2012 (Roland Emmerich 2009)

2012-EmmerichWe Were Warned, Eppure Fummo Avvisati, Tutti. Stavolta le locandine hanno voluto assumersi una funzione nobile e protettiva, pregandoci in tutte lingue di ricordare che Emmerich ci ha già lavorato ai fianchi, con le navi spaziali, l’Egitto, le tigri coi denti a sciabola, i grossi ragni, l’enorme lucertola, le inondazioni, ed è sempre scappato col malloppo, senza dare niente in cambio. È la storia di un cleptomane. Ed è una storia vecchia quanto il cinema, Nous Étions Prévenus! 1896: “Dai, andiamo a vedere L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat” “No, guarda, ho già visto L’uscita dalle Officine Lumière, queste cose non mi sorprendono più” ”Ci ingozziamo di baguette con crema chatilly e paté de fois gras” ”Allora oui, purché i due alimenti siano liberi di mescolarsi”. E così, con un cestello pieno di pop-corn ed m&m’s, in un multisala dall’aria stantia, satura di fonzies e di pensieri intrattenuti,  ci si ritrova ad ignorare gli avvertimenti di un manifesto avveduto.

Si parte dal 2010, e da lì a poco il mondo comincerà a vomitarsi addosso. La colpa è dei neutrini, com’è, del resto, per la maggior parte dei dispiaceri che interessano la vita.
Arriva il 2012, e quel che detesto di Emmerich è che non racconta mai il mondo che finisce, ma la famigliola e le persone che si salvano; non gli importa della città che collassa e dei grattacieli che si accasciano uno sull’altro, ma dell’aeroplanino che ci sguscia attraverso. La fine del mondo è un tema spettacolare ma potenzialmente sconveniente, offre la giusta scenografia ma va minimizzato in modo da essere accessorio al concetto edificante e digestivo della bontà intrinseca alle genti, che nella distruzione scoprono l’istinto e la forza di immolarsi in nome dei propri affetti e ideali. Questo per quanto riguarda i protagonisti, che uno ad uno trovano la redenzione; tutti gli altri, le folle oceaniche, hanno la dignità dei lemming, una massa lontanissima e indistinta che suscita le stesse emozioni del destino di un formicaio. E non fate l’errore d’aspettarvi qualcosa da John Cusack o dai suoi colleghi più prossimi, perché loro parleranno per ore, ma la produzione ha investito nella scrittura quanto serve per una 127 digitale con la gomma a terra. Così sarete lì, ad invocare che la terra si apra e il fuoco bruci e l’acqua sommerga, mentre Presidenti su Presidenti mostreranno la loro umanità e integrità, la bassa manovalanza continuerà stolidamente a svolgere il proprio lavoro anche, letteralmente, con l’acqua alla gola, Woody Harrelson avrà lo sguardo di chi si ostina a negarsi un sano senso di colpa, e famiglie americane troveranno nella tragedia la forza dell’unità e dell’amore.

(2/5)

Nel lungo periodo saremo tutti morti (J. M. Keynes).
 

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17 thoughts on “2012 (Roland Emmerich 2009)

  1. la prossima volta che andiamo a vedere i film idioti fra maschi trasciniamo anche voi femmine. così ti cancelli quella parentesi chiusa dalla faccia.
    >:-/

  2. I Maya non avranno mai i miei soldi!!! Un popolo che ha predetto la fine del mondo e poi non aveva predetto la propria estinzione…tziè!

  3. Eh…e noi coglioni che ogni volta andiamo al cinema. Proprio non riusciamo a cogliere questi avvertimenti eh? Fummo tutti avvisati!!!

  4. banana, forse li hanno messi a tacere…ad ogni modo fai bene, tieni lontani gli euri da emmerich. disintossichiamolo.

    alessandra, fummo!

  5. bè, l’ho scritto all’inizio: ho accompagnato un amico. un film non è una cosa così seria e impegnativa da non poterci andare pur sapendo che è una michiata. è divertente anche sparlaci, dopo. ed è importante portarsi le birre, mentre.

  6. beh, io non gli avrei dato un 2 ma bensì un "cagata pazzesca".

    Gli attori inespressivi, la storia che non regge al di la di qualsiasi surrealità, esagerazioni, banalità incredibilmente ENORMI (la storia dell’arca e l’assurdità dei cinesi che trasportano giraffe appese in elicottero sui ghiacciai mi hanno fatto incazzare), e la frase che ha fatto ridere tutti "il presidente del consiglio è rimasto accanto al suo popolo in preghiera" sono sconvolgenti.
    Mi sono davvero annoiato.

    Molto meglio the day after tomorrow. 

  7. oh mi spiace un casino! ma mica averti detto il finale! averti fatto tornare la voglia di vedere inland empire! questo sì che mi dispiace!!! ;)

  8. ciao memole. vengo a leggere quel ti ha ispirato quel mattacchione di emmerich.

    blues, il film è una cagata, non si discute. sotto le due palle (che è un bel giudizio, il cui significato si sgancia da quello freddamente numerico) scendo solo per la sofferenza fisica e l’impulso alla fuga, e non sono arrivato a questi livelli. il fatto che quella frase faccia tanto ridere (ha fatto ridere anche me) è una cosa di un’amarezza enorme.

    bananafeet, inland è acquisito, è su dvd pronto per tranquille revisioni. sono i conigli che per colpa tua vedrò in versione integrale. ti farò sapere, e nel caso ti presenterò il conto.

  9.  Vorrei avere una delucidazione da tutti quanti voi…nessuno, come me, è andato a vedere il film per gli effetti speciali che c’erano? Cioè, scusatemi tanto, ma mi sembra una cosa stupida andarlo a vedere esclusivamente per la storia (una predizione estremamente ridicola perchè non sostenuta scientificamente!). Comunque per me, graficamente parlando, il voto sarebbe potuto essere decisamente intorno al 4…con il voto sul copione di 2, la media viene a questo punto di 3/5!!
    Sperando di avere una vostra risposta, sebbene il post risale al novembre 2009, un saluto

    Ulisse!

  10. ciao ulisse, benvenuto. da tutti quanti loro non credo che riuscirai ad essere delucidato, ma per quanto mi riguarda posso dirti che non aspettavo altro che vedere il mondo rovesciarsi come un guanto, ma emmerich non ci mette neanche quel che serve per farti sussultare un po’ mentre la terra collassa. non parlo (solo) della storia, ma della mancanza di un po’ di cattiveria e di fantasia. e invece c’è una distruzione vista da lontano, le scene toste durano una manciata di secondi, e poi un sacco di tempo da perdere.

  11.  Grazie della celerissima risposta!! Comunque, da come mi sembra di aver capito, il blog dev’essere il tuo perciò complimenti…notevole!
    Inizierò senz’altro a leggerlo, magari prendendo qualche titolo di film a me sconosciuto e guardarlo!! Buona serata, Ulisse

  12. grazie ulisse. certo, dai un’occhiata, che qualche buon film lo trovi di sicuro. ciao e a presto.

  13. Pingback: Margin Call (J. C. Chandor 2011) | SlowFilm

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