Il Profeta (Jacques Audiard 2009)

Il ProfetaLa tendenza (non di rado utilitaristica) del critico, del bravo spettatore, del cinefilo in generale, è di stupirsi delle piccole cose, ricercando e apprezzando i dettagli più della rappresentazione evidente, il particolare rispetto alla sequenza costruita e complessa. Un Profeta ne ha tanti, di dettagli e particolarità. Il volto inedito di Tahar Rahim, il dialetto corso di Neils Arestrup e il suo sguardo feroce e tradito, il rivolo di sangue che gocciola dal mento di chi nasconde una lametta in bocca, lo spalancare la bocca e mostrare la lingua in un controllo all’aeroporto, cedendo all’automatismo appreso durante le perquisizioni carcerarie, e tanti altri. Un Profeta, attraverso questi dettagli, ricostruisce delle vite, ma dietro le stesse non c’è la costruzione di un’impressione unica e coesa, una forza, un’identità emotiva, come quella che nasce nei film di Tsai Ming Liang, Altman, Malick, dal Cimino de I Cancelli del Cielo o Peckinpah di Pat Garrett e Billy the Kid. Autori di opere molto diverse fra loro, ma tutte assumono nel ricordo un’impressione definita, e richiamarle alla memoria significa tornare ad un mondo che ha ospitato noi, così come il suo autore. 
 
Il Profeta, come ripete spesso, lavora solo per se stesso, e Audiard ricostruisce la sua vita scegliendo e accostando dei ritagli di realtà. Inoltre il regista, con critica e amara ironia, descrive nella prigione un percorso formativo, che porta il protagonista Malik, confuso diciannovenne, a diventare un criminale rispettato e temuto. Ancora, le dinamiche interne al sistema carcerario si fanno specchio della società francese; ma in questo, sinceramente, trovo una certa sopravvalutazione dell’incisività e del valore del messaggio, come in alcuni film di Haneke. Il Profeta lavora per sé e per la sua storia, l’arricchisce di riferimenti mistici, talvolta svuotandoli delle loro spiritualità, in altre occasioni restituendogliela, per quanto malconcia. Inquina la sua realtà con la finzione cinematografica, attraverso ralenti e uomini che vivono con la gola squarciata. E, nel complesso, (di)mostra la propria consapevolezza, forse eccessiva, che impedisce di scorgere un’anima imprevista, immediata.

(3,5/5)

Annunci

10 thoughts on “Il Profeta (Jacques Audiard 2009)

  1. Uno dei migliori film del 2009, battuto di un soffio da Haneke a Cannes.Il film vale soprattutto per la regia di Audiard che , cerbiatti e fantasma a parte, è potente e diretta. Non tratta certo temi originalissimi, ma la descrizione della vita nel carcere e la parabola esistenziale di Malik sono raccontati senza mediazioni e moralismi.Missile

  2. per me è dura ultimamente: m'è piaciuto parecchio scorsese e piaciuto solo abbastanza questo audiard.il profeta, infatti, è un film che sono contento d'aver visto. è un bel film, ma non ci vedo i crismi del capolavoro. la regia di audiard è (quasi sempre) sobria, ma non mi sembra poi così potente. molto di quel che rimane impresso (la scena della lametta, in particolar modo), dipende più dall'oggetto che dal modo di rappresentazione. riguardo ai falsi moralismi, anche questo è solo abbastanza vero. mi sembra, invece, si tenda a cadere in meccanismi e mediazioni di altro tipo. [spoiler, da qui] perché il protagonista, in un modo o nell'altro, riesce a non subire mai violenza, la prigione diventa un percorso tutto sommato solo positivo. ancora, apprezzo che non si sia seguita la regola classica, che vuole il gangster necessariamente morto, ma anche la scena finale con la passeggiata e le tre auto progressivamente più grandi di scorta, è un po' forzata nel senso opposto.

