Serialmente

Si dice ormai da tempo che le serie televisive siano spesso più curate dei film da cinema. È sicuramente vero che i nuovi telefilm hanno più pretese: sono ancora grossi meccanismi d’intrattenimento, ma ognuno cerca uno stile specifico, molti rincorrono scene registicamente originali, alcuni si impegnano in sceneggiature complesse con radicali cambi di registro e sforzi inventivi autentici.

Prima di scrivere quelle due parole sulle serie attualmente in masticazione, un paio di anime già digeriti, che mi sono piaciuti anche parecchio.

Ergo ProxyErgo Proxy, Shukō Murase 2006, è un’anime di fantascienza in 23 episodi. È una di quelle cose complicate a base di cyborg che discettano sulla propria coscienza, memorie che spariscono, immortalità dubbie, regimi teocratici,  amori e apocalissi. In alcuni temi ricorda Last Exile, anche se ha un andamento più cupo e un animo più speculativo. Molte delle puntate di Ergo Proxy hanno origine onirica, il che permette di giocare sulla confusione dei piani e sul riferimento a generi diversi, a seconda del personaggio e dalle circostanze da cui nascono i sogni. Ci sono episodi più strettamente sci-fi, altri che s’ispirano all’horror classico, o al minimalismo paranoico, alle fiabe, al mondo televisivo, ecc. Denso di rimandi interni ed esterni, non sempre tutto è chiaro; ne raccomandano almeno una seconda visione, ma neanche si può stare sei mesi a vedere solo Ergo Proxy, saltando avanti e indietro per le puntate. Comunque, dove si perde qualche passaggio si può lavorare di fantasia o far finta di niente, l’esperienza vale comunque la pena. (4/5)

Paranoia AgentParanoia Agent è la serie di Satoshi Kon del 2004, in 13 agili puntate. Anche questa una storia abbastanza inquietante e contorta, dove s’indaga, in un mondo sempre meno reale, su un ragazzo sui rollerblade che colpisce con una mazza da baseball le persone disperate e depresse. Detta così, sembra un po’ una cazzata. Invece, come sappiamo, Kon ci sa fare, ed il suo scopo principale è la rappresentazione dell’alienazione del cittadino medio di Tokyo (e del cittadino consumista in generale), l’avvicinarsi a personaggi diversamente esasperati o dediti ad efferatezze. Non mancano alcune puntate deboli, che all’interno di una serie così breve si sarebbero potute evitare, e anche la soluzione finale è forse discutibile, nel cercare una logica e una concretezza che mette in discussione l’assurdità ricercata fino a quel momento, ma nel complesso è un lavoro particolare ed efficace. (3,5/5)

Andiamo alle serie vere e proprie, quelle che impazzano nel nostro occidente bisognoso di svago. Quasi tutte nuove di pacca.

Bored to DeathBored to Death è una cosa che in teoria dovrebbe piacermi parecchio. Ha un tono un po’ freddo, un andamento un po’ snob, e parla di Jason Schwartzman che fa lo scrittore o il detective con uguale mancanza di consapevolezza. E nel terzo episodio c’è un reiterato cameo di Jarmusch, che interpreta se stesso. Questo episodio lo conservo, e vedere Jim è sempre bello, però il tutto è molto meno interessante di quanto dovrebbe. Forse troppo meta meta. Forse Schwartzman a vederselo sempre davanti che fa il Woody Allen, stanca. Forse questo telefilm ispira troppi forse. (2,5/5)

Mad Men. L’inizio della terza serie è folgorante. Molto sottile, molto psicologica. Adesso sta tornando un po’ indietro. (3,5/5)

Alla Fine Arriva Mamma. So che esiste da parecchio, io lo vedo adesso. Pubblicizzato come il nuovo Friends, l’accostamento ci sta tutto. Una puntata ottima più o meno ogni cinque non malaccio, e la struttura di base è così Accidentally on Purposefissa che non riesco a immaginare come possano proporla per cinque stagioni. Forse semplicemente ricorrendo alla mancanza di scrupoli. Comunque, sono quelle cose autoconclusive anni ’90, con battute umane e divertenti, che se cerchi qualcosa di leggero è di certo la formula migliore. (3,5/5)

