L’Uomo che fissa le Capre (Grant Heslov 2009)

The Men who stare at GoatsL’Uomo che fissa le Capre ha un primo tempo nobile ed efficace, con delle incursioni negli anni ’70 e il Vietnam che si possono leggere come un sequel apocrifo di Paura e Delirio a Las Vegas, così come la storia scritta da Jon Ronson può ricordare il gonzo journalism di Hunter Thompson. Certo, il tono è più apertamente comico, e la mancanza d’identità fra protagonista ed autore ci priva di gran parte dell’autenticità e dell’amarezza; rimane, però, un efficace sarcasmo verso l’autorità, un genuino amore per l’assurdo e un richiamo al tempo stesso malinconico e dissacrante degli ideali hippy. 
 
Geff Bridges è monumentale, George Clooney è ormai un professionista nel demolire il personaggio  costruito nella prima parte delle sua carriera, per realizzare la seconda, Ewan McGregor ha l’ottimale physique du role per impersonare il giornalista che affronta i pericoli di Baghdad in un albergo a cinque stelle, figura più volte evocata nelle metacronache contemporanee, ma mai resa in maniera così efficace.
 
Tutto questo in una densissima e a tratti puramente entusiasmante prima parte; poi il film si lascia progressivamente andare, perde un po’ di vista il tono e le intenzioni, e nel finale non riesce ad essere alla sua altezza, privandoci di un possibile oggetto di culto, per parcheggiarsi nel pur non affollatissimo settore dedicato ai bei film.
(3,5/5)
Annunci

7 thoughts on “L’Uomo che fissa le Capre (Grant Heslov 2009)

  1. Io l’ho trovato piacevole, puro intrattenimento senza pretese. Oh josif, mi sto cimentando anche io nel recensire film, sempre con piglio sarcastico, ovviamente. Fin’ora son riuscito a farmi insultare su Wikio per una recensione de "il quarto tipo", mi sembra un buon risultato!
    L’offerta di scrivere qualcosa da guest blogger su Drink! è sempre valida eh!
    ciao!

  2. Ciao Emix! su wikio? non puoi farti insultare in un posto più comodo da raggiungere? comunque, sono contento che abbia rimesso mano al blog.
    ciao compadre.

  3. Eh si, un bel film che però si ferma lì. Poteva essere molto di più, ma tutto sommato non ci si può lamentare.

  4. Secondo me si sfilaccia troppo e finisce col nn aver più senso. Il ricercato senso del ridicolo diventa lentamente del film, e involontario. Molti grandi attori, bravissimi, ma sprecati secondo me. Un po’ di noia arriva pure… anche perché non si capisce dove voglia andare a parare il film e quale tono scelga in particolare.

  5. ale, noodles, per me i primi 40 minuti sono eccezionali. poi diventa un film normale, ma, come direbbero i delfini, grazie per tutto il pesce.

  6. il…"pesce"?…non era "mi piace, grazie per tutto il pesce"? vabbè comunque se vi capita di poterlo scaricare segnalo "un prophete", filmetto francese non male girato in un carcere.

    Ode a te, Peppus

    Pa

  7. ciao Pa. non ho capito bene la cosa sul ringraziamento e il pesce, ad ogni modo i miei erano i delfini di douglas adams.
    prophete, me lo segno.
    saluti paolone.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...