Up (Pete Docter, Bob Peterson 2009)

Io il film l’ho visto così,

Up

seduto all’ultimo posto a destra della seconda fila. Ma è bello anche da lì.

Ad aprire l’appuntamento annuale con la Pixar, c’è uno dei loro migliori cortometraggi, Partly Cloudy, dove una cicogna impiegata nello smistamento di cuccioli e bambini, soffre della sua specializzazione nei nascituri delle bestie più infami, come squali, coccodrilli e simili. Tratto e storia tondeggianti e classici, è una cosa piccola e molto divertente, veloce, fulminante.

UpVado al sodo, all’inevitabile quanto matura comparazione di Up col prodotto immediatamente precedente della casa madre, Wall-E (passati i sette anni, l’uomo sente il bisogno di incasellare le proprie esperienze in una progressione storica: fuori dalla serie non c’è salvezza). Wall-E è più bello; ma è anche la migliore opera occidentale d’animazione per il grande pubblico, probabilmente. Up non è altrettanto epocale, ma neanche ti fa pensare che alla Pixar abbiano voluto rilassarsi. Nel confronto coi generi, la fantascienza, per quella che è la sua storia, lascia forse più possibilità a digressioni e sottotesti, rispetto all’avventura.

Anche qui, nell’incipit c’è davvero tanto cinema, col crescere e l’invecchiare di Ellie e Carl, gli anni che passano scanditi dallo scorrere delle cravatte, come ne Il Cielo Può Attendere. Quindi il cuore del film, l’anziano Carl che intraprende il suo viaggio avventuroso col paffuto Giovane Esploratore Russell. Un viaggio avventuroso che ha come protagonisti un bambino ciccione e un vecchio con la faccia di Spencer Tracy, che non a caso non ha mai interpretato Allan Quatermain; come scrivevo, credo sia anche da queste scelte che si distinguano i film che mirano alto da quelli che giocano per il pareggio.
Quella centrale è la parte più fantasiosa e divertente, con la presentazione dei personaggi, l’interpretazione delle leggi fisiche, le interazioni generazionali. L’ultima parte è, per forza di cose, più immersa nella dinamica pura, ed è un’azione comunque ben costruita, per quanto mi sembrino un po’ forzati alcuni accostamenti a Miyazaki. Pur avendo in comune molto volo spericolato, Russell e Carl non condividono l’aerea leggerezza dei personaggi del maestro giapponese: più che abbandonarsi alle evoluzioni e agli elementi, le vicende di Up continuano a soffrire una certa gravità.

Pete Docter (soggettista di Wall-E, che condivide molto con Up nella costruzione del tempo e delle vicende) e Bob Peterson confermano le doti d’equilibrismo della Pixar, regalando ancora spessore ad un’opera narrativa e piena d’azione, dando vita a personaggi originali, capaci di esperienze e riflessioni semplici e affascinanti.
Un consiglio: lasciate stare il 3D. Poco sfruttato, serve solo a perdere in definizione e luminosità.

(4/5)

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23 thoughts on “Up (Pete Docter, Bob Peterson 2009)

  1. Neanch’io son molto convinto del "lato Miyazaki", e concordo col tirar fuori il sostantivo "gravità" per spiegare perché il paragone regge poco; poi ci sono anche ragioni più "filosofiche". Mi tocca concordare anche sul 3-D.

  2. ciao gahan, da quanto :)
    sì, anche sul piano "ideologico" c’è davvero poco di miyazaki. up ha forma e contenuto del tutto occidentali, ed è riuscito più che bene così.
    potendo scegliere (credo che con avatar sarà inevitabile), basta 3d per me.

  3. Di Miyazaki io ci ho visto solo alcune suggestioni esteriori (la casa di Howl, il dirigibile di Laputa), sono d’accordo che dal punto di vista di contenuti e filosofia siamo ben distanti.
    Ottimo film, naturalmente! Per me resta dietro a "Ratatouille" e "Monster & Co." (i miei preferiti), e forse anche a "Toy Story 2" e "Wall-e", ma è sicuramente una gioia per gli occhi e per il cuore. E i personaggi sono simpaticissimi.

    Ciao
    Christian

  4. hi christian.
    anche gli autori indicano miyazaki fra le loro ispirazioni. credo che qualsiasi animaore professionista, oggi, non potrebbe negare l’influenza di hayao, ma la lezione mi sembra molto rielaborata e ricontestualizzata. il che, fra l’altro, è un bene.
    i film di bird (gli incredibili e ratatouille), sono i pixar che spreferisco. monsters & co., invece, regge alla grande.

  5. Io devo ancora vederlo perchè ho datò priorità ad altri film, anche se l’animazione è il mio primo amore.
    bella recensione.
    MV

  6. ciao mv. allora verrò a leggere il tuo parere, a visione avvenuta.
    grazie e alla prossima.

