Bastardi Senza Gloria (Quentin Tarantino 2009)

Un uomo barbuto e sudato che lo mette nel culo non consenziente di un grosso nero vendicativo,
-parole crude.
Parole crude, papà, ho letto parole crude, urla al genitore che ecco di nuovo la purezza di mio figlio insidiata dalla microcritica cinematografica in rete. Dannati, siete voi i corruttori della nostra società, gr, ringhia.-
e De Niro che, sempre da dietro, ha un veloce rapporto  con una poco partecipativa Bridget Fonda; prima della fine del film lui la ucciderà, e anche questo evento soffrirà di una certa mancanza di pathos. A memoria, sono queste le due scene esplicitamente sessuali contenute nel cinema di Tarantino. È la sua critica all’umanità, la privazione dell’atto sessuale, dell’amore, e della necessità di perpetuazione della specie; il regista si crede Superman e adopera i suoi film per esercitare il suo sguardo schifato sul mondo, con in più il piacere masochista di farne parte. Quello di Tarantino è cinema dell’estinzione, stupida e autoinflitta.

Ma com’è, com’è quest’ultimo film? Tarantino qui è davvero Superman. È altro da sé, è il cinema.

Bastardi Senza Gloria è la possibilità pienamente artistica del cinema narrativo, è la scrittura tesa e perfetta in coalescenza con l’immagine, ma senza usare parole stupide come coalescenza. C’era una volta, nella Francia occupata dai nazisti, e sul momento hai paura che abbia giocato con ciò che non può essere oggetto di gioco, ma dopo qualche minuto ti accorgi che tutto è ormai cinema, e il cinema riesce a racchiudere tutto. La storia (nel senso di ricordo delle principali vicende umane) di Bastardi Senza Gloria non è reinvenzione della stessa, ma storia nel cinema, gli attori non sono tali, ma personaggi della storia nel cinema, mossi prima di tutto dalle parole con cui formano il mondo. Dopo la frase iniziale, l’unico altro riferimento ad una narrazione indiretta, dove si dichiara che c’è qualcuno che sta raccontando e inventando la storia (nel senso di rappresentazione di specifiche vicende umane, per quanto legate al ricordo di alcune delle principali vicende umane), è nella spiegazione, resa con verbi al passato, dell’infiammabilità della pellicola con nitrato d’argento ("una volta la pellicola era così", ecc.), che sotto il suo didascalismo nasconde i confini delgli avvenimenti raccontati.

Per quanto ci possano essere sorrisi fra il regista e i movie preceduti da una qualsiasi lettera dalla bi alla zeta, il rapporto tra i due è esclusivamente platonico, perché in Bastardi Senza Gloria (e in altri film precedenti), non c’è niente dell’improvvisazione, della scarsità di mezzi (e spesso di capacità), del prevalere delle esigenze pratiche sull’idea del film, che sono le caratteristiche, a volte apprezzabili, dei b-movie. Mentre è molto più concreto il rapporto col cinema alto di Lubitsch, e tutti gli altrettanto geniali costruttori di dialoghi ed espressioni (mimiche e verbali), come il discepolo Wilder. Ma, aldilà di tutto, Tarantino fa il suo cinema moderno, senza quel post che in altre occasioni costruiva un concetto diventato riduttivo, e dimostra che per fare il nuovo cinema basta fare dell’ottimo cinema.

(5/5)

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24 thoughts on “Bastardi Senza Gloria (Quentin Tarantino 2009)

