Cella 211 (Daniel Monzón 2009); Sunshine Cleaning (Christine Jeffs 2008)

celda-211Poco da dire su due film che, pