Tulpan – la ragazza che non c’era (Sergei Dvortsevoy 2008)

Tulpan racconta la vita dei pastori kazaki, padroni e prigionieri del deserto, mentre cercano moglie (la sfuggente Tulpan, che non ama le orecchie a sventola del protagonista e aspirante marito), affrontano un’inattesa mortalità delle pecore, intonano con voce acuta canti tradizionali, sognano il mare. Tutto è ruvido, nel deserto kazako, la sabbia mossa dal vento in improvvisi mulinelli, che va a insinuarsi nel vello delle pecore, che sicuramente darà maglioni kazaki a loro volta maledettamente ruvidi. L’erba della steppa è sbiadita e pungente, le balle di fieno polverose, e quel che c’è da mangiare è inevitabilmente formaggio di pecora. Non è precisamente un film kazako, Tulpan, quanto piuttosto un film kazako per i festival internazionali, e possibilmente per il mercato estero. Dove può piacere, questa storia senza guizzi che si interroga sbrigativamente sull’opportunità di restare nella steppa o cercare fortuna in città, e si dilunga sui dettagli di una pecora che sgrava, e un agnello a cui va fatta la respirazione bocca a bocca. La scena più forte del film è, per molti, un evento solito e naturale, mentre il regista, bravo a mostrare la sua terra, i suoi colori e le sue piccole vicende,  sa che per noi non è così.

(3,5/5)
 
"Sono Comacchiese di Comacchio""Mangerai le anguille, quindi""Praticamente tutti i giorni" (A. Pazienza).
 

Annunci

8 thoughts on “Tulpan – la ragazza che non c’era (Sergei Dvortsevoy 2008)

  1. Esatto, un film da festival. ^^
    Dieci-quindici anni fa, per questo tipo di cose andavo in sollucchero. Ora non più…

    Ciao
    Christian

  2. hi christian.
    già, ho pensato anche io la stessa cosa. ma magari in quelli un po’ più particolari siamo ancora felici di cascarci.

  3. Ecco a me invece questo tipo di film non ha mai colpito più di tanto, a parte le dovute eccezioni. Trovo questi ammiccamenti fin troppo evidenti e fastidiosi.
    Se poi di questo Tulpan parli così lo eviterò molto volentieri.

  4. ci sono alcune scorciatoie praticate da molti registi, che contribuiscono a fare del "film d’autore" un vero e proprio genere. è come se suonassero degli standard, e se non c’è qualche guizzo particolare l’opera, anche bella a vedersi, finisce per essere poco incisiva. un’impressione del genere me la diede Il Ritorno di Zvyagintsev, del quale, non a caso, non ricordo nient’altro che l’impressione stessa.

  5. Vidi Tulpan appena uscì in talia, ero molto affascinato dalla storia e cercai di convincere praticamente chiunque (da mio padre alla mia ragazza, passando per i miei amici), a vedere questo film. Poi ovviamente andai solo. Una volta uscito dalla sala l’impressione era quella di aver visto un film molto ben fatto, ma non potei fare a meno di penasare: Meno male che non è venuto nessuno, altrimenti me lo avrebbe rinfacciato per tutta la vita.
    Ciao

  6. nel suo campo non credo sia dei più ostici. è anche un po’ ironico, qualcosa succede, dura poco, la gente parla, ci sono il deserto e gli animali. comunque, gli inviti al cinema sono da fare con oculatezza. però con credo che a norma di legge, a biglietto offerto, la tua ragazza non potesse sottrarsi. informati.

  7. Mi sono informato.
    In realtà una legge precisa a tal proposito non c’è. La Cassazione si richiama ad un regolamento ministeriale del 1972, ma in tutte le sentenze dopo gli anni ’90 se da un lato ribadisce che è buona regola di condotta accettare il biglietto offerto dal marito o dal fidanzato (la figura del fidanzato ha rilievo solo con la promessa di matrimonio già ufficializzata), dall’altro si sancisce che nei giorni immediatamente successivi alla visione del film, in caso di mancato gradimento, il fidanzato/marito non goda  di protezione giuridica per i seguenti reati:
    diffamazione, calunnia, lesioni, minacce, violenza privata ed estorsione (ma solo per beni che siano inferiori ad euro 500).
    In fin dei conti, il fatto che quella sera ci fosse RIS non è stato un male.
    Ciao

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.