(500) Giorni Insieme (Marc Webb 2009)

500 days of summer - 500 giorni insiemeÈ la storia della lotta strenua e disperata di una giovane donna, Zooey Deschanel, e un giovane uomo, Joseph Gordon-Levitt, per riuscire a costruire una piccola commedia romantica e possibilmente brillante. Il loro più ostinato antagonista è il regista, che ha invece tutta l’intenzione di utilizzare il proprio film come contenitore di variazioni stilistiche, nella personale certezza che per fare un buon quadro sia necessario e sufficiente utilizzare tutti i colori che si hanno a disposizione.

(500) Giorni Insieme è un film che sorprende per come riesca a non funzionare, per la svogliatezza con cui i soliti personaggi, le solite situazioni e i soliti dialoghi, vengono riproposti con una mancanza totale di ritmo e caratterizzazione, in quella che sembra una resa incondizionata alle serie tv che trattano le stesse dinamiche, solitamente con più ispirazione.

Tom e Summer (Sole, nella versione italiana), sono indipendenti, ma non troppo, ascoltano musica indipendente, ma non troppo, hanno una visione del mondo indipendente, ma, fortunatamente, entro i limiti che consentono loro di essere integrati. Sappiamo che Summer ha un fascino particolare, perché di questo ci informa la voce over, mentre Tom, non investito dalla stessa voce di caratteristiche particolari,  ha degli amici bizzarri perché sono pettinati spettinati, e una sorellina ancora più spiazzante, perchè pur essendo minuta e bionda gioca a calcio, e perché parla come un’ultrasessantenne che risponde alla posta del cuore.

Il regista Marc Webb, dal canto suo, ha nel curriculum una lunga lista di videoclip che comincia nel 1997 e arriva fino a questo suo primo lungometraggio, che ha utilizzato come vetrina per tutte le idee e gli stili sperimentati in dieci anni. Quindi in (500) Giorni Insieme ci sono split screen, musical, nouvelle vague e cinema d’essai in generale, interviste ai protagonisti e schede di presentazione sugli stessi, animazioni, frammentazioni temporali, canzoni che sovrastano tutto nei momenti di enfasi, il tutto senza che l’anima musicale e le sperimentazioni registiche possano fare da contrappunto a quella che dovrebbe essere la tensione romantica della storia e dei personaggi, sempre straordinariamente sotto tono o fuori tempo.

Più che un film brutto, un film non-bello, anzi, non-carino, che trasforma in semplici automatismi delle scelte che sarebbero dovute essere espressive.

(2,5/5)

Comodo ma come dire poca soddisfazione (CSI, Forma e Sostanza).

Annunci

22 thoughts on “(500) Giorni Insieme (Marc Webb 2009)

  1. a giudicare da questo film, non lo si sa, io credo, se sia o no una buona attrice. qui fa solo le faccette, ma temo fosse esattamente questa, la recitazione a lei richiesta. in tal senso, è stata ottima.

  2. ciao missv. per la verità non mi sono posto il problema zooey deschanel . come scrive michela, non è da questo film che capiremo se è una buona attrice o meno. credo lei aderisca abbastanza alla descrizione verbale che la voce fuori campo fa del suo personaggio; poi, però, non segue una sceneggiatura che possa realizzare e confermare le promesse. se dovessi trovare il motivo per cui questo film non funziona, sicuramente lo cercherei più nella regia e nella scrittura, che nell’attrice protagonista.

  3. Le citazioni cinefile e televisive a commento del film le trovo una genialata.
    Peccato che dissento su tutta la linea sulla recensione. Ah, ma la bambina ti sembrava minuta? A me sembrava molto ben messa invece…Va bè, a parte quest, io ho apprezzato il film per tutti i motivi per cui tu non  l’hai apprezzato.

  4.  gohyaku nichi no sa-ma.

    ma perché è scritto in giapponese? 
    e comunque gli europei associati alle scritte giapponesi mi hanno sempre fatto un pessimo effetto.

    mei

  5. Probabilmente hai ragione non è un film carino, sotto sotto è c’è un cinismo che quasi disturba, ma a parte questo non condivido quasi nulla di quello che hai scritto.
    La frase che meno di tutte riesco a condividere è quella dove dici che il film " trasforma in semplici automatismi delle scelte che sarebbero dovute essere espressive", forse perchè vengo fresco fresco dall’ennesima (volgarissima) commedia romantica canonica, ma io ho invece visto un film che dove altri mettevano in piedi stanchi automatismi (protagonisti che dapprima si detestano, poi si rispettano, poi si innamorano ma non se lo dicono infine si baciano e trionfa l’amore) qui agisce con grande originalità sia di regia che di sceneggiatura.
    Ciao

  6. ciao ale. una citazione è una citazione, diventa una genialata solo in rarissime occasioni. il verso ai francesi, ad esempio, l’aveva fatto meglio la cortellesi con l’artigiano del ponte, che pure ascoltava carla bruni. per dire che le trasfigurazioni di webb non mi sembrano rivoluzionarie, piuttosto posticce come quasi tutto in questo film.

    ciao mei…hai il dono delle lingue! ho scelto la locandina giapponese perché ci sono gli orridi passerotti disegnati. anzi, nel film ce n’è solo uno, ammiccante, ma disegnato con la sinistra e una biro quasi scarica.

    ciao pillole. ogni tanto bisogna concedersi il piacere d’essere minoranza. anche il cinismo, come tutto il resto, m’è parso solo una simulazione di cinismo. al di là del paragone con altre commedie, che magari si propongono apertamente come canoniche e volgari, qui l’automatismo l’ho trovato nel voler trovare soluzioni "alternative", non sempre ben realizzate e comunque realizzate secondo l’idea comune che si ha del punto di riferimento (il film francese è il luogo comune del film francese, stessa cosa per il musical, la musica indie, ecc…più che citazioni, a me sembrano scoricatoie un po’ furbette), lasciando a se stessa una sceneggiatura che fa alcune scelte non totalmente ovvie (ma comunque lontane dall’essere sorprendenti), senza riuscire a dare loro il minimo spessore o interesse.

