Nell’era Democratica (o Louise Michel. Benoît Delépine, Gustave de Kervern 2008)

Essendo chiaro a tutti che questo è un mondo che non si può non odiare, Louise Michel attira l’attenzione in quanto film dichiaratamente anarchico, di lotta grottesca, ma pur sempre di lotta. Non s’è rivelato essere precisamente questo. In realtà Louise Michel usa toni molto più forti di quanto non si sia voluto far vedere nei trailer mediamente fuorvianti (che puntano sul lato stupido della pellicola), o di quanto abbiano lasciato intendere i suoi promotori, fra cui Mario Sesti. Mario Sesti che si è riferito a Louise Michel con termini quali “esilarante” e descrizioni ad effetto come “che c’era la gente in sala che piangeva dal ridere e si teneva la pancia”.

Louise Michel (la storia base la si conosce: una squadra di operaie appena licenziate investe la magra liquidazione nell’assassinio del padrone) se fosse un’opera riuscita sarebbe  un film amarissimo. Il problema è che la scelta di utilizzare in chiave grottesca, mantenendo il realismo e le ambizioni del film, dei malati terminali come kamikaze, mi lascia perplesso. Si vorrebbe rappresentare la disperazione in questa scelta narrativa, e nel mostrare persone abbruttite dalla vita (i due protagonisti), costrette a fare violenza a loro stesse per poter lavorare.

Ma tutto finisce per avere una dimensione South Park, con un cinismo esasperato e fine a se stesso, che al massimo può forzatamente far morire dal ridere chi crede di aver sviluppato un senso dell’assurdo particolarmente faceto, o forse chi non ha mai avuto il problema di dover davvero fare i conti con la rassegnazione. Nessuna rivoluzione nascerà mai da South Park, né tantomeno da Louise Michel, film troppo soffocato dall’ossessione calcolata della provocazione e dell’anticonformismo per essere davvero incisivo, o anche solo significativo.

(2,5/5)

Annunci

5 thoughts on “Nell’era Democratica (o Louise Michel. Benoît Delépine, Gustave de Kervern 2008)

  1. Classico film che ottiene il plauso di certa critica per il solo fatto di essere “antagonista”; un etichetta che per molti vale il biglietto. Ma come sappiamo, l’ideologia è spesso sinonimo di cattivo cinema.
    E poi anche il Sundance, dove il film è stato presentato, non è più una fucina di nuovi talenti, ma la deriva di un cinema che è diventato “maniera”.

  2. sono abbastanza d’accordo. personalmente sono favorevole ai film “ideologici”, ma qui sembra più un pretesto per fare i cattivi.

  3. a me è piaciuto molto, non è perfetto, certo, ma è come una ventata d’aria fresca, un film diverso dal solito.
    è surreale, ironico, ha colpi di scena, fino ai titoli di coda, nei quali si scopre qualcosa.
    ci spiega un po’ di capitalismo di oggi, senza fare un saggio noioso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.