  1. Ehi! Mi permetto di polemizzare, ma con simpatia!
    Riguardo alla tua lettura di Tarantino in sè…non sono granchè daccordo…quello che tu vedi come uno sguardo "schifato" io lo vedo più come lo sguardo di chi si diverte a fare di tutto divertimento, perchè a conti fatti lo schifo lo decidiamo noi, e noi stessi abbiamo il potere e il diritto di "sconsacrarlo" e ridefinirlo e spostarne i margini, ho sempre apprezzato l’"amoralità ", tutto sommato sempre leggera e divertita, del regista…in ogni caso è un discorso molto lungo che non può certo esaurirsi in 5 righe…mi sono sempre chiesto quanto Tarantino si ritenga "superman" e quanto "ubermensch", propendendo più per la seconda ipotesi…ma fermiamoci qui!
    Anche qui, trovandomi perfettamente daccordo con te nel dire che questo film è grandioso e abbastanza (ma non del tutto) distante dal suo stile ‘canonico’, ho personalmente trovato la violenza più violenta che negli altri suoi film soprattutto in funzione del fatto che, eliminati i dialoghi logorroici e senza soffermarsi sui (presunti) protagonisti, Tarantino uccide i nazisti ma non li ritrae come "diavoli", piuttosto come soldati (dagli stupidi agli infami passando per i beoni), e se ci fa esaltare delle mazzate date dai "basterds", ci fa sussultare per quelle prese dai tedeschi! E’ guerra vera, anche se caricaturizzata!
    Ma infondo la potenza di questo film sta anche nel poter piacere in base a una quantità indefinibile di motivi differenti!
    In ogni caso recensione interessante! Quando hai tempo di confrontarla con la mia fammi sapere se ho frainteso qualcosa delle tue parole e se faccio male ad ipotizzare una non eccessiva simpatia nei confronti del regista tutto fronte e scucchia…

  2. hola zenn.
    molte delle impressioni che ho su tarantino e il suo cinema, sono legate alla vsione di questo ultimo film. che, nella sua stazza, spinge a riconsiderare tutta l’opera del regista. per me tarantino potrebbe anche non esistere: il contatto che abbiamo con lui è il suo cinema, ed il suo cinema è superman. anche superman salva gli uomini e la terra, ma è il regista stesso a sviluppare una lettura cinica e verosimile del personaggio, quando scopre in clark kent la critica di superman all’umanità. allo stesso modo, il cinema di tarantino è spesso divertente, divertito, e adrenalinico, ma in fondo, se condividiamo le sue intuizioni, ci accorgiamo che nasconde lo sguardo schifato del regista.
    lo sile di tarantino, la sua parte migliore, quel che determina la riuscita o meno dei suoi film, credo sia soprattutto nella scrittura, in quei "dialoghi logorroici" che in questo film, e queste immagini, sono letteratura. bastardi senza gloria non è cinema perfetto, non è neanche il mio cinema preferito, ma è perfettamente cinema, un classico perché è capace di ricreare quel che faceva dei classici il punto più alto del cinema narrativo.

  3.  io voglio dire solo due parole: non è "Bastardi senza gloria" il capolavoro (così come viene espicitamente detto da Brad Pitt nel finale), ma è il cinema di quel bastardo di Tarantino ad esserlo…

    Vision

  4. e io ti ririspondo al volo, appena tornato a casa, di sabato e alle 4 del mattino (non mi capita spesso), in segno d’apprezzamento!
    Lo faccio dicendo semplicemente che dunque continuo ad essere daccordo con te nel giudizio del film, specie alla luce di quanto mi hai scritto nel blog (anche se c’è questa cosa del "film perfetto" che io non ho idea di che film possa essere onestamente!)…l’unica cosa che non mi convince è quest’interpretazione disfattista della "poetica" tarantiniana, che più che schifata riesco a trovare indispettita e provocatrice…diciamo…giudicante solo nei confronti dei giudici.
    Ma qui comincio a risentire dell’orario e mi limito a congedarmi con un buona notte…

  5. Sono Christian…

    Se sul valore del film siamo d’accordo (meno sul definirlo un capolavoro, ma è questione di gusti), devo dire che non sono affatto convinto del paragone con Lubitsche e Wilder, nientemeno! A parte lo stile sopra le righe, proprio la discontinuità nella sceneggiatura (che alterna scene splendide – le due "ai tavoli", per esempio – a incongruenze e a caratterizzazioni superficiali o inesistenti – come quelle dei "bastardi" stessi) è per me il punto debole della pellicola.

    Ciao

  6. ciao vision. il cinema di tarantino, anche se non sempre con gli stessi risultati, è effettivamente un oggetto multiforme e interessante. e tarantino è un autore e un artista.

    zenn, credo che ognuno abbia i propri film perfetti. come arancia meccanica, i compari, o dead man. al ricordo, per definizione, sono privi di imperfezioni. forse il cinema di tarantino è sempre troppo carico per non lasciare qualche sequenza "stonata", ma non è necessariamente una cosa negativa.

