ricci. James trova lavoro per l’estate in un luna park , dove comincia una storia d’amore relativamente travagliata. L’anno è il 1987, ma visto che il nostro James è persona interessante e un po’ tormentata, non ascolta lo schifo di quegli anni, ma le hit tristi dei ’70; da qui la bella colonna sonora e la rassicurante certezza che nessun protagonista di film un po’ tormentato sarà mai un amante della disco music.

Per farla breve, il problema di Adventureland è che non è abbastanza. Non è abbastanza sopra le righe, non è abbastanza divertente, né abbastanza malinconico. Il genere è interessante, e non mi preoccupa che la storia sia in sé poco originale, ma in questo film non ci sono né la visionarietà eccentrica di un Wes Anderson né la scrittura di un Baumbach. Infine, qualcuno ha voluto leggere un forte richiamo alla precarietà che aveva da venire e che è venuta, ma io sono sempre dell’idea che fra la semplice citazione dell’esistenza di un problema, e il mostrare a proposito di quel problema qualcosa di significativo, ci sia un abisso. 

(3/5)

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9 thoughts on “Adventureland (Greg Mottola 2009)

  1. Confermo la bruttura di Superbad ma anche la svista nell’identificare Mottola con questo film. In realtà è con The daytrippers (1996) che bisogna fare i conti. Rispetto a quel felice esordio Adventureland ne riprende le atmosfere, ma come giustamente dicevi non siamo nè dalle parti di Anderson ne quelle di Baumbach (anche se sull’ultimo baumbach ho molte riserve). Mottola è più ordinario (basta vedere chi produce il film) ed anche condizionato da un lungo periodo di ostracismo cinematografico che lo ha relegato a produzioni televisive o appunto a lavori intestinali come Superbad.

    Concordo sul fatto che Nerd non sia il termine esatto per delineare la condizione del protagonista.

    un saluto
    nickoftime

  2. ciao nickoftime. sì, avevo letto che l’esordio di mottola è più simile a questo suo ultimo film; al momento non l’ho visto.
    se l’ultimo di baumbach è ancora margot, per me non è affatto male.
    ecco, la parola giusta l’hai trovata tu, quando dici che mottola è molto più ordinario. questo è un genere di film che, anche per i numerosi cliché che si porta dietro, se non ha qualcosa di particolare, una scintilla, finisce per essere troppo fragile.

  3. ciao Josif,
    sarebbe bello intavolare una discussione sui clichè perchè è proprio quello che ho pensato quando hai citato Margot di Baumbach: ho il dvd e se riuscissi a rivederlo se ne potrebbe riparlare.

    Comunque capisco cosa intendi quando parli di cinema fragile (adventureland in fondo lo è) ma ha volte questo aggettivo diventa una qualità di fronte all’esibizione delle proprie qualità.

    Dimenticavo di farti i complimenti per un blog che frequenterò sicuramente.

    a presto
    nickoftime

  4. di certo anche margot segue numerosi cliché. infatti mi riferisco al genere che, raccontando storie comuni, non può fare a meno di tornare a situazioni che comunemente accadono e ricorrono. qui fa la differenza la scrittura di baumbach, poiché ogni cosa può essere detta in una quantità di modi, ed è quel modo che la rende interessante, artistica, piacevole, o meno.
    la fragilità è spesso un pregio in opere riuscite, come quelle di bent hamer, per fare un esempio ulteriore. in questi casi la fragilità indica la leggerezza che c’è in questi lavori piccoli ed efficaci. per quel che riguarda adventureland, intendevo adoperare fragilità come conseguenza dell’inconsistenza.

    ciao nick, grazie mille e alla prossima.

  5. Sbaglio o anche questo sembra ricalcare l’insopportabile operazione nostalgia di tanto cinema di questi mesi?
    E a tratti sembra ricordare quel filmetto che è Juno…

  6. Suxbad era del tutto diverso, nel tono. Più irriverente, più corale e con più storie raccontate contemporaneamente. Un film geniale secondo me. Ma anche questo l’ho trovato bello. Ha la sincerità dalla sua, poi certo incanalata nei classici movimenti, strutture, personaggi del film generazionale-autobiografico, che è un aspetto che apprezzo sempre del cinema americano.

  7. martin, per fortuna non se la tira neanche la metà di juno. anzi, da questo punto di vista, è un film molto tranquillo. juno nella mia memoria è uno dei film terribilmente irritanti per eccellenza.

    noodles, in verità sei il primo che sento parlar bene di suxbad. ma probabilmente molti si sono lasciati convincere dal titolo italiano, e hanno lasciato perdere.
    anche a me adventureland sembra un film “sincero”, però, come ho detto, non mi sembra “abbastanza”.

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