Stessa strada battuta da Accidentally on Purpose, con Jenna Elfman critica cinematografica (ma non è che questo dettaglio sia molto sfruttato) ingravidata da un tizio più giovane. Il lavoro migliore lo fanno i personaggi secondari. (3/5)

Glee. Sul coro di un liceo americano. Tanti personaggi, molti ben fatti, si segue molto la storia, che non teme la riproposizione di cliché, si sorride, la qualità della puntata dipende principalmente da quella delle performance interne di canto e ballo. (3,5/5)

Big Bang Theory. La vita di due nerd ossessionati dalle risate finte che scoppiano automaticamente ogni quattro secondi. (2/5)

Flash ForwardFlash Forward. Pubblicizzato come il telefilm che impedirà il suicidio agli orfani di Lost, andando così in aperto conflitto con le più avvedute teorie darwiniste. Tutto il mondo sviene per 2 minuti e diciassette secondi, con inevitabili catastrofi annesse (aerei che si schiantano, uova pensate alla coque che passano irrimediabilmente a sode, e cose così), e durante il black out ciascuno ha la propria esperienza di quel che starà facendo sei mesi dopo, per quei due minuti e rotti. In realtà, se l’Uomo si vedesse in una determinata porzione di futuro e poi dovesse aspettare l’arrivo della stessa, tre quarti della popolazione mondiale avrebbe dovuto scoprirsi a fare ciao mamma, molti a guardarsi nervosamente le punte delle scarpe aspettando che il momento finisca, un nutrito gruppo per l’occasione si farebbe trovare vestito da Neo di Matrix per fare il figo. Paradossi a parte, anche se il meccanismo non è ancora chiaro, Flash Forward sembra meno ingessato di quanto facesse temere. (3,5/5)
 

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41 thoughts on “Serialmente

  1.   "Ergo Proxy" e "Paranoia Agent" sono certamente due delle migliori serie animate in circolazione… la prima devo ancora vederla, ma la seconda del grande Kon l’ho vista e rivista: paranoica al massimo e "stupefacente"…

    Vision

  2. Paranoia agent la voglio vedere ormai da tempo, ma trovo sempre la scusa per rinviarla. Mi dovrò dare una smossa.
    Di Big Bang Theory ne ho sentito parlare molto bene ma solo della versione sottotitolata perchè quella doppiata ne ho letto peste e corna.
    Tu come l’hai vista?
    Ciao

  3. Dissento su Bored to death che mi sta piacendo veramente moltissimo. E’ divertente, intelligente, sofisticato, raffinato, ben musicato, ben recitato, ben sceneggiato, ben tutto direi.

    Mad men, per me è straordinario, dall’inizio al nono episodio, sin dove sono arrivata io. Devo recuperare il 10 e l’11.

    Flash forward, arrivati al quinto episodio, posso tranquillamente asserire che mi sta facendo cagare. Ma gli do ancora fiducia, sperando che si riprenda…

    The big bang theory, mi fa ridere come una pazza schizofrenica, dunque direi che, siccome lo guardo con questo unico intento, è riuscitissimo.

    How I met your mother non lo segui?

  4. ciao vision. per un appassionato come te ergo proxy è imprescindibile.

    pillole, l’ho visto in italiano, ma le risate ad ogni smorfietta credo siano universali.

    Alessandra, in realtà tutti questi telefilm, a parte forse big bang, sono fatti con una certa cura. però devo essere selettivo, perché non mi va di stare dietro a dieci serie. quindi, sono assolutamente d’accordo con te, bored to death è intelligente, sofisticato, raffinato, ecc., ma non mi spinge a vederne una puntata nuova, quindi ho rallentato.
    con mad men ho dei vecchi attriti. a volte lo trovo geniale, altre ripetitivo e furbetto. rendiamoci conto che sta mettendo in scena esattamente la prima storia della prima serie. poi, a volte ho l’impressione che la ricostruzione dell’america anni ’60 sia forzata come quella di roma, che si vede in una puntataccia che sguazza nei luoghi comuni.
    how i met lo seguo in italiano, alla fine arriva mamma. carino, a volte fa davvero ridere. ho visto per sbaglio una puntata della terza serie (sono ancora alla prima), e mi è sembrato anche migliore.