  3. Sicuro iosif che non si tratta di capolavoro, su questo siamo d'accordo. La regia però è sapientissima, Audiard si mette in mezzo pochissimo, in alcuni punti sembra quasi un documentario o una cronaca.Vero che alla fine Malik subisce pochi atti di violenza, ma l'aver tramutato un agnello in lupo famelico è di per sè già un bell'atto di violenza assoluta.Percorso positivo? Non saprei, però sicuramente è un percorso che è vincente solo se sai stare dalla parte giusta, con il giusto cinismo.Missile

  4. Non è un capolavoro per me, ma un grandissimo film sì. a me sembra invece che l'accostamento tra il "misticismo" visionario del protagonista e il realismo della vita carceraria si fondano benissimo. specie in quel racconto claustrofobico (di cui son esempi eccellenti e speculari i due omicidi) che pedina il protagonista sia dentro che fuori.

  5. a me è piaciuto anche se in alcuni momenti è un po' difficile non vederlo come un documentario ma rimanere agganciati alla storia. ho trovato bello il "percorso", se positivo o negativo non l'ho giudicato, lui vince o perde? non mi sembra una domanda che abbia molto senso dipende dalle chiavi di lettura, io mi sono concentrata più sui passaggi del percorso che sono trattati in maniera secondo me molto efficace.roberta

  6. ciao a tutti. specifico che scrivendo "percorso positivo", non volevo esprimere un giudizio morale. molto semplicemente, malik ne esce tutto intero, e da straccione con una banconota nascosta nella scarpa, diventa capoclan. è positivo dal punto di vista del vantaggio personale. per il resto, mi sembra che l'impostazione del regista non sia poi così asettica. la volontà di rappresentare il carcere come scuola di criminalità, mi sembra abbastanza evidente. missile, la violenza di cui viene immediatamente minacciato malik è quella sessuale, che in tutti i prison movie viene indicata come la più odiosa, e solitamente è quella che più colpisce anche il pubblico. malik la evita, ed esce dal carcere certamente cambiato, ma senza grossi traumi. ha imparato 3 lingue, a leggere e scrivere, a gestire traffici di droga, è ricco, e ha pure una famiglia affettuosa pronta ad aspettarlo. il tutto senza grandi minacce all'orizzonte. ripeto, evitando il cliché classico per cui il crimine dev'essere sanzionato ed espiato con la morte, si sceglie una soluzione opposta, ma forse altrettanto poco realistica, legata ad esigenze di scrittura.nood, l'arabo laico e non praticante, che sviluppa un lato "spirituale" attraverso le sue visioni, anche a me è piaciuto. come per il resto, malik impara presto a gestire anche i suoi fantasmi, che finiscono più per fargli compagnia, che ricordargli una colpa. il film di audiard, da questo punto di vista, si configura prima di tutto come uno strano romanzo di formazione, minimizzando gli argomenti e le implicazioni che caratterizzano il contesto e i generi in cui abita.ciao roberta. il percorso è sicuramente l'oggetto principale. è quanto intendevo scrivendo che il film ricostruisce una vita, ne simula la progressione attraverso la ricostruzione di tappe formative. quel che continua a non offrirmi, il profeta, mettendo in scena la sua storia, è uno sguardo che nasca dall'interno, un'identità, una tensione, che rimangano racchiuse nel mondo di malik, non direttamente rivolte allo spettatore, che mi permettano di riconoscere e ricordare il film, e anche di affezionarmici.

  7. anche per me bello, ma non eccezionale.percorso di costruzione di un boss, ma tanti altri così.grandissimi Malik e Luciani, sono loro, e il loro rapporto, l'anima del film, che poi, leggevo un paio di giorni fa in un blog, è anche la storia di un parricidio.

  8. ciao fmmasala. sicuramente i due sono la cosa migliore, eppure malik è sempre assoggettato, cerca da subito l'occasione per il riscatto e non ha incertezze né rimorsi nel metterlo in atto. la forza e l'ambiguità di un rapporto "paterno" non mi sembrano così marcate.

  9. Eh questo film lo devo proprio vedere, continuo a leggerne molto positivamente da qualsiasi parte. Cercherò di recuperarlo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...