Videocracy, diffusione trailer.

Videocracy è un film documentario di Erik Gandini che tratta dell’anticultura televisiva e, presumibilmente, della persona che ha maggiormente contribuito a formarla e si è più giovato dei suoi frutti, costruendoci un impero economico, un efficiente apparato di manipolazione, un grosso bordello personale e svariate presidenze del consiglio. Il film, che sarà in alcune sale (non so quante) dal 4 settembre, ha come sottotitolo "basta apparire". Fedeli all’ideale che ad apparire possano essere solo le cose utili e comode, il potere oggetto della pellicola sta già impedendo la diffusione dei trailer: spariti dalle reti mediaset, candidamente cassati in quanto "attacco alle reti commerciali", ma soprattutto dalla rai, che in una ridicolissima lettera spiega come sia sconveniente e quindi proibito esprimere opinioni politiche, e, attraverso un’esemplare applicazione della legge sul pluralismo, evidentemente superiore anche all’articolo 21 della costituzione, la "critica al governo" diventa di per sé motivo di censura.

Il film ovviamente non so se sia interessante o meno, ma al momento conta poco, mentre mi sembra giusto, anche solo per dispetto se non per finalità pratica, che i trailer siano presenti quanto più possibile. Se potete e volete, quindi, diffondete.

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8 thoughts on “Videocracy, diffusione trailer.

  1. il film risulta essere documento ad uso degli stranieri, che poco conoscono la storia italica.
    Programmatico e un po’ impreciso a volte.
    Ma, dietro le pieghe della pellicola traspare non una condanna per i capri espiatori, quanto per il popolo italico (compresi gli intellettuali) che voleva fica e tette ed è stato accontentato.
    Il successo della tv commerciale nasce perchè evidentemente ha colmato un bisogno e gli intellettuali con il loro sdoganamento della fica (vedi Blob) hanno contribuito a sigillare questo bisogno sotto il crisma della intoccabilità.
    Si può incolpare Berlusconi, Mora e Corona di come siamo?

  2. hola souffle. il film, che è uscito solo in una sala, non sono ancora riuscito a vederlo.
    che gli intellettuali vogliano figa e tette (e cazzi e pettorali) non mi sorprende. è un istinto animale, e quindi umano, quindi non mi sorprende. e tutti aspirano alle posizioni socialmente più alte (anche quelle culturalmente più alte), in genere per soddisfare gli istinti più bassi.
    accettato ciò, che possa essere stato blob a sdoganare tette e culi, mi pare storicamente inverosimile. è vero che al principio blob trascinava spesso immagini da fascia notturna in anteprima serata, ma il suo impatto globale, la sua durata, i suoi dichiarati e perseguiti obiettivi primari, che sono sempre stati politici ed etici, nonché semplicemente il suo audience, non possono far credere che abbia avuto un ruolo anche solo lontanamente paragonabile a un drive in, che oltretutto precede il programma di ghezzi di 6 anni. blob, insomma, arriga già a scoprire le carte, non certo a distribuirle.
    riguardo il “si può incolpare berlusconi, mora e corona?”, io credo che il presenzialismo della gnocca non sia una colpa in sè. o comunque, non credo sia un’anomalia italiana, dove l’italia non credo abbia una morale più libertina del resto dell’occidente. quel che non succedene nel resto dell’occidente, è che a portare avanti in processo di denudamento e concentrazione sull’immagine (il successo, i soldi facile, la gnocca, le battone, gli eroi papponi, il rampantismo), sia l’uomo che governa il paese. è banale, ma io credo ci sia una differenza se il rincoglionimento viene agevolato dal potere puramente mediatico o dal presidente del consiglio. se tutti i sogni istintivi e beceri sono riferibili al potere che deve governarti, quando sei nella cabina elettorale è facile che l’afflusso di sangue al cervello sia rallentato dal tuo pisello barzotto. e poi succede che uno degli esseri più squallidi sulla piazza può inventarsi un partito e vincere le elezioni in tre mesi, e poi succede che quindici anni dopo ancora non si è spostato dai coglioni.
    quest’è.
    gandini, se ci riesco lo vedo.

  3. il film non dice nulla di nuovo. due momenti mi sono sembrati significativi. quando il regista del grande fratello ha ammesso che arrivano dall’alto gli imput per il controllo dei tempi della trasmissione, che deve chiudere in anticipo se il presidente del consiglio è in altre reti. questa è amia memoria la prima ammissione dall’interno di mediaset che berlusconi usa i seiu canali della televisione in maniera pignolissima per gestire il suo potere. la seconda trovata intelligente è la colonna sonora, vagamente funebre, che accompagna gli spettacoli televisivi, da drive in a striscia la notizia o x factor, e che li restiutisce per que che sono, più spettacoli funerei che non di divertimento o di rilassamento.

  4. insomma, questo film dice sicuramente di più agli svedesi. va bene anche così: chissà che non vengano a liberarci.

  5. solo due cose: tette e culi sì, cazzi e pettorali no, nel modo più assoluto.
    Il mondo sociale e mediatico è fondato sulla figa, perchè dominato dal cazzo.
    la seconda: parlo del Blob post 1992 (sai io lo seguo dall’inizio), in cui l’erotomania di Ghezzi e Giusti ha travalicato per divenire ammiccamento.
    Un po’ come quando Giusti sdogana il trash dandogli la patina di riconoscibilità/riconoscenza intellettuale.

  6. no, un po’ di piselli e tartarughe (che magari è un buon piatto unico hawaiano…) ci sono. credo che il numero di quelli che “dominano” davvero sia così irrisorio da poter identificare una sufficiente parità di genere nel dispiego di mezzi finalizzate al rincoglionimento. il punto non è la fallocrazia o cose simili, perché il fine non è deliziare un sesso piuttosto che un altro. se ci saranno più petti che pettorali, è perché le donne (le ragazzine), saranno più sensibili ai cantanti da reality show e all’emulazione delle gnocche, che tutto sommato sono trasversali.
    anche io lo seguo dall’inizio blob, non in maniera del tutto cosciente perché al tempo della prima puntata avevo 12 anni. non so, mi sento di richiamare quello che ho detto prima, e sono convinto che i meriti di blob siano parecchio superiori ai demeriti, ma sicuramente un po’ di doppio gioco, nel denunciare e mostrare, c’è sempre.

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