The Limits of Control (Jim Jarmusch 2009)

Anteprima libanese di Paolo "Pa" Paolone:

Venerdì scorso ho avuto la possibilità di vedere il film di Jarmusch qui a Beirut, nell’ambito del 9 Beirut International Film Festival. Ne parlo per solleticare la attenzione tua e di tutti gli altri lettori di questo splendido spazio. La rassegna è stata aperta il 7 Ottobre da F.F.Coppola che ha presentanto di persona il suo ultimo lavoro (la partecipazione a conferenza stampa e visione del film era su inviti, dei quali non me n’è arrivato nessuno!) e si chiuderà il 14 con le ultime pellicole di T.Kitano "Akiresu to Kame" e Ang Lee "Taking Woodstock", che spero di riuscire a vedere. Aggiungo il link della Rassegna.

Sebbene non credo di essere abbastanza capace nello scrivere un commento e per quanto, visto che se ne attende per l’autunno la proiezione in italia, non so quanto possa essere utile e/o adeguato presentarne uno riguardo il film di Jarmusch, vado avanti dicendo che l’ho trovato bellissimo, nella sua freddezza, nel suo distacco totale, nella sua plasticità ed artificiosità legata soprattutto ai particolari, alle manie ai modi di vestire, di camminare, di parlare dei personaggi, all’assurdità immotivata dei discorsi, nella sua ripetitività quasi ossessiva, nella sua costruzione attenta a dettagli infinitesimali eccezionalmente curati in una complessiva mancanza di senso assoluto delle azioni di tutti i figuranti e dell’intero svolgersi del film. Non c’è una trama, non si sanno i motivi, le ragioni, gli obiettivi, chi è buono, chi è cattivo, chi ha un tornaconto personale e chi ne ha uno assoluto, ma è lieve il lasciarsi accompagnare dall’assenza della trama nel susseguirsi di piccoli rituali, di riferimenti concreti ed astratti ad altri dettagli che nell’insieme non portano a nessuna struttura complessiva.

Il tutto si muove su di un viaggio tra Francia e Spagna con un occhio raffinato, manierista e assolutamente disinteressato a temi di promozione turistica (sebbene senza alcun senso come riferimento, l’Allen di Vicky Cristina Barcelona mi ritornava in mente come una zuppa di cipolle in gola), spezzoni girati in treno con banali giochi di luce elegantemente inseriti su fondali (non so se reali o aggiunti successivamente) di una suggestione disumana, tra pale eoliche imperiose e impressionanti come molossi, e scorci d’entroterra spagnolo completamente brulli e deserti, ideali per la freddezza e l’incomprensibilità dei personaggi che non hanno nessuna pretesa nè voglia di trasmettere a te spettatore chi sono, cosa ci fanno lì, e perchè.

Non per cattiveria, e non so neanche se la cosa, messa così, possa risultare attraente, ma sono sicuro che valga la pena vederlo appena possibile, e non vedo l’ora di poter godere delle parole tue e dei visitatori di questo piccolo regno. Intanto suggerisco una considerazione in cui mi sento più a mio agio, almeno come tema generale: il fatto che qui a Beirut siano arrivati già questi film (date un’occhiata al programma e alla lista di film selezionati), in un paese considerato (e questa considerazione, a me che ci sto da ormai quasi un anno, mi lascia molto di più di una perplessità) in via di sviluppo e pieno zeppo solo di terroristi islamici barbuti, mentre in Italia bisogna ancora attendere…

[UPDATE: invece la recensione di iosif è, finalmente, qui.]

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5 thoughts on “The Limits of Control (Jim Jarmusch 2009)

  1. non ho trovato indizi attendibili. per il resto del mondo, sono pianificate le uscite fino a febbraio 2010, ma l’italia non compare. dai tempi di night on earth, questo è il suo primo film a non essere distribuito. c’è grossa crisi.

  2. A proposito di mancate distribuzioni e paesi del terzo mondo potrei dire la stessa (anche se ad un gradino più basso rispetto a Beirut) cosa di Damasco….riguardo a jarmush spero di vederlo…prima o poi..un saluto

  3. solo per aggiungere la firma all’intervento di cui sopra…NICKOFTIME

  4. ciao nick. non ho capito, cosa è successo a damasco? vi hanno fatto vedere l’ultimo tsai? si sa già come finisce harry potter? hanno trovato un nuovo film di kubrick? diglielo, che qui siamo tutti orfani.

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