  7. Io un po’ di Miyazaki l’ho ritrovato nel progressivo ringiovanimento del protagonista. All’inizio del film per fare le scale ha bisogno della poltrona mobile, poi mano mano che il film avanza i movimenti di Carl si fanno sempre più svelti e lui stesso sembra aver ritrovato la forza insieme alla voglia di sognare. Un po’ come la protagonista del castello errante di Howl che non appena viene maledetta è una vecchia che si muove a fatica e che poi diventa sempre meno decrepita. Ma ovviamente posso sbagliarmi.
    Però andarsi a perdere in questi meandri fa un po’ dimenticare il film, che per quanto mi riguarda è uno dei migliori film d’animazione che l’occidente abbia mai prodotto.
    Ciao

  8. hai ragione, dei richiami a miyazaki si possono trovare nella singolarità dei protagonisti. è anche vero, però, che il rapporto fra figlio e padre, discepolo e maestro, giovane e anziano, è un tema molto vivo anche nel cinema americano, prima fra tutte la declinazione eastwoodiana. nella versione occidentale solitamente si tratta di uno scambio vantaggioso per entrambi, che porta alla maturazione del giovane e al risveglio psicofisico dell’anziano. in howl la vecchiaia è transitoria e magica, ed il rapporto fra i protagonisti è sentimentale.

  9. questo pixar è un altro capolavoro… ma il mio preferito -IN ASSOLUTO- rimane Toy Story (al di la’ di ogni altra inimmaginabile questione critica)…

    a presto!!!

  10. Eh, ma non si può vedere "Up" in quel modo lì, è violenza pura… per te e per il film. Ci sono film talmente insulsi che con una deformazione del genere possono diventare esperienze persino più interessanti. Ma questo no, "Up" non meritava questa triste sorte. Davvero era proprio così deformato? Mi auguro di no. ^^
    Saluti

  11. Io ho visto così deformati "Il ritorno del Re" e, più recentemente, "Two lovers". Naturalmente mi sono piaciuti così tanto che sono subito tornato a rivederli in sala, stavolta in una fila più comoda, a distanza di qualche giorno…

    Christian

  12. Anche questa volta, ahimé, mi tocca concordare al 100% con quanto hai scritto. Anche sul 3D con quei discutibili occhialini… spero che anche Cameron ci lasci la possibilità di scegliere.
    Visto che nessuno l’ha fatto, vorrei ricordare la trovata geniale di dare al cattivone di turno (il dobermann) la voce sintetica più ridicola che si poteva immaginare…. ahahah

    Lorenzo

  13. ciao vision. quanta gioventù, quando uscì toy story. e quanto è spietatamente allusiva la pixar, a fare oggi film cogli ottantenni. a parte gli ischerzi, allora sarai contento che il prossimo giro tocca a toy story 3.

    ciao pick. ho un po’ esagerato, nelle proporzioni, però effettivamente abbiamo sperimentato un punto di vista estremo, confinati in un’appendice tutta nostra. più che un luogo del cinema, un luogo dell’anima. de li mortacci loro, direi se fossi romano.

    buongiorno mister christian. in verità non rivedo molto spesso film al cinema. anzi, credo di averlo fatto solo due volte, con eyes wide shut e che ora è laggiù. la revisione sarà in dvd, sul divano, fra adulti consenzienti, senza occhialini, magari una birretta, insomma una cosa fatta per bene.

    compare lorenzo, io non capisco come tu riesca a credere di poter concordare con me per una percentuale anche minimamente inferiore al 100. con cameron temo ci aspettino tipo 3 ore di occhialini. credo voglia rivoluzionare la concezione e la visione del cienema rendendoci tutti gravemente ipovedenti.
    molto divertente il cane. il doppiatore deve essersi strafatto di elio. che fra i gas di origine non organica è nettamente quello più spassoso.

  14. io non sono un grande sostenitore del 3d, per varie ragioni
    seguirò dunque il tuo consiglio, l’ho visto in 2d e non replicherò la visione in 3d…
    ci puoi giurare, che l’elio è spassoso :)

  15. meglio "fronte" reazionario contro il 3d. "movimento" richiede troppe energie.

    ciao agnese, benvenuta. il sicuro affuturato (da una vignetta di andrea pazienza), in verità non sono sicuro sia una cosa vantaggiosa.

  16. Devo ammettere che il corto iniziale per quanto carino non regge al confronto con le perle passate. Per quanto riguarda Up non sono d’accordo: per me, pur nel racconto tradizionale, svetta tranquillmente insieme a Wall*E e Ratatouille. Tre diversi capolavori, tre diversi approcci. Sta anche in questo la grande maestria di casa-Pixar.

  17. a me il corto del mago e il coniglio (era quello con wall-e, giusto?) m’è parso un po’ confusionario. questo è molto carino ed in più in tema con l’argomento aereo.
    se la maestria maturata dalla pixar fosse fare solo capolavori, allora sarebbe davvero magggica. e forse anche un po’ noiosa. credo che wall-e osi davvero tanto di più, e sia riuscito a vincere tutte le sue scommesse.

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