    ciao christian. nel richiamo a lubitsch (che è un nome di punta in una modalità e qualità del lavoro a cui tendevano tutti gli autori classici. ovviamente, viene in mente lubitsch per vogliamo vivere (il mio preferito è però certamente il cielo può attendere)) mi riferivo alla costruzione del singolo dialogo/monologo, non alla sceneggiatura come intreccio nella sua totalità. il ricordo che ho del film è di lunghi "duelli" verbali che i protagonisti combattono con le parole e gli spettatori seguono sui volti, e la qualità di questi scontri ricorda la cura con cui queste battute venivano. tutta la tensione in bastardi senza gloria è costruita con le parole, gli scoppi di violenza sono pochi e brevi, solo risolutivi della tensione accumulata.
    è vero che molti vengono presentati come "personaggi", e poi accantonati, ma non so quanto approfondire ogni singola caratterizzazione avrebbe giovato al film. i personaggi messi da parte sono quelli distinti da una particolare passione per la violenza (la mazza da baseball, il serial killer…), mentre vengono valorizzati quelli che decidono con le parole l’andare degli eventi. solitamente non vado pazzo per i film verbosi, di scrittura (come jackie brown, per rimanere in tema), ma questo mi sembra riuscito proprio bene.

  7. poi, ho ripensato alla questione atto sessuale, nella parte della riproduzione della specie. in effetti, anche se l’evento amoroso non è visibile, alle sue conseguenza è dedicato tutto kill bill. il film, che è infatti il più ottimista di tarantino, è sulla maternità, e sulla nascita di una nuova generazione. però, con quanta fatica!

  8. … tra l’altro, quando Shonanna immagina il rapporto che deve intercorrere tra Goebbels e l’attrice che lo accompagna, vede proprio un rapporto come quelli che descrivi tu all’inizio.
    Il film è effettivamente meraviglioso.

  9. hai una gran ragione, mauro. ci avevo pensato e poi l’ho dimenticato.
    fraterne pacche sulla spalla che sfociano in affettuoso abbraccio.

  10. La questione del cinema da B a Z è interessante. Ci si dimentica spesso che Tarantino "cita" quel genere ma ricucendolo sempre in una forma e in un cinema assai più consapevole e grandioso, qui come non mai. Addirittura qui si prende la briga di giocare (vincendo) con il pathos del racconto a grande respiro, dilaniato in tre tronconi, ma pur sempre "melodrammatico".
    Sulla questione "giudiziale" e morale la penso un po’ come Zenn. Il cinema di Tarantino m’è sempre sembrato poco interessato ai "messaggi", alla questione sociologica (eccezion fatta per il gusto entomologico dell’analisi dei ghetti black e dei quartieri suburbani di LA, ma anche lì legati più a una fascinazione linguistica, ritmica, visiva e pop-culturale, che realmente "sociologica"). Anche I bastardi in fondo raccontano una Storia che poi non è che un mcguffin per far divertire Tarantino, e noi con lui.
    I film sono pezzi di torta, a quanto pare, anche per Quentin.

  11. hola noodles. non ho parlato di messaggi. tralasciando la banalità che un messaggio c’è in ogni comunicazione, al di là di quale possa essere il tono della stessa, divertito o meno, quel che intendevo dire è che esiste il regista ed esiste la sua opera, e inevitabilmente la seconda non può coincidere perfettamente nè essere solo lo specchio del primo. ci sono, o sono ipotizzabili, mancanze e indizi che attravero l’opera arrivano a sfiorare il regista. 
    io alla teoria del mcguffin ci credo poco, nasconde molto più di quel che si vuole che spieghi. e anche al fatto che sia possibile che un lavoro complesso, com’è la realizzazione di un film, possa essere associato ad un impeto divertito.

  12. Be’ momento, il termine divertito va rigorosamente tra virgoletta. parliamo di un divertimento raffinatissimo, ottenuto co duro lavoro (ben 11 anni di progetto!!!). Mi riferivo più che altro all’atteggiamento sornione ma vigile, divertito ma al tempo stesso lucidissimo con cui Tarantino costruisce le sue pellicole setacciando il cinema mondiale.

  13. Ho perso molto a non passare per molto tempo a leggere i blog. E me lo conferma questa tua interessante recensione su Tarantino. La tua riflessione sul fatto che Tarantino stia facendo cinema moderno rima con l'idea che mi sono fatto nel vedere appunto alcune sequenze del film (come sai già in particolare le tre ai tavoli). Mi piace pensare che Tarantino (una volta scandagliati i fondali del cinema del passato) potrebbe recuperare  un certo modo di fare cinema moderno e in alcune scene di Bastardi senza gloria (nel dilatare le sequenze a scapito dei nuclei narrativi) intravedo qualcosa all'orizzonte (un ritorno al cinema moderno?): probabilmente no, ma mi piace pensarlo.