  5. Io ti consiglio vivamente di seguire qualsiasi sit-com in lingua originale (ma anche tutto il resto direi), perchè davvero nel doppiaggio, anche se fatto bene (e ciò avviene raramente come in Scrubs per esempio), si perde veramente più della metà dello spirito originale del telefilm. How I met your mother in lingua originale è veramente irresistibile. The big bang theory spero che tu lo veda già in lungua originale, perchè doppiato è veramente uno scempio.

    Per quanto riguarda Bored to death, io invece non vedo l’ora di vedere il prossimo episodio ogni volta che ne finisco uno, soprattutto dopo l’ultimo che è stato veramente spassosissimo e ha approfondito ulteriormente i tre protagonisti principali che sono veramente esilaranti, oltre che interpretati da tre ottimi attori.

    Per me la ricostruzione storica e sociale di Mad men è straordinaria, tranne qualche passo falso ovviamente come i luogocomunismi romani. E poi riesce sempre ad emozionarmi moltissimo anche con un singolo fotogramma, con una foglia che si muove, con uno sguardo, con una battuta. Oltre al fatto che secondo me è recitato veramente benissimo.

  6. non sono un sostenitore della lingua originale a tutti i costi. se il doppiaggio è decente, preferisco perdermi qualche sfumatura che farmi anticipare le batture dai sottotitoli. big bang l’ho visto doppiato. vorrà dire che quando lo riprenderò proverò con i subs, se mi dite che la differenza è tanta.

    non so quanto sia possibile dire che la ricostruzione di mad men è strordinaria, è l’america e cinquant’anni fa. trovo ci siano molte cose d’effetto, pure troppo d’effetto. ma questa stagione, devo dire, la seguo con maggiore piacere.

  7. il 3.5 a Mad Men grida vendetta!!! :D
    Secondo me è la serie meglio scritta, diretta, recitata, ambientata contemporanea. Precisa sino all’ossessione, narrativamente robusta e con personaggi dai caratteri originalissimi.

  8. ma infatti, cos’avrà in mente questo iosif??? :)
    vero, mezzo punto in più ci poteva stare. ho sempre qualche dubbio, sulla ricostruzione precisa all’ossessione, ma in mad men ci sono dei momenti ottimi, a volte delle intere puntate. è che pensando alle serie, l’istinto è di considerarle nella loro interezza, e tutte hanno un bel po’ di puntate puramente riempitive, specialmente quelle che puntano molto sull’evoluzione dei personaggi e delle vicende, come mad men e lost. facendo il confronto, spesso un 4 palle lo strappa in maniera molto più convinta un anime giapponese, che mediamente gioca su tempi più brevi ed ha più possibilità di stupire visivamente, mentre i telefilm "live", per necessità economiche, sono spesso costretti agli interni e ai primi piani.

  9. Be’ ma Mad men funziona proprio n quel modo. Non tanto cioè sull’azione pura ma proprio sulle minime variazioni nelle vite e negli animi dei personaggi. Trovo che sia scritto in modo divino per il modo in cui fa procedere tutti i fili narrativi dei vari personaggi, per come li intreccia, o li fa camminare paralleli, intessendo fra loro degli accostamenti tematici, episodio dopo episodio.
    sul doppiaggio concordo con Ale55andra. Molti di questi serial doppiati divengono altra cosa (anche, per esempio, il mio gioiellino Dexter). Dirò di più: a me neanche Scrubs piace doppiato. Per certi versi lo trovo terribile. Specie dopo averlo guardato in lingua.

  10. ma, mr. noodles, è proprio quello che ho detto io. mad men, come lost, descrivono "l’evoluzione dei personaggi e delle vicende". questo porta a diluire parecchio la linea narrativa, e allora molte puntate le trovo noiose, quando non irritanti.
    mi rendo conto che la preferenza per la lingua originale sia quasi dovuta, ma, ad esempio, vedo ogni anno scrubs (questo sì un telefilm da 4 palle fisse, che infatti gioca molto sulla singola puntata ed ha, per me, scrittori anche più scafati e che fanno un lavoro più duro di quelli di mad men) prima coi sottotitoli e poi doppiato, e quando sono libero dal leggere i testo torrenziali e finalmente di vedere scrubs, mi sento molto sollevato.

  11. Io vado controcorrente ma FF non mi sta dispiacendo…deve decollare e siamo tutti d’accordo, ma la storia intriga e pone più domande che risposte, utilizzando un canovaccio ormai collaudato. Secondo me vale la pena….

