en attendandt l’Apocalisse preventiva: The Road (Hillcoat 2009), The Book of Eli (Hughes 2010)

The-Road-HillcoatNon che siano due film da attendere con tanta trepidazione, ma di fronte ad uscite come Jennifer’s Body, Lands of the Lost e New Moon, l’idea del mondo ridotto ad una scatola di sabbia assume un valore positivo, porta con sé la sensazione calda e rassicurante di cui si veste La Giustizia. The Road è un film che, sulla scia di No Country for Old Men, ha subito suscitato numerose aspettative. Che, a quanto si dice, hanno ottime possibilità d’essere disattese. The Proposition, primo lungometraggio di Hillcoat, m’è sembrato così bello che non mi rassegno all’idea diffusa che questa trasposizione di McCarthy sia un tonfo. In effetti il libro trova il suo interesse più nel modo in cui è stato scritto, che nella storia che racconta, ma finché non mi costringerà a meditare vendetta, nel buio puzzolente di una delle mie multisala preferite, concederò il beneficio del dubbio al pelatissimo John. Indovinate? In Italia ancora non si sa, quando vedremo il film.

Ancora scheletri d’alberi e pioggia di cenere in The Book of Eli, dagli autori del sopravvalutato From Hell, 2001, Johnny Depp nella Londra obliqua di fine ‘800 (a proposito di Depp, non ha fatto a tempo di ricordarsi di essere un attore con Public Book-of-EliEnemies, che subito ce lo ritroviamo con cerone e parrucche da Mago Galbusera a fare il cappellaio matto. Alice nel Paese delle Meraviglie, Burton, Depp. Un tris imprevedibile quanto lo 000 come combinazione per la valigia). I fratelli Hughes sono devoti a quel nero patinato che poco sopporto, ma nella parte di engineer, cioè la stessa di Mystery Men, c’è Tom Waits.

Book-of-EliNon ho idea di come possa essere un film dei fratelli Hughes con Denzel Washington che picchia Gary Oldman in mezzo al deserto. Messa così non suona benissimo, lo ammetto. L’impostazione, rispetto al dolore che ha dovuto trattare Hillcoat, sembra essere più cazzona: se l’apocalisse non è una cosa seria, il post- è tipicamente materia da fumettone. E tale sembra voler essere The Book of Eli, che s’è fatto le locandine disegnate (neanche troppo belle, per il comic-con) e ha una prima parte animata. Di questo, sappiamo anche quando esce, il 5 febbraio e chissà se Denzel e Viggo si incontreranno. Ma soprattutto, chi se ne frega? È domenica, per il mondo il post week end è già troppo da sopportare. Andate a letto presto.
 

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3 thoughts on “en attendandt l’Apocalisse preventiva: The Road (Hillcoat 2009), The Book of Eli (Hughes 2010)

  1. Et voilà, sondaggio servito. Che fatica trovare qualcosa di decente (e infatti non m’è venuto qualcosa di decente, ah ah ah)

  2.  di The Road ho letto il libro. e mi rifiuto di vedere il film perché so che rovinerebbe l’idea che ho in mente. però gli attori mi sembravano molto adatti, e anche il trailer non mi pareva male.

    il libro spiazza. ti scuoia e ti annichilisce. non so se lo consiglierei, io ci sono stata male per un bel po’. 

    mei

  3. anche a me il libro è piaciuto, e hillcoat mi sembreva potesse fare un buon lavoro. sarà che sono annichilito di base, ma il film di certo lo vedrò.

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