Drag Me to Hell (Sam Raimi 2009)

Drag me to hellChristine lavora in banca e, spinta dal principale a dimostrare la sua determinazione, rifiuta ad un’anziana rom la proroga di un prestito. Ganush, questo il nome della donna, la maledice sguinzagliandole contro un demone Lamia. Da quel momento, ad ogni loro incontro, Ganush succhierà con la bocca sdentata il mento di Christine e le strapperà ciocche di capelli, e Lamia sbatterà violentemente le porte della sua casa, in attesa di confiscare la sua anima.

A sedici anni da L’armata delle Tenebre, Raimi, allora conosciuto come l’amico o il “fratello minore” dei Coen (mentre i Coen erano conosciuti come I COEN), non perde, e non acquista, quasi nulla. Al tempo Le Case erano sperimentazione, oggi Raimi fa quasi parte della vecchia guardia, e forse è riuscito a reinventare di più con i soldi degli Uomini Ragno che con la riproposizione di un immaginario che ha già avuto in Army of Darkness la sua realizzazione più pantagruelica.

Nella gestione del suo nuovo horror grottesco, l’aspetto meno forte è quello demenziale, storicamente legato alla fisiognomica di Bruce Campbell. Drag me to Hell richiama due grosse paure dell’occidentale medio: le banche e gli zingari. Ed è il caso di non prendere troppo sul serio nessuno dei due riferimenti, altrimenti i giudizi sulle prime rischierebbero di tirarsi dietro i pregiudizi sui secondi, che subiscono una rappresentazione radicalmente favolistica, nell’incarnare una popolazione fatta di streghe vendicative e amante dei sabba.

Drag me to Hell inscena una trama volutamente lineare, un meccanismo da manuale, e Raimi sceglie di non nascondere nulla, compreso il (falso) colpo di scena finale; sull’intreccio scarno ma solido, crea il suo orrore fatto di esplosioni sonore, veloci movimenti di macchina, profusione di fluidi e situazioni da cartoon slapstick. Come per i precedenti, in assoluto un buon film, ottimo per chi preferisce il genere su tutto.

(3,5/5)

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21 thoughts on “Drag Me to Hell (Sam Raimi 2009)

  1. BU!
    la mancanza di bruce campbell in effetti è una mancaza non da poco.
    questo raimi, comunque, ha firmato un horror come si deve, e non si vedeva da molto tempo, senza bisogno di vedere viscere! secondo me un classicone.

    BU!
    asfaleia

  2. spoiler:
    tra l’altro il finto finale a sorpresa è una trovata simpatica. riesce, nonostante tutto, a farti chiedere come andrà a finire. così sfacciato era stato lo scambio di buste che alla fine tutto torna ad essere semplicemente: sopravviverà o no?

    UARGH!
    asfaleia

  3. Ecco forse io sono sul buono, ma un GRAN buono, proprio perchè non impazzisco per il genere. ma certo è un film che mette parecchia strizza.

  4. massimo rispetto per raimi, sia ben chiaro. m’è venuta voglia di rivedere soldi sporchi.

  5. Non riesco quasi mai a vedere questi film al cinema perché non trovo nessuno che mi accompagni. Ma è un film che cercherò di vedere ad ogni costo.

  6. il cinema da solo, luciano, è l’ultima frontiera dell’eroismo. e dell’alienazione. un’esperienza pienamente soddisfacente, comunque.

  7. Non sono daccordo. Il cinema con l’eroismo e l’alienazione non c’entra niente.

    Massi

  8. ciao massi. non è vero, tutto c’entra con l’eroismo e l’alienazione. è solo una questione di intensità. con un po’ di riflessione e atosuggestione, ad ogni evento possiamo legare un sentimento, anche minimo, di eroismo o alienazione.

    in realtà, una delle vole che andai al cinema da solo, un amico mi disse che la sola idea gli faceva tristezza, e che gli davo l’idea di uno con dei problemi. la cosa mi divertì, ed ecco qui.

  9. C'è da dire che la sceneggiatura di questo film era già presente ai tempi della casa o già di lì. Ha rispolverato insomma un vecchissimo progetto e gli ha dato vita, cosa secondo me encomiabile: è bello vedere che un regista non si perde per strada e crede ancora nei suoi primi lavori…

    Però sono d'accordo. Alla fine non è una pellicola che brilla particolarmente, l'assenza di Campbell pesa parecchio. Gli stereotipi non li ho nemmeno calcolati, alla fine non si fan prendere sul serio. 

    LOL, i coen quando uscì la casa non erano ancora nessuno, uno di loro è famoso per avere portato la pizza di Evil dead non so bene in quale cinema o casa di produzione (non ricordo).
    Hanno avuto successo prima loro, poi? Dovrei andare a spulciare Imdb. Anzi, vado.

  10. i coen hanno iniziato qualche anno dopo, ma hanno avuto un'altra carriera, specialmente dopo la svolta crocevia della morte/barton fink. non che abbia letto saggi a proposito, ma per quanto ne so i tre si conoscono e nei '90, per dare un'idea di chi fosse raimi, ho spesso letto e sentito parlare di lui come l'amico o il terzo fratellino dei più famosi coen.

  11. Nemmeno io ho letto dei saggi, io girello a caso e ricordo frasi smozzicate… quindi le mie informazioni al riguardo sono pari a zero.
    ma perché, poi, fratellino? fanno dei generi così diversi… 

    L'unica cosa certa è che si conoscono e lo so perché ne ho sentito parlare da Raimi e Campbell negli speciali del blu ray del primo capitolo della saga della casa.

  12. qualcosa in comune ce l'hanno, sia nella regia – i grandangoli, gli effetti zoom+carrellata, i giochi di luce, cose così – sia nella costruzione di personaggi spesso sopra le righe ed eterodiretti. pronti a morire sarebbe potuto essere uno dei primi coen, soldi sporchi ha molto da spartire con fargo.

  13. Mah, Pronti a morire è un fumetto in praticamente tutte le sue parti. E quest'atmosfera "pop" c'è in tutti i lavori che mi sono capitati sotto mano. I coen non fanno fumetti, mai (nemmeno Nel grande lebowski, che è quello più "leggero", volendo)…
    Probabilmente è vero che hanno qualche tecnica comune anche se credo sia una caratteristica che si può trovare in chissà quanti registi.
    Continuo a vederla come una forzatura… 

    Però non ho visto soldi sporchi. Lo cerco da un casino di tempo e fallisco (ovviamente c'è doppiato ma come sai evito queste versioni come la peste).
    Ritento ancora una volta, sono sicura che avrò successo.

  14. tra l'altro vedo che su Imdb (per quel che vale) sotto soldi sporchi consigliano di vedere proprio una carrellata di film dei coen… 

  15. Se non mi sbaglio, i Coen, Raimi e Frances McDormand erano amici, studiavano insieme e per un po' dovrebbero aver vissuto tutti insieme…
    Ma questo è Gossip :)

    P,

  16. il cinema da solo è l’ultima frontiera dell’autoerotismo

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