  12. anche io lo sto vedendo con sufficiente soddisfazione. ho il terrore del dilagare degli enigmi, ma al momento reggo.

  13. mi appello al diritto di non rispondere (stamattina mi sento giurista).
    però i primi due sono finiti, e un paio li ho sospesi, e poi è inverno e fa buio presto…
    saluti, compagno martin.

  14. AH! "fa buio presto", se se.  la verità è che albeggia tardi. una vita in ritardo, la potremmo definire. ehi, ho trovato il titolo della mia (interessantissima) autobiografia.

  15. Beh per lo meno In Flash Forward potevano evitare di riciclare il cast di Lost….  capisco il trauma di doversi abituare a volti nuovi, ma riesumare cadaveri dall’isola può mandare l’individuo debole in confusione

  16. prenoto le prime mille copie. e altre mille solo della copertina col titolo.

    ragazzaconfusa, questi qualcosa devono pur fare. comunque di bionde così, nei telefilm, ce n’è una mezza dozzina. ma la serie dev’essere un oggetto nebuloso, i tratti appena distinguibili, non è roba per individui deboli, quelli dovranno accontentarsi di tarkovskij o greenaway.

  17. a proposito dell’accuratezza ricostruttiva di mad men, nell’ultima puntata hanno preparato una squisita pasta con burro, formaggio, panna e peperoncino. una ricetta presa pari pari da little italy. questa fa il paio con il viaggio a roma.

    che poi, sempre nella stessa puntata, vanno in un ristorante francese e il tipo coi capelli bianchi dice con tono sprezzante "ci porti un po’ del suo delizioso vino". ogni volta che l’americano è fuori da un fast food deve necessariamente comportarsi come un quadrumane arricchito che mal digerisce le vezzose buone maniere europee. nei ristoranti francesi danno lezione di pragmatismo, in quelli cinesi e giapponesi deridono il cibo e l’ossequiosità dei musi gialli, in una locanda in messico saranno costretti a sculacciare almeno una dozzina di culi peones, davanti ad un cheeseburger si sentono al sicuro e finalmente ti fanno vedere com’è che deve andare il mondo. che cosa magnifica, la filosofia americana.

  18. Ehilà! Ogni tanto rispunto fuori a inquinarti lo spazio dei commenti, spero non ti spiaccia!
    Vedo che hai fatto un bel post su bella roba che conosco (su paranoia agent a suo tempo feci un post anch’io)…fatta eccezione per "Flash Forward" che è solo "roba che conosco", per "Big Bang Theory" che è roba squallida che ahimè conosco e per "Glee" e "Accidentally on Purpose" e "Mad Men" che è roba che non conosco (ok forse sono meno preparato di quanto pensassi su questo post!)…
    ti lascio comunque un consiglio…riguardo "Alla Fine Arriva Mamma"…non so in che versione l’hai visto, io personalmente ti raccomando di guardarlo in quanto "How I Met You Mother", ovvero in lingua originale, sit com che trovo tra le migliori in circolazione, qualche spanna sopra friends (ma come al solito de gustibus…)…
    Parlando di sit-com più o meno recenti ti consiglierei di buttare un occhio anche a "30 Rock" che quest’anno ha fatto incetta di Emmy e, se non l’hai fatto, alle serie di punta della showtime "dexter" "weeds" e "californication" (non lo dico in quanto tutte stupende, ma in quanto trovo siano visioni più o meno imprescindibili per farsi un’idea dell’attuale panorama televisivo americano)
    …fino a qualche tempo fa stavo apprezzando anche "Reaper" e "My Name Is Earl"…purtroppo hanno cancellato entrambe le serie!
    Tra l’altro tutte queste serie sono un esempio di quanto il doppiaggio, pur essendo una pratica che non appoggio a priori, stia degenerando diventando una cosa sempre più ridicola (su tutte "How I Met You Mother" e "Dexter" sono state veramente massacrate!)…
    Bella!
                                                                                                       -Zenn-

