Categoria residuale. Una questione d’ordine mentale.

Harry Potter e L’ordine della Fenice (David Yates 2007). Gli erripotter mi danno sempre l’idea di essere una digressione da qualcosa di più importante. Il risultato è che non ricordo mai di cosa trattano, se non per indizi tipo “quello del torneo”, “quello del grifone”, “quello di quando sono piccoli”. Il memorabile visivo è, se possibile, ancora meno, se non per un’atmosfera generale che mi azzarderei a riconoscere come coerente. Questo è l’erripotter “della maestra cattiva, bigotta e schiava della burocrazia”. (3/5)

Harry Potter e il Principe Mezzosangue (David Yates 2009). “quello degli amori giovanili in zona Cesarini” non è fra gli episodi più accattivanti. Ogni minuto dei centocinquantatre si somma al precedente senza essere dotato né di grazia né di leggerezza. A fine saga, quando ci saranno le maratone per i maniaci, questo di corpi sul campo ne lascerà un bel po’. (2,5/5)

Grazie, Signora Thatcher (Mark Herman 1996). Minatori professionisti, dilettanti in una banda di ottoni, fanno i conti col liberismo thatcheriano. Fra Loach e Full Monty, tre parti d’impegno sociale, due di pathos e una di romanticismo britannico. (3,5/5)

Il Regista di Matrimoni (Marco Bellocchio 2006). Lui, aereo e geniale, si chiama Elica, l’amico che scappa Smamma, la diegeticamente bona, Bona. Bisogna dedicarsi e concedere parecchio a questo film, supporre che la sua supponenza voglia dire tante cose. È un genere che mi trova svogliato. (2,5/5)

Una Notte da Leoni (Todd Phillips 2009). Sulla scia di Cose Molto Cattive, ma più scanzonato. Nessuna trovata particolare, ma alcune inevitabilmente divertenti. (3/5)

La Bussola D’oro (Chris Weitz 2007). Non è male, per non essere un film. Nessun tentativo di farne un’opera narrativamente autosufficiente, è un incipit. (3/5)

Killshot (John Madden 2009). Completato adesso per sfighe di produzione, ma girato prima di The Wrestler, in USA è uscito direttamente in dvd. Scelta non fuori misura. Parte benino, poi ripete sempre gli stessi agguati per quattro, cinque volte. Battute d’alleggerimento poco efficaci, Rosario Dawson sprecata, il buono appena uscito dal camper di Barbie. Mezzo punto in più per Rourke, che ormai anche se solo sta lì, sta già lavorando piuttosto bene. (2,5/5)

Vicky Cristina Barcelona (Woddy Allen 2008). È esattamente come temevo che fosse. Questo non significa che io avrei saputo girarlo, ma ho saputo evitarlo. Almeno al cinema. Pensierini e musichette, una Barcellona dove artisti anticonformisti scoprono Gaudì e Mirò, una voce over  da andare a cercare il fuori campo per prenderla a calci nel culo. E buttare lì un finalino minimalista serve a poco. (2/5)

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15 thoughts on “Categoria residuale. Una questione d’ordine mentale.

  1. pochi giorni fa ho visto “una notte da leoni” e, a differenza delle apparenze, è stato un buon film, una commedia differente dalle solite e mediocri americane…

    a presto!!!

  2. Con Allen è sempre così ultimamente, quando non fa un capolavoro, e questo è ben lontano dall’esserlo, tutti a parlarne male.
    Eppure leggo, anche qua da te, giudizi così così su robetta americana piuttosto improponibile.
    Sarà una questione di aspettative?

  3. hola martin. in un certo senso sì, si tratta di aspettative. nel senso che si può avere voglia o meno di vedere un film di un dato tipo (fantasy, commedia americana…), ma ovviamente una volta che si sceglie di farlo, non lo si giudica rispetto ad una sua distanza da un film d’autore o d’altro genere. i film a cui ti riferisci, credo siano nel loro campo tutti sufficienti o quasi.

  4. “Una voce over da andare a cercare il fuori campo per prenderla a calci nel culo”. Ahahahah!
    Pur essendo d’accordo con questa affermazione non mi sento di bocciare Vicky Cristina Barcelona, che sicuramente è tra i “peggiori di Allen”, dove per peggiore si intende un film comunque superiore alla sufficienza.

    A me, poi, Il regista di matrimoni è piaciuto veramente molto. Idem per Una notte da leoni, una commedia spassosa e divertente come se ne erano viste poche ultimamente.

  5. ciao ale. devo dire, fra gli ultimi film di allen molti non sono un gran che, ma si vede che sono film di allen un riusciti a metà. questo non sembra neanche roba sua, ma una filmetto fastidioso che esiste solo per i nomi del cast e del regista.

  6. Sai com’è, da fan di vecchia data, nei film di Allen qualcosa di buono ce lo trovo sempre, anche in questo ultimo.
    Vai di per sè che preferisco anche un Allen di basso profilo a molti altri registi al loro massimo.
    E ,tanto per chiarire, questa tappa catalana di difetti ne ha parecchi ma c’è da riconoscergli una “vitalità” sanguigna abbastanza inconsueta e la solita dose di scrittura di buon livello e di sagace ironia.

  7. no: d’accordo con me stesso, non glielo riconosco. anzi, citando pazienza, non riconosco. come cosa? non riconosco un cazzo.

  8. D’accordo sull’ultimo Harry Potter. Deludente. D’accordissimo su “Il regista di matrimoni” che, sicuramente pur essendo un prodotto colto e impegnativo, non mi è piaciuto tanto. Iper d’accordo con “Vicky cristina Barcelona”, un filmettino.

  9. mi aspettavo qualcosa di più da Killshot, invece l’ho trovato ovvio, noioso, e terribilmente irritante.
    povero Mickey Rourke..

  10. hola spyker. dopo the wrestler a rourke non sta andando poi tanto male: in uscita ci sono cinque film ai quali ha partecipato.

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