Paranormal Activity (Oren Peli 2007), Codice: Genesi – The Book of Eli (Albert Hughes, Allen Hughes 2010)

Paranormal-ActivityL’unico modo per vedere Paranormal Activity, è non saperne assolutamente niente. Neanche informarsi se è bello o brutto, rimanere al dato folkloristico di Spielberg che si caca sotto tanto da interromperne la visione (pare sarà anche la frase di lancio sul retro del dvd “il film che ha fatto cacare sotto Spielberg”). L’avvertimento è dovuto perché, pur non andando a citare nessuno dei tre possibili finali, l’unica cosa che c’è da sapere, e che si capisce dopo i primi dieci minuti, quando si forma in te l’amara consapevolezza d’essere caduto in una cinica trappola, è che il film stesso non esiste, che prima dei 40 secondi di chiusura non succede assolutamente nulla. Il che porta il cacarsi sotto di Spielberg ad essere pura purissima truffa, raggiro, inganno, millantata evacuazione intestinale, a meno che non si sia abboffato di cozze infette e ne abbia risentito durante la visione, ma allora devi dirlo.  Un budget stimato di 15mila dollari, speso nella scena in cui i due tizi buttano per terra del borotalco, dove hanno usato per sbaglio la coca di qualcuno. Inevitabile il paragone con Blair Witch Project, film del cazzo, che al confronto con Paranormal Activity assume una complessità psicologica degna di Book-of-EliBergman e una spregiudicatezza visiva che ricorda Lynch. Blair Witch almeno giocò con la paura del buio, mentre questo film di Oren-Quelli Che Ho In Tasca Sono Soldi Rubati Assieme Al Mio Complice Steven-Peli mostra una casetta borghese in pieno giorno o perfettamente illuminata per una settantina di minuti, una visione spossante anche per il più scafato agente immobiliare o rappresentante di parquet. Basta, basta così.
 
The Book of Eli parla ancora di Mondo finito, superstiti cattivi, deserti grigi e alberi magri, ma lo fa molto più da fumettone. Non un gran fumettone, comunque. Anche se in maniera (decisamente) meno sbilanciata, anche qui si tratta di un film che punta molto sul colpo di scena finale. Tutto quel che viene prima, pur avendo i suoi momenti, con Denzel Washington che è meglio che non lo fai incazzare, si avvicina molto spesso alla perdita di tempo. Qualora ci fosse qualcun altro per cui la sua presenza rappresenta il maggior motivo di interesse, Tom Waits, come prevedibile, fa davvero poco. Anzi, per la precisione fa questo, che va sentito con la sua voce, sennò che senso ha?
Paranormal Activity: 1,5/5

Book of Eli: 3/5
 

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11 thoughts on “Paranormal Activity (Oren Peli 2007), Codice: Genesi – The Book of Eli (Albert Hughes, Allen Hughes 2010)

  1. Ahahahahah grandiosa recensione!
    Il resoconto coincide quasi completamente con le mie intuizioni. Ciò che non mi torna è il perché sei andato a vederlo…
    Ho sempre avuto il sommesso timore che tu avessi un debole per le altrui evacuazioni…

    Detto questo, e allontanate dalla mente atroci immagini di vecchi ebrei canuti che cacano, ti suggerisco di smettere di spendere i tuoi soldi per queste cacate (quando è il caso di dirlo!) e invece vatti a vedere Amabili Resti che sono curioso di sapere cosa ne pensi.

    LOR

  2. ciao mr. lorenzo, sento di doverti rassicurare dicendoti che almeno non ho pagato, non lo avrei mai fatto. ecco, anche di amabili resti ho letto parecchie cose brutte, a cominciare dal paragone di default con al di là dei sogni, che di certo non è un complimento. e già il jackson di creature del cielo, che come impostazione necrofilo/cromatica mi sembra simile, non mi fece impazzire. però, se me lo segnali, ci faccio un pensiero.

  3. Attenzione, non ho espresso giudizi!
    A me non ha entusiasmato, anche se ho trovato quantomeno interessante il tentativo di raccontare gli ipotetici, irraccontabili, luoghi della mente che separano il mondo dei vivi da quello dei morti.
    Al di là delle nuvole non l’ho visto.
    Creature del cielo sì, e infatti ci assomiglia. Qui ci sono più effetti visivi a gaso.
    Le sequenze oniriche con quella fotografia in HDR mi hanno lasciato un po’ perplesso.
    Ma sto spoilerando troppo.

    Di certo è meglio di Paranormal Activity.

    P.S. aggiusta il link di Book of Eli con Tom Waits

  4. ops, clip sbagliata. grazie per la segnalazione.

    non t’ha manco entusiasmato, a te, uomo notoriamente dalle facili emozioni (scusa, ma ogni tanto devo punzecchiarti anche io…e poi t’è piaciuto juno…)! e allora non lo so, se ci faccio un pensiero. 

  5. Adesso prendo quello che hai scritto su Paranormal activity me lo stampo in più copie e lo porto in giro da tutti quelli che mi stanno dicendo che si sono cagati sotto peggio di Spielberg. Poi un’altra copia me la incornicio e me la tengo sulla scrivania come promemoria per smettere di farmi fregare ogni volta da sti film che fanno schifo già prima che li vai a vedere…

  6. ciao ale, se penso al successo di pubblico che ha questo interno vuoto, e poi film tipo di lynch, greenaway, kitano vengono considerati noiosi, il tutto assume una dimensione grottesca.

  7. ahahahah paranormal acrivity
    ahahahahaha oh santi gnomi.

    attendo con ansia la tua recensione di amabili resti, comunque. qualcuno mi parlò del libro e già lì inorridii; non oso immaginare la trasposizione cinematografica (si dice così?) :D

    mei

  8. ciao mei. a quanto ho capito ti tieni saggiamente alla larga da questa roba. io invece ho cozzato anche contro amabili resti, santi gnomi : )

  9. Grazie per il sacrificio che hai fatto andando a vedere Amabili Resti… in realtà speravo tu potessi trovarci qualcosa in più, qualche aspetto interessante che mi era sfuggito. Invece a te è piaciuto anche meno di me. Ok.

    Invece ieri sera ho visto Book of Eli, e ti dirò che mi ha soddisfatto. Me lo aspettavo molto più fumettone… Invece a parte alcune leggerezze qua e là, e il finale che non finiva, i fratelli Hughes sono riusciti a metterci dentro abbastanza contenuto per dare più senso alle spettacolari scenografie. Io adoro quegli scenari, e sono entrato pagando il biglietto solo per vedere quelli… invece ops, mi sono ritrovato davanti anche un film decente.

    La frase migliore: "è l'unica copia rimasta… dopo la guerra, li hanno bruciati tutti… pare sia iniziato tutto proprio a causa di questi libri…"

    LOR

  10. ciao lor, ci ho trovato parecchie cose in lovely bones, il problema è che per la maggior parte non sono cose belle.

    book of eli, non saprei, anche a me piacciono i film apocalittici, anche se mi piacevano di più quando ne facevano meno di due a settimana. non mi ha lasciato molto, ma non mi ha neanche lasciato a meditare vendetta.

  11. Pingback: Tyrannosaur (Paddy Considine 2011), Chronicle (Josh Trank 2012), 24 Hour Party People (Michael Winterbottom 2002) | SlowFilm

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