  19. ciao zenn, ci saranno sempre braccia aperte ad accogliere ogni tua sortita.
    sei il primo che condivide la mia scarsa considerazione per big bang.
    incasso nuovamente il consiglio sulla lingua originale. la dura verità, caro compagno, è che dover leggere i sottotitoli ad un telefilm defatigante che stai vedendo alle due di notte, è una rottura di palle. se posso farne a meno, lo farò. con la ragionevole certezza di non perdermi, in questo modo, nessuna interpretazione di macbeth per voce di sir ian mckellen.
    30 rock ha una buona fama, ma ancora non l’ho assaggiato. lo farò. weeds l’ho visto tutto, nonostante dopo la seconda serie diventi una cosa molto diversa e poco bella, dexter ho visto la prima serie, poi mi sono rotto, californication ho visto le prime due puntate ed ho avuto l’impressione, credo ragionevole, di averle praticamente viste tutte.
    quelle cancellate hanno una marcia in più, perché so che finiscono.
    ciao zenn, god bless you.

  20. E’ vero quello che dici tu: Ergo proxy ha un’atmosfera da sogno, onirica, che lascia una malinconia addosso non indifferente. E’ un cartoon introspettivo, meditativo, cogitabondo, lento, e poetico, che va visto assolutamente, ma con attenzione: attenti al momento che scegliete per vederlo, se siete giù di morale o tristi, magari rimandate ad un’altro momento.

    P.s. complimenti per il blog, mi piace molto, passerò di nuovo.

  21. benvenuto testavuota. hai ragione, vidi i primi due episodi  (che fra l’altro, come spesso succede cogli anime, sono più tosti dei successivi. capita spesso che i toni delle serie si raddolciscano un po’, strada facendo) senza essere preparato, e mi depressero così tanto che per un paio di mesi l’ho accantonato. per fortuna ci ho ripensato.
    fra un po’ mi butto su freedom, oav con lo zampone di otomo. chissà che non sia una bella sorpresa.
    ciao, alla prossima.

  22. eh…popsso capire che se non sei abituato è tosta (di mio…ormai non posso che dire che mi fa effettivamente mooooolto più strano vedere roba doppiata) ma personalmente ritengo che How I Met Your Mother e Dexter siano l’esempio di quanto il doppiaggio, al di là dei giudizi di sorta sulla cosa in sè, sia decaduto a livelli assurdi…voglio dire…in "How I Met Your Mother" le voci (tutte dei cartoni animati, e si sente) sono quasi fuori sincro e hanno praticamente ignorato i rumori…sembra di vedere uno di quei programmi di mtv del tipo "paris hilton cerca amiche" e compagnia…in Dexter hanno semplicemente stravolto la natura dei personaggi (ma in una maniera un po’ più decente)…
    Su weeds sono quasi daccordo con te…se non per il fatto che credo sia la quarta la serie di rottura e che ritengo la seconda e la terza le migliori (ma non posso non apprezzare come siano saltati radicalmente e ripetutamente da un genere all’altro nel corso di 5 serie)…per concludere. su "californication" non ti sbagli, il telefilm è alquanto monotono…ha sprazzi di trovate qua e là…la seconda serie assume toni più seri…poi la terza diventa completamente trash se stesso ma in qualche modo sa essere divertente.

    Ah già…è impressionante il successo di big bang theory considerando che è solo:
    "…"faccia schifata si Sheldon-ahahahahah!-….."siamo nerd"-ahahahahahah-…."legge della fisica estratta a caso da un cappello"-ahahahahahah! Rido perchè l’ho capita! ahahahahah! guarda come sono ironico e sofisticato!-…intrecci di routine delle più vecchie sit-com di sempre -ahahahahah! rido perchè ho stabilito che è divertente! ahahahahahahah!-
    BHA!

  23. zenn, in realtà sono decisamente abituato a leggere sottotitoli, un po’ perché vedo parecchi film orientali che non sono reperibili altrimenti, un po’ per scelta, quando ne vale la pena, e poi tutte le anteprime che riguardano buona parte dei telefilm che ho citato. ebbene, continuo a pensare che fra vedere un film e vedere un film e leggere i sottotitoli ci sia una differenza. e non mi convincerete mai che per voi non sia lo stesso, a meno che non conosciate perfettamente l’inglese (e il giapponese e il coreano e il mandarino), e allora tanto di cappello. però stiamo parlando di sottotitoli, quindi credo non sia così. non ingannate voi stessi, e non sparate sul doppiatore. almeno finché non tira fuori i dialetti. o se si stratta del bagaglino che doppia i python. ma lì siamo nel campo crimini contro l’umanità. 
    la serie di weeds in cui lei è ricattata dai capimafia neri ai quali deve restituire dei soldi che non avrebbe mai dovuto dargli, è la terza? nun se pò guarda’.
    ciao compare zenn, buonanotte.

