I Guardiani del Giorno (Timur Bekmambetov 2007)

I guardiani del giornoI Guardiani della Notte, che non m’era dispiaciuto, risale a cinque anni fa, e forse anche questo non ha aiutato nella visione de I Guardiani del Giorno, film a bassissimo tasso di comprensibilità.  C’è una quantità di esseri sovrannaturali divisi in fazioni, bloccati da una tregua, tutti sono un po’ buoni e un po’ cattivi, si conoscono fra loro, fanno cose, vedono gente. Bekmambetov riesce anche qui a costruire alcune scene (non tantissime, per la verità) piuttosto affascinati, per colori e dinamismo: c’è una certa passione per la frantumazione  e i toni plumbei che è da apprezzare; poi, però, ci sono decine di scene in ralenti esasperante, storie e monologhi che trovano una (parziale) giustificazione solo nel finale (una soluzione che, fra l’altro, credo d’aver avvertito come demenziale e semplicistica, rispetto al casino fatto fin lì), ma nelle due ore precedenti è difficile non disinteressarsi al tutto.
 
Qualche colpo di testa Tim lo fa quando manda un’auto a correre verticale sulla parete di un grattacielo, o quando deforma come plastilina le facce prese a pugni, queste sono le cose più vicine all’ironia e al divertimento, mentre, quando Tim si butta sul verbale o sulla gag fisica, è un po’ come stare a vedere un elefante alle prese con l’origami. A questo aggiungi che tutto ruota attorno ad un gessetto che è però il Gesso del Fato, che c’è la finezza di una tizia vestita tutta di rosso con due ciuffi sulla testa a forma di corna (quella della rozzissima locandina, che, se l’avessi vista prima, piuttosto avrei impiegato la serata a mettere i calzini in ordine alfabetico), che viene fatto il primo piano di un cellulare che squilla e il nome che compare è ZAVULON (e non è mai bello quando in un film, ma anche nella vita reale, succede questo), e ti renderai conto che Wanted al confronto era un’opera delicata e raffinata.

(2/5)

Molti Shub e Zuul perirono arrostiti nelle profondità dello Sloar quel giorno giuro a Dio! (L. Tully).

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13 thoughts on “I Guardiani del Giorno (Timur Bekmambetov 2007)

  1. Anch’io avevo visto il primo episodio diversi anni prima, e non me lo ricordavo più (a parte le atmosfere "russe"). Peciò, prima di guardare questo, me lo sono rispolverato. E averli visti di fila mi ha fatto capire meglio come in fondo si tratti di un unico film diviso in due parti, e che alla fine – nonostante l’effettiva complessità della trama – bene o male tutto torna. Certo, rimane uno spettacolone che lascia un po’ il tempo che trova, ma molte trovate "bizzarre" e kitsch mi hanno piacevolmente intrattenuto. Non so se conosci il manga "Le bizzarre avventure di JoJo": ci ho trovato diverse cose in comune.

    Ciao
    Christian

  2. Ma la trilogia termina con I guardiani del pomeriggio?
    La locandina sembra un flyer da discoteca. Spero che almeno la consumazione fosse gratis.
    Ciao

  3. pillole: ci sei quasi, sarà "I guardiani del crepuscolo". E potrebbe essere la mia trilogia realmente incompiuta, dopo aver ceduto al terzo film di Jackson (di cui avevo paurissima, dopo il secondo) e a qualche altro completamento inconsulto che ora mi sfugge.

  4. ciao christian. io non  ho avuto la forza di rivedere il primo, ed in verità non ricordo nemmeno se il protagonista è lo stesso. sì, effettivamente nell’ultima mezz’ora (quasi) tutto quadra, ma questo non toglie che le due ore precedenti passano a raccontare cose che invece ancora non quadrano. cioè, una cosa è far evolvere la storia e portare lo spettatore poco a poco alla conoscenza, un’altra è comportarsi come se lo spettatore sapesse tutto, per poi dargli la chiave di lettura solo alla fine. la seconda costruzione, quando uno dei personaggi si chiama ZAVULON, porta necessariamente alla noia. 
    non conosco il manga, mi informerò, grazie per il consiglio.

    pillole, michela, evviva le trilogie incompiute. e le quadri penta esa epta ecceteralogie che avremo la forza di ignorare.

  5. In realtà questa è la seconda parte di una storia unica, ovvero il primo romanzo della serie.
    E i romanzi sono 4.
    Quindi parlare di trilogia mi pare azzardato, tanto più che il terzo il film per ora è solo annunciato.
    Per questi motivi mi rendo conto che vedersi il secondo capitolo senza avere bene in mente il primo è come vedersi kill bill 2 senza sapere una cippa dell’1.
    Vale a dire buttare 2 ore nel cesso o quasi.
    Detto questo io il secondo ho dovuto vedermelo 2 volte di fila per coglierne le apprezzabilissme sottigliezze (ci sono, ci sono, a dispetto dell’apparente grossolanità) visto che vederlo in russo ne aumenta il fascino esponenzialmente ma ne complica alquanto la comprensione (forse a te no compagno).
    Le mie conclusioni è che il nostro kazako ha stile da vendere e i 2 film riescono a dare linfa nuova a un genere (ri)nato morto e seppellito definitivamente dalla virata figaccion-adolescenziale.
    Poi ognuno è libero di detestarlo questo cinema ma penso che un po’ di originalità occorrerebbe riconoscergliela.

