Segnali dal Futuro (Alex Proyas 2009)

Segnali dal FuturoQui si fa dello spoiler.

Nicholas Cage è un astrofisico, suo figlio va a scuola e gli danno un foglio con tutte le date delle disgrazie degli ultimi 50 anni di storia americana. Il foglio è stato scritto 50 anni prima e riporta tre sfighe ancora d’avverarsi. Di fronte al foglio con date, coordinate, e numero di morti, altri cervelloni dell’MIT prendono per il culo Cage, sostenendo che in realtà quei numeri possano agevolmente essere letti come un sudoku. Diversi oggetti esplodono, e alcuni esseri viventi fanno la fine dal tafano che accoglie il parabrezza a gran velocità, il che comincia a togliere plausibilità alla teoria ufficiale dell’MIT che quello sul foglio sia il resoconto di una battaglia navale. L’ultima disgrazia predetta è la fine del mondo, da considerarsi non come superlativo ma nel significato letterale. Intanto il bambino e un’altra bambina prendono contatto con gli angeli che sussurrano (forse il genere umano evoluto, che ha mandato i “segnali dal futuro” per salvare le chiappe alla propria razza? Chissà.), che poco prima della fine del mondo portano i due fanciulli e due conigli bianchi su un altro mondo dove, non a caso, trovano l’albero della vita di Aronofsky.

Per praticità ho sottolineato i passaggi in cui, verosimilmente, il produttore ha detto hai delle belle idee, uomo, ecco a te i milioni. Io scommetto soprattutto su quello dei conigli, perché la delicata metafora dei bambini destinati alla ripopolazione, e quindi ad attivarsi come i fecondi roditori sanno fare, mi sembra un momento alto.

Le parti migliori sono quelle in cui Proyas ha raccontato a qualcuno che sa usare il computer come far esplodere gli oggetti, poi ha ripreso della gente che si sbracciava nella prateria deserta, e quindi ha unito le due cose con premiere. Il resto è noia, senza neanche la sincera spudoratezza della new age funerea di Aronofsky.

(2/5)

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13 thoughts on “Segnali dal Futuro (Alex Proyas 2009)

  1. Ahah, il voto è uguale, però secondo me qualcosa da salvare in questo film, a parte il finale terrificante e tremendamente ridicolo, c’è.

  2. infatti, non è proprio orrendo. mediamente inutile. siamo sinceri, lo abbiamo visto tutti solo perché non cerca soldi.

  3. E il volto incredibilmente espressivo di Cage? Adoro quando passa dalla disperazione all’ilarità, sempre mantenendo la stessa espressione.
    Secondo me quando fa la cacca fa espressioni migliori.

  4. a me piace quando fa l’Amleto, con gli oggetti più disparati a sostituire il povero Yorick. nello sfregio a Wenders era una pera, qui è una palletta che funge da Sole.

  5. Ahahah una recensione che inizia con “Nicholas Cage è un astrofisico” è assolutamente esilarante, da leggere… sembrava l’incipit di un testo di Woody Allen. Comunque, se volete davvero divertirvi a studiare le profonde espressioni facciali del nostro beniamino Cage, andate a vedervi Next. Lì non sarete neanche disturbati dallo scorrere della trama… ;)

    Lorenzo

  6. nicholas cage è un astrofisico sottolineato. mi rendo conto che l’impatto è forte. next me lo sono risparmiato, non mettere brutte pulci nel mio bell’orecchio.

  7. Nn capite nulla di cinema, anzi fosene capite troppo sarebbe ora di cominciare a vivere i film e smetterla di analizzarli e basta.

  8. xké dici così, nicholas? ci sarà qualche film che non è piaciuto neanche a te. ci si può anche scherzare su, suvvia.

  9. Bisognerebbe che (ri?) leggessi la bbbia. Quello non era l’albero che indichi tu e aronofksy non c’entra una minchia

    saluti
    eddy

  10. non mi dire, davvero? credevo avessero riciclato lo stesso. certo, ogni film apocalittico fa più figo se ci piazzi dentro un po’ di bibbia. il mio invece era un modo semplice per chiudere il cerchio new age. albero, bibbia…tu invece ti sei fermato all’inizio, vero?

  11. da aggiungere, caro lettore della bibbia, che il riferimento di aronofsky è ovviamente lo stesso, e che nella genesi compaiono, guarda un po’, l’albero della vita e quello della conoscenza.
    tanti saluti.

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