YatterMan / YattaMan (Takashi Miike 2009)

Yatterman-YattamanCi sono alcuni elementi  sorprendenti, legati all’esistenza di Yatterman, che sono poi altrettante conferme al fatto che il Giappone, visto da qui, continua ad essere un luogo dove avvengono cose strane. Ed è per questo che ci piace. Il primo elemento è che a dirigere la trasposizione del popolare cartone animato, destinata a grandi e piccini (piccini giapponesi, qui credo che scene come quella dell’orgasmo esplosivo fra il robot-cane e il robot-donna popputa non farebbero saltare di gioia le mamme dei bambini italiani), sia il regista  di una delle più alte vette di efferatezza raggiunte in un film commerciabile: il seminale, in tutti i sensi, Ichi the Killer. Nonché l’ideatore delle deliziose cerbottane da vagina, ma, è vero, anche della poesia di Bird People in China, che non è però paragonabile, come sforzo produttivo. Il che ci porta al secondo elemento, cioè l’innegabile cura e profusione di mezzi impiegati nella realizzazione di Yatterman che, al di là di ogni altro giudizio critico, è indubitabilmente un’idiozia. Infine, a chiudere il cerchio, c’è che questo esperimento bizzarro nel Paese d’origine pare l’abbiano visto più o meno tutti.

Yatterman ricalca tutti i passaggi obbligati dell’anime, riproduce nei dettagli i protagonisti, ma vedere le loro spudorate assurdità nei colori sgargianti di Miike, i ridicoli balletti fatti da esseri umani, i robottoni riprodotti in solida plastica luccicante, sono cose che, dopo i primi minuti di sgomento, divertono. Da un punto di vista visivo, il regista crea un mondo gioiosamente (nip)pop che non ha niente da invidiare ad altre produzioni più serie o seriose, mentre da quello narrativo, dato dalla mera giustapposizione della trama standard di una manciata di puntate, il ritmo e soprattutto l’inventiva che si trova nei numerosi scontri permette che il tutto sia sempre quantomeno potabile. Rispetto all’anime, quindi, Yatterman non si evolve, ma il vestito di Miike lo rende parecchio più bello.

(3,5/5)
 

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12 thoughts on “YatterMan / YattaMan (Takashi Miike 2009)

  1. Bird people in China, che gran cosa.
    e comunque sì, alla fin fine mi è piaciuto, ‘sto assurdo baraccone con balletti chiaramente da imparare.

  2. Hai ragione, ma spesso ho l’impressione che il trash, o il kitsch se preferisci, orientale acquisti da noi un’aura che in patria non ha.
    Mi immagino che certe vanzinate in oriente siano venerate da un ristretto gruppo di cultori che si gasano tra loro all’idea di essere gli unici ad aver messo le mani su certe "perle".
    Poi per fortuna mi sveglio…

  3. L’ho visto e non mi è piaciuto per niente. Concordo su gran parte delle cose che hai scritto, ma io dopo i primi minuti di sgomento mi sono annoiato alla grande.
    La definizione di nip(pop) la trovo decisamente geniale.
    Ciao

  4. martin, posso anche condividere l’aggettivo trash, anche se qui declinato in un modo molto sui generis (molte trashate e assurdità sono così peculiari al senso dell’umorismo nipponico, che da noi sembrano spazzatura, lì sono d’ordinanza, e quindi non trash), ma vanzinate non direi. i film a cui ti riferisci sono di una totale povertà, concettuale e visiva, e non credo che il film di miike versi in queste condizioni, specialmente dal punto di vista estetico.
    in patria yatterman ha avuto un gran successo commerciale, e credo che tale sia: un buon film commerciale.

    pillole, il rifiuto è legittimo. magari ti troverai a rivalutarlo in un momento di profonda demenzialità. io ne attraverso in continuazione.

  5. Ciao. Innanzitutto complimenti per il blog.
    Io adoro Miike, ho recensito alcuni suoi film.Stavolta però non è andata benissimo, e neppure per quanto riguarda la trama che al contrario di quello che dici te, non è una mera giustapposizione. Al contrario vengono inseriti aneddoti e risvolti nuovi, che secondo me peggiorano solamente la situazione di una trama di per se insulsa. Per tutto il resto invece è vero quello che dici (bello il nip-pop), è una girandola di colori, e va assolutamente visto, ma con la consapevolezza che non si sta guardando il vero miike.
    Io ne parlo qui
    http://testadicinema.splinder.com/post/21732041/Yattaman

  6. ciao testavuota, benvenuto.
    yatterman non è un capolavoro, ma devo dire che anche da parte di miike ho visto di peggio. riguardo la trama, anche se non si tratta della replica di episodi specifici, effettivamente c’è uno schema, che è quello base delle puntate, che viene ripetuto fino ad esaurimento del tempo disponibile. ci sono alcuni accenti sui rapporti interni ai due gruppi, ma non portano a cambiamenti definitivi degli equilibri, e senza neanche questi accorgimenti non ci sarebbe stato nessun filo conduttore.
    io credo che il vero miike sia anche questo, così come il vero kitano è anche takeshis’.
    ad ogni modo, verrò certamente a leggere la tua.
    ciao, alla prossima.

  7. è una delle mattacchionate di miike. è in fudoh, che non dovrebbe essere male, anche se ricordo solo questo simpatico dettaglio.

  8. Pingback: Pacific Rim (Guillermo Del Toro 2013) | SlowFilm

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