  24. Sulla questione sottotitoli non solo sono d’accordo ma rilancio.
    I sottotitoli sono spesso l’unico modo per vedere un film e in alcuni casi sono la scelta migliore (un film russo in russo mi da sempre brividi particolari).
    D’altra parte è anche vero che la lettura limita un poco la fruizione del film ma anche a questo c’è una soluzione: la seconda visione.
    E questo vale anche in generale, un film meritevole di una "seconda volta" ci rivela un’infinità di particolari e sfumature che ci sfuggono quando siamo concentrati soprattutto allo svolgimento della trama. A volte ci permette anche di rivedere completamente il giudizio.
    Questo mi porta al mio antico dubbio: meglio vedere 10 film mediocri o 10 volte lo stesso film che mi impazzire?
    Saluti anche a te compagno.

  25. E a me spiace ma voi sostenitori del doppiaggio non convincerete mai me sulla questione dei sottotitoli …per quanto mi riguarda non mi infastidiscono, anzi…ponendo poi che si possa perdere qualcosa col sottotitolo, perdo molto di più nel doppiaggio, e non solo per il cambio dei significati,  ma per il cambio (inevitabile quanto imperdonabile) dell’interpretazione; senza contare la scarsa credibilità dei rumori fatti in studio quando si è ormai abituati all’audio orginale! Detto questo sono anche convinto che ora come ora i doppiatori stiano andando peggiorando (esempio, come ti dicevo, quelli delle serie di cui parlavamo), e continuando a guardare roba in lingua originale sono giunto al punto che un filmtelefilm doppiato non me lo vedo per niente fino a qando non ho tra le mani la versione originale perchè mi sembra di perdere tempo! Certo..questione di punti di vista (ma concorderai che, al di là del fatto che non arrivano e che il labiale non si adatta, i film asiatii doppiati sono tra i più inguardabili, è anche una questione legata alla logica troppo differente tra le lingue)…ma quando poi si tratta dell’inglese il sottotitolo è veramente l’ultimo dei miei problemi perchè, per mia fortuna, lo comprendo solitamente a orecchio (e se, purtroppo, per la media delle persone non è così, è proprio per via del fatto che da queste parti il doppiaggio è stato imposto e la gente è sempre stata non abituata alla lingua straniera…non sarà un caso che nel resto d’europa il doppiaggio non è dato così per scontato!).
    Riguardo la terza serie di weeds…bha…in finale non l’ho trovata così inguardabile, la prima piuttosto non mi aveva convinto del tutto (…tra l’altro quella ai tempi la vidi doppiata!)…de gustibusss suppongo!
    Detto questo….buonaser, alla prossima disquisizione!

  26. ok, lascio la mia sui sottotitoli:
    sono decisamente abituata ad usufruirne, e non conto le volte che ho pensato di istituire festività pagane in onore della santa tribù dei traduttori (da quelli di asian world a verzaverde, passando per il non dimenticato mom-santo-subito), che sacrificano nottate, diottrie e attività sociali in nome del libero divertimento in libero web.

    detto questo, mi tocca tuttavia ammettere che, esclusi casi limiti nel bene (la voce di waits) o nel male (il già citato bagaglino, ma anche tutte quelle simpatiche trovate in cui, per dire, ti ritrovi larussa tra i simpson), sono piuttosto felice di vedere un film sentendolo e comprendendolo al tempo stesso. sapessi l’inglese, vedrei tutto la produzione anglosassone in lingua, ma senza sottotitoli. poiché così non è, quando ho a disposizione materiale (ben) doppiato, rendo grazia e ne godo alquanto.

    arrivo ora a un punto che mi preme (sono logorroica, sì): io credo che, specie per quel che riguarda le serie, si sputi sul doppiaggio (una volta conosciuto l’originale) semplicemente perché ci si affeziona al personaggio, e il personaggio è composto dal volto e dalla voce. sentirlo con voce altra è cosa semplicemente odiosa, ma non significa che quella voce sia necessariamente "sbagliata" (per quanto a volte accada, eh, e sospetto che The big bang theory soffra alquanto di questa possibilità).

    per dire, la prima stagione di Lost l’ho vista doppiata, e d è quella che mi ha letteralmente conquistata. Passata ai sottotitoli, mi sono progressivamente abituata ad altre voci, con l’ovvia conseguenza che, ora, sentire Sawyer (uno a caso, eh) con la voce doppiata mi manda ai pazzi. ma non era così all’inizio, e non lo sarebbe stato se, semplicemente,  avessi continuato in italiano.