  6. naaa, non m’hai convinto. qualcosa del genere l’avevo pensata per il primo, ma questo è proprio un filmaccio.
    sono sicuro che tu ci hai visto qualcosa in più, anche nella storia, se hai sentito l’esigenza e la voglia di vedere più volte questi film. stavolta non sono stato baciato dalla dea della comprensione, oppure è quella dell’obnubilazione che ha slinguazzato con te.
    ad ogni modo, vedere kill bill 2 senza aver visto l’1, significherebbe comunque aver visto un ottimo film. se i guardiani hanno bisogno di tutta questo tirocinio storico e narrativo, forse cinematograficamente qualcosa non va.
    riguardo la trilogia, ricordo che lessi così al momento dell’uscita del primo, quando fece molta notizia il russo che con pochi soldi aveva azzaccato il film d’azione. se il progetto è poi cambiato, non lo so, non ho controllato.

  7. Ovviamente il paragone con QT non era a livello qualitativo ma solo relativo all’insensatezza di vedere il Due senza avere bene in mente l’Uno.
    Ed è altrettanto ovvio che questo GdG qualche problema di comprensibilità ce l’abbia. Il punto è solo se si ritiene che valga lo sforzo.
    Per te sicuramente no, per me ni, nel senso che qualche merito glielo trovo.
    Ma è inutile discuterne se non so in che lingua l’hai visto.
    Sono i dettagli che fanno la differenza…

  8. in russo, senza sottotitoli. lo parlo correntemente perché sono un mezzosangue russo.
    devo dirtelo, questa menata che adesso tutto dipende dal fatto che hai visto un film in lingua originale o meno, è alquanto snervante. ma quali dettagli? quando fanno uno scambio di corpo per imbastire la fantastica gag della femmina che si tocca le tette e parla con voce da uomo? o quando sono sotto una doccia e si trovano trasportati in un paradiso tropicale che manco la pubblicità del club med? o quando trovano incredibilmente ironico mettere per la strada i poster col faccione di bekmambetov? o quando c’è alla fine il protagonista col parruccone e la tizia con le treccine? o nell’invenzione della pettinatura con le corna? perché tutte queste finezze le hanno lasciate in lingua originale.

    sì, la differenza fra kill bill e i guardiani è assolutamente qualitativa. è esattamente quel che volevo dire, ed è il motivo per cui sarebbe possibile vedere kill bill 2 senza aver visto il primo.

  9. Si lo so che non sopporti più i <i>fondamentalisti</i> della lingua originale ;-)
    Ma sarà che non ne spiaccico una parola ma i film russi in lingua madre mi danno un meraviglioso effetto straniante che mi esaltano la percezione cinematografica.
    Insomma, Tarkovskij non ce la farei proprio a vederlo doppiato, la musicalità dei (pochi) dialoghi fa parte del fascino dei suoi film. E ad occhio e croce non penso che tu sia in disaccordo su questo.
    Diverso è parlare dei mille telefilm americani, rispetto ai quali condivido il tuo stesso fastidio, anche se essendo madrelingua inglese, il problema mi si pone relativamente.
    Sul film del kazako invece nessuno può mettere in dubbio che si tratta di una pellicola volutamente grezza e cazzara ma è il contesto a rendere certe battute divertenti. Vedere sti tamarri alle prese con certe questioni quotidiane (vedi gag sul grande capo che russa) a me diverte.
    Ma sto comunque "difendendo" un film modesto che ritengo non meriti una stroncatura, ma non mi azzardo certo ad esaltarlo più di tanto.
    Direi che è una questione di sfumature.

    Ma parliamo di cose "serie": anche l’ultimo Jarmush (invidia…) l’hai visto in russo?

  10. martin, con tarkovskij sfondi una porta aperta, è uno dei miei preferiti. ed è quel che volevo dire: vedere due volte bekmambetov significa aver visto un film di meno, mentre tarkovskij, e i film dei (pochi) altri autori di questo livello, li si può vedere e rivedere in tutte le lingue e tutte le versioni. puoi vedere stalker in originale e poi rivederlo doppiato per non perderti neanche un fotogramma, leggere il libro e avere voglia di vedero ancora, oppure vedere solaris doppiato in toscanaccio, e poi recuperare la versione estesa e in lingua, rivederla senza mai avere l’impressione di star perdendo un minuto del tuo tempo, o si può aver voglia di ricercare singole scene, perché ognuna ha una sua densità. sono proprio autori e opere di un altro livello, di una diversa qualità ed essenza.

    davvero sei madrelingua inglese? in tal caso la tua non ostentazione di anglicismi che in italia vanno tanto di moda, ti fa grande onore.

    su jarmusch, ti ho inviato un mail, ti è arrivata? l’ho visto in lingua (inglese), ma parlano così poco e così chiaramente che non ho avuto problemi. ci sono tipo 150 righe di battute, a fronte di un kitano che ne ha circa 700 e un film normale che ne recita il doppio…devi vederlo, è splendido, un’esperienza.

  11. Allora. Ti dirò. Mi ha incuriosito parecchio, nonostante il voto. Però vedo che è il secondo di una tetralogia (I guardiani della notte, come dici te, appunto), e allora prima mi devo vedere quello. Però mi intriga anche il libro, che quasi quasi mi leggerei. Ne sai qualcosa del libro? Sai se ne vale la pena?
    P.s. Ci si linka i blog? Io in ogni caso ti linko, il tuo blog mipiace.

  12. al momento sono stati prodotti solo il primo e il secondo, e bekmambetov sembra più preso da proggetti ‘merigani. vedere il primo, comunque, credo valga la pena; poi, se proprio ti entusiasma, buttati anche su questo, che per me è nettamente inferiore. dei libri non ho letto nulla. so che sono dei best seller, costano poco, e contano sulle 500 pagine ciascuno.
    p.s.: certo, t’ho inserito fra i link.
    ciao, alla prossima.

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