  7. ale, a proposito della "ben messa" sorellina, devo dire che chloe moretz continua a non sembrarmi precisamente un centravanti di sfondamento.

    una cosa buona è vagabond dei wolfmother. bella.
     

  8. io devo ancora vederlo ma lei la sopporto poco. Ha sempre quell’espressione da triglia…mah…
    comunque tutti ne parlano bene, alla fine guarderò e verrò a dirti.

  9. Il cinema a me più vicino che proietta questo film è a 50 km, quindi lascio perdere. Anche se un pò di curiosità c’era…

  10. bananafeet, vero, in generale è piaciuto. spero anche a te capiti di vederci un bel film. vedere brutti film è noioso. facce sape’.

    voce over. qui non ce n’è tantissimissima (mi pare), però effettivamente è una scorciatoia che bisognerebbe evitare il più possibile.

    memole, io 100 km per questo film proprio non li consiglio. non credo soffrirà più di tanto, in dvd.

  11. molto interessante quello che hai scritto e mi trovo in sintonia con quanto dici a proposito del film.
    Io ho messo in luce un altro aspetto che per me è importante.
    E cioè che se vuoi giocare con il "ribaltamento dei ruoli", quindi fai del maschio un romantico (e per questo sbeffeggiato dagli amici come poco virile) e di lei quella "cinica" che non crede alle storie lunghe e "ragiona da maschio" (così le dice l’amichetto nerd), e vuole godersi la relazione in modo "libero", allora prosegui fino in fondo.
    Invece si decide di ricondurre lei alla istituzione più forte che c’è, il matrimonio (con tanto di mostra dell’anello di fidanzamento come avrebbe fatto sua madre) e lui, che decide, un po’ meccanicamente di riprendere in mano la matita (supponiamo arrugginita) da architetto, che ricomincia daccapo con una donna che viene presentata come l’opposto della precedente (mora, luna).
    A me pare insomma che il film sia molto tradizionale, per questo scrivo che è finto-indipendente.
    Non ci vedo nulla di originale, persino nel casting (gli amici di lui sono sempre più brutti del protagonista e sempre più nerd, mai nessuno che abbia amici "normali", magari più fighi) e la protagonista femminile è una falsa magra decisamente meno bella di lui, giusto per farci dire che lui in fondo non ha perso molto, anche perchè la nuova ragazza che compare nel finale è molto più bella. Ed è una tipa "in carriera", al contrario di come viene congedata Zooey, che pare destinata al matrimonio e a fare figli.
    In questo senso il film è decisamente "maschile" cioè con un punto di vista pro-Tom.
    Infine, mi piacerebbe che questi film non si arruffianassero il pubblico con la colonna sonora (rettifico: con una serie di brani da mettere sull’i-pod) ma che avessero una partitura, come si usava un tempo. E magari, una sola canzone.
    Ma detta così fa troppo "vecchio" mi rendo conto.

  12. hola souffle. sono d’accordo con quel che dici, e ti ringrazio per il bell’intervento. a proposito della "conversione" finale di zooey, credo volesse anche significare che la tipa è così libera da poter scegliere, in pochi mesi, d’essere l’opposto di quel che diceva di essere. questo mi sembra l’ennesimo passo falso della sceneggiatura, e rende evidente come le caratteristiche dei protagonisti vengano enunciate, ma non costruite attraverso il film. se davvero la figura di zooey fosse stata così affascinate ed anticonformista, se fosse stata indipendente anche solo la metà di quanto ci hanno detto, il cambiamento di vita sarebbe stato una sorpresa, per lo spettatore, forse anche un’incongruenza, invece di questo voltafaccia ci interessa davvero poco, viene accolto giusto con un po’ di antipatia.
    concordo anche sulla colonna sonora: queste compilation di canzoni carine (a me piacciono, di molti di questi gruppi mi ritrovo i dischi, niente in contrario) ormai fanno parte di un arruffianamento standard, che funziona comunque, al di là del valore del film. niente a che vedere, per dire, con l’uso della musica che fa un tarantino. è una questione di qualità. 
    che siamo vecchi è verissimo, nessuno può metterlo in dubbio ;)

  13. Non sono daccordo nemmeno io su quello che hai scritto ma penso che mi contrasterai e mi deriderai perché non faccio parte del tuo club di espertoni. Ascoltali

  14. "daccordo" ah ah.
    spero apprezzerai il mio sforzo rivolto a confermare la tua idea del mondo e del tuo (poco) prossimo.

  15. porcaccia, sono sempre in ritardo in questi dibattiti appassionati…

    ad ogni modo questo "film" non ha molto su cui si possa ragionare,
    trovo il dettaglio, la minuzia e la pazienza con cui iosif l'ha mirabilmente commentato,  qualcosa che rischia di sottendere l'ironia e l'autolesionismo insieme…

    non sono riuscito a vederlo per più di mezzora, di quella mezzora ricordo solo gli sguardi ebeti dei protagonisti, ebete decerebrato di lui, ed ebete aliena di lei.

    ecco, la summa secondo me sta lì, se i due protagonisti stavano muti davanti alla telecamera per due ore l'effetto era uguale e dava più risalto (attoriale) alla totale ontologica assenza di regia e sceneggiatura.

    davide

  16. Pingback: Una valanga di film su cui non posso più scrivere qualcosa di sensato. | SlowFilm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.