  27. zenn: ben per te che conosci così bene l’inglese parlato (e sul fatto che diffondere materiale in lingua inglese contribuisca alla conoscenza della stessa, non posso che essere d’accordo, ed è infatti cosa che auspico accada), io leggo abitualmente l’inglese scientifico, ma davvero è un’altra cosa rispetto alla conversazione in un film o in una serie tv. come detto, se avessi tale padronanza ovviamente non mi metterei il problema e vedrei tutto SENZA sottotitoli.

  28. ah, i sottotitoli. pare che in realtà sia scoppiata per colpa loro, la guerra di troia.

    compadre martin, tu mi chiedi:
    " meglio vedere 10 film mediocri o 10 volte lo stesso film che mi impazzire?"
    io ti dico, la tua stima è fin troppo generosa, ma rende comunque evidente come non più di un film ogni dieci sia meritevole di una revisione con sottotitoli; quindi i nostri pensieri, per vie indipendenti, vanno ad incontrarsi. 
    io non vedo dieci volte di fila lo stesso film e, leggendo il tuo blog, direi neanche tu.

    disquisente zenn, francamente saresti ben strano se, pur avendo una così buona comprensione dell’inglese, ti andassi a cercare della roba doppiata in italiano. io l’inglese lo leggo e un po’ lo orecchio, ma non esiste che possa scegliere di vedere uno di questi verbosissimi telefilm in lingua originale.
    poi, io capisco che la posizione pro sottotitoli a tutti i costi sia praticamente inevitabile e destinata alla vittoria, col suo pacchetto filologioco, deontologico e a tratti pure etico, però io ancora mi sento di far notare che esiste nell’uomo un lato pragmatico che a volte mette in luce le falle delle convinzioni comuni. una puntata di telefilm, per quanto possa essere un buon telefilm, mediamente fa poco meno che cagare. how i met your mother, ad esempio, ha qualcosa di carino, ma la roba fuori tono si spreca. è naturale, sono centinaia di puntate, va bene se trovano un paio di battute e poi ci appicicano su il resto dell’episodio. riguardo il non-inglese, ieri ho visto le prime due puntate di freedom (pare davvero bello), con dei sottotitoli dal giapponese fatti un po’ coi piedi (ma per i quali sempre sentitamente ringrazio), piccoli e di colore cangiante, mentre le voci originali erano piazzate sulle bocche che fanno sempre lo stesso movimento e un sacco di scorci fantascientifici mi sfuggivano mentre cercavo di leggere le ultime sillabe in corsivo di un monologo fiume sul destino del motore a scoppio. ecco, avrei fatto volentieri a cambio con una versione doppiata. e ci sarà un motivo se dopo quindici anni di film in lingua nipponica ho imparato solo ogigia=nonnina, mashi mashi per rispondere al telefono e wtashi wa=io. è chiaro che non sono pronto.

    emme, stima ed affetto incondizionato a tutti i maniaci traduttori, a partire da asian world, che fra l’altro è anche l’estensore dei sottotitoli per Tarr.

    ciao a tutti.

  29. Hai ragione accidenti, vedo troppa roba.
    Però a volte mi pento e penso che bello sarebbe rivedermi per la milionesima volta, chessò, Pulp Fiction.
    Poi mi passa e pesco tra le mille cosa ancora da (ri)vedere.
    Ma il dubbio mi rimane perchè la frenesia delude più spesso che no.
    Per il discorso telefilm finisco per essere ancora d’accordo.
    Per quanto possano dire i suoi fautori si tratta quasi tutta di roba spudoratamente commerciale.
    Il che non esclude che in qualche caso siano ben scritti e ben diretti, e in qualche raro caso anche originali.
    Ma rimane il fatto  che stanno disabituando il pubblico al "bello" del cinema. Che a sua volta viene contaminato da questo gioco al ribasso.
    Per capire a cosa mi riferisco puoi leggere qui.

