L’era Glaciale 3 – L’alba dei Dinosauri (Carlos Saldanah 2009)

L'era Glaciale 3L’era Glaciale 3 si presta a un piccolo esperimento di speleologia cinematografica. L’esigenza e la curiosità nascono dall’essenza stessa del film, che è brutta. Il terzo capitolo dell’era glaciale è essenzialmente brutto, lo scrivo nelle prime righe, per chi fosse alla ricerca di un parere qualitativo sintetico e immediato.

Volendo indagare un po’ sotto la crosta del film, per attribuire qualche responsabilità, scopriamo che il regista Saldanha non è l’ultimo degli imbucati all’interno della serie: ha collaborato al primo (che ha una sua identità) e diretto il secondo (inferiore, ma dignitoso). Poi, se al regista del filmone milionario in CGI è ancora imputabile qualche responsabilità sulla resa tecnica e visiva dello stesso, L’alba dei Dinosauri, da questo punto di vista, ne esce bene.

Aguzzando ancora la vista, potremo scorgere i realizzatori, spesso dimenticati, di soggetto e sceneggiatura. La serie Ice Age presenta in tutti gli episodi un lungo elenco di scrittori, variabile da un film all’altro, ma con l’eccezione del ritorno, nel terzo capitolo, dei due sceneggiatori Ackerman e Berg, autori del primo Era Glaciale. Questa sì che è una notizia destabilizzante: le due opere più diverse hanno in comune gli scrittori. A meno di non voler irrealisticamente dare tutta la responsabilità al soggettista Jason Carter Eaton, questa breve indagine ci insegna che anche la riuscita di una grossa produzione, che spende nella realizzazione tecnica gran parte del suo budget, ancora dipende dall’ispirazione personale. Ci insegna che il genio umano è volubile. Che la coerenza immobile che tendiamo ad assegnare ai creatori di cinema è un espediente a cui facciamo ricorso per semplificare una realtà complessa. Che in sette anni chiunque può cambiare visione della vita e del proprio lavoro. Che le conseguenza sono diffuse, ma le responsabilità possono essere individuali. E, infine, che L’era Glaciale 3 annoierà molto chiunque abbia più di dodici anni.

Personaggi sempre più antropomorfizzati (perché il mammuthino del primo barriva e questo invece piange?) e vicini al grado zero dei film d’azione (quelli con Brendan Fraser, per intenderci), citazionismo gratuito per buttare un osso anche ai maggiorenni (Moby Dick, I Flintstones, tanto tanto Jurassic Park…ma perché, di per sé, una citazione dovrebbe essere divertente?), e lo scoiattolo che in principio era simpatico, ma che ha ampiamente spolpato il suo quarto d’ora di celebrità. Imbocca il viale del tramonto, Scrat. E portati dietro tutti i dinosauri, e il fuoco, e l’evoluzione. Stanno finendo anche gli anni ’00, e ha vinto il Creazionismo, fatevene una ragione.

Io il primo Ice Age lo vidi perché nel dvd faceva da contorno al corto di Wedge del 1998, Bunny, toccante e molto bello, e non solo perché ha la colonna sonora di Tom Waits. Eccolo.

(2/5)

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6 thoughts on “L’era Glaciale 3 – L’alba dei Dinosauri (Carlos Saldanah 2009)

  1. sono francamente destabilizzata.
    in più: la lingua della locandina è una citazione per pochi(ssimi) intimi?

  2. Proprio vero, il cordto che c’è nel dvd è probabilmente una piccola perla, l’ho sempre guardato con tenerezza.
    Per quel che riguarda il film invece sono delle tue stesse idee, anche se rispetto a me ti sei documentato molto di più. Anche secondo me è un film per bambini ed il fatto di riempirlo di citazioni non lo rende appetibile anche ai grandi.
    In ogni caso al botteghino è andato benissimo e stanno lavorando al capitolo 4 e stanno tentando di sviluppare un progetto con protagonista Scrat.
    Ahimè
    Ciao

  3. no, michela, mi sembrava una bella locandina in una lingua elegante. e so che lo credi anche tu.

    pillole, il documentarsi è stato più che altro per dar vita al gioco. ho semplicemente dato uno sguardo al cast su imdb.
    sì, so che ha fatto soldi, ma non mi risulta che nessun film in 3d abbia fatto fiasco.
    un film su scrat. praticamente una serie di comiche mute in 3d. ardito.

  4. Beh andando a memoria da noi il film sul concerto dei Jonas Brothers e Battaglia per la Terra 3D hanno raccolto a malapena i pomodori. Come del resto era giusto che fosse.
    Ciao
    P.S. mi scuso per il pessimo italiano del mio commento precedente.

  5. vabbè, ma noi siamo dei provincialotti. e l’unico vantaggio dell’abitare in periferia, è che non rischi di trovarti i jonas brothers al citofono la domenica mattina.

  6. Effettivamente quando si vive alla periferia dell’impero ci sono vantaggi e svantaggi. Di sicuro non conoscere i JB fa parte dei primi.
    Sei stato molto gentile per il link, ho appena ricambiato.
    Ciao

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