  14. Tarantino è come un dio dell'Olimpo: fruga nel fondo del barile, mette nella bisaccia e porta acasa e nella sua fucina rielabora tutto creando una nuova creatura, che per una parte è western, per un'altra è manga, per un'altra ancora è b-movie e con sempre una traccia di Kurosawa; vale per tutti i suoi film , ma qui va ben oltre: prende a schiaffi la storia, i bastardi stanno anche dall'altra parte e  , conclusione epica, usa un cinema (inteso come luogo fisico) per chiudere il cerchio; solo nel Cinema tutto è possibile, anche che Hitler e i suoi gerarchi crepino in un boato immane.Missile

  15. ciao luciano. tarantino ne sa davvero tanto di cinema, e riesce a fare tutto quello che gli pare. dare una simile tensione ad un film con impianto teatrale, scardinando, come dici tu, i nuclei narrativi, per me ha del miracoloso. missile, è così.

  16. Ti scrivo quello che ho già scritto altre volte……."Bastardi senza gloria" francamente non ho capito se è un film serio o un film comico….io ne feci una recensione nel mio blog…..non è brutto ma non si capisce che genere sia…..all'inizio il personaggio di Brad Pitt mi sembra un tipo in gamba, eccentrico ma in gamba….poi si fa imbavagliare come un idiota al cinema……mah!!!Interessante il colonello Landa che poi alla fine si vende agli americani, quindi non mi sembra neanche un comportamento da tedesco…..insomma ci sono delle cose che non mi sono piaciute…..insomma poteva il Tarantino fare il film con un pò più di razionalità e coerenza e farlo meglio, perchè non mi è sembrato questo supercapolavoro di cui parlate voi tarantiani!!! O sbaglio?Notte!

  17. hola pavel. non sono un tarantiniano a tutti i costi: jackie brown e a prova di morte, ad esempio, non mi sono piaciuti. basterds, invece, sono ancora convinto che sia un capolavoro, dalla scrittura brillante e impeccabile, tanto da riuscire a condurre fra i diversi generi e registri in modo naturale, senza che questi sembrino in conflitto tra loro. cinematograficamente, trovo bastardi senza gloria un film coerente come pochi.

  18. GrindHouse è più coerente di Basterds…….la caratterizzazione di un personaggio è fondamentale in un film, i voltagabbana non mi piacciono……

  19. grindhouse ha dei personaggi senza sfumature, che non è sinonimo di coerenza. è, infatti, un film che volutamente estremizza il genere e per farlo congela i personaggi. ma non è per questo motivo che non mi è piaciuto, è che proprio mi sembra non ci sia paragone nella scrittura, a cominciare dai dialoghi, che nei film di tarantino occupano davvero tanto spazio.

  20. cosa intendi con "grindhouse ha dei personaggi senza sfumature, che non è sinonimo di coerenza. è, infatti, un film che volutamente estremizza il genere e per farlo congela i personaggi"?

  21. Giusto per essere chiaro, ti riinvito  a rileggere il mio commento numero 16, altrimenti non ci capiamo…..cioè se un personaggio viene caratterizzato in un certo modo non puoi cambiarlo all'ultimo momento per dire quella frase, che chissà perchè, mi aspettavo dopo tutte quelle stranezze che accadono negli ultimi 40 minuti di Basterds: "Secondo me questo è il mio capolavoro".Ciao!

  22. nel senso che i personaggi di grindhouse sono delle funzioni, che sono coerenti per definizione, perché devono esprimere solo dei tratti e degli impulsi definiti. non avevo capito ce l'avessi specificatamente con l'ultima frase. mi sembra un innocente metagioco, giustificato dalla perizia con cui incide la svastica, e sfruttato da tarantino per autoincensarsi.il personaggio di pitt, è vero, sembra più determinato e cazzuto all'inizio, poi viene trascinato dagli eventi. però ci sta: basterds è una cosa grossa e in questo modo evita il protagonista infallibile, mi sembra una cosa buona.

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