  30. (ma arigato non lo conti perché lo sapevi già, vero? però, dai, abbiamo imparato che una cosa tipo Susuki si pronuncia qualcosa tipo Suske. e da ieri sera sapiamo che la menata della l che è sempre r è, per l’appunto, una menata.)

  31. arigato è roba da turisti giapponesi. però hai ragione, ormai siamo a cavallo. anzi, siamo a 馬. com’è ovvio.

  32. no, pegaso è così: 馬翼. come vedi, e come sai, viene aggiunto un mostrino ad indicare che un cavallo alato non è un animale biologicamente convenzionale.

  33. Per altro il mostrino ha un che di Space invaders.
    Noto che la questione doppiaggio continua ad interessare, dico anche io la mia.
    Quello che dice emmeblog è vero, molti dicono no al doppiaggio perchè le voci dei doppiatori rendono identificabile un personaggio, ma basta seguire 3 o 4 puntate in lingua originale per rendere letteralmente impossibile continuare a vedere una serie doppiata. Ovviamente se non si fosse vista la versione originale magari non sarebbe successo nulla e la serie sarebbe piaciuta comunque ma una volta passato il Rubicone è impossibile tornare indietro.
    Sto facendo un esperimento vedendo a casa alcuni film sottotitolati, mi sto rendendo conto che però i vantaggi del doppiaggio sono molti, primo fra tutti che se si vuole vedere un film alla spensierata senza l’incombenza di leggere i dialoghi è un’alternativa valida.
    Ciao

  34. E per carità….vivo e lascio vivere (quando mi ‘infervoro’ è più per il fatto chese voglio vedermi un film sottotitolato praticamente non esistono chance di vederlo in sala! Stando a Roma ho un 3-4 sale disponibili, (non più di 12 per ognuno dei 3-4 cinema) e mi rendo conto che, vista la situazione, posso reputarmi anche fortunato…
    In ogni caso, al di là delle preferenze casuali…per How I Met Your Mother e per Dexter io continuo a invitarti a riconsiderare l’idea di una (anche solo una) visione in originale…il primo per rendere un po’ più onore al lavoro che c’è dietro (lavoro, certo, basato su "pattern" ripetitivi, che qui spesso vengono rispolverati e messi a nuovo, ma pur sempre ripetitivi…ma questo fa parte della natura delle sit-com, che fanno di altri elementi i loro punti di forza).
    Per quanto riguarda Dexter te lo dico perchè quello lì operato non è solo un cambio di voce, ma un intero cambiamento delle "personalità" di tutto il telefilm che arriva quasi a deviarne il senso (essendo basato largamente proprio sulle personalità)..poi parlando di dexter è anche vero che parli con un fan (dove gli altri idolatrano lost, io sto da quest’altra parte)…ma la differenza c’è, è pesante, e non saresti il primo a cui vedo cambiare idea solo cambiando l lingua in cui lo guarda (certo potresti anche dirmi "no, mi fa cagare punto…ma gli darei una chance fossi in te…magari per più di una puntata)

    E mi sono risoffermato a lungo quando in realtà mi chiedevo solo se, in bored to death, che mi dici di aver scartato quasi subito, hai avuto modo di vedere almeno la puntata con Jim Jarmusch!

  35. pilloledi, non è certo un caso che l’abbiano inventato loro, space invaders. non mi pare un vantaggio da poco, quello che citi in fine intervento, e io solo quello volevo dire.

    zenn, dexter cominciai a vederlo nella sua seconda serie proprio in lingua originale. poi mi accorsi che probabilmente non mi fregava molto di cosa succede in quel telefilm, e allora è lì, fermo all’inizio della seconda serie, immobile nel suo splendido inglese.
    anche riguardo bored to death, sapevo di jarmusch e quindi la terza l’ho vista. a parte il culto personale, la puntata in toto è un po’ una cazzata, se mi perdoni l’aulicismo. non ho ancora visto la quarta.
    ok, la prossima invece di alla fine arriva sarà how i met.

    saluti ebbaci.

  36. non saprei. io credo che la vecchiaia inizi quando si cominciano ad apprezzare le caramelle all’anice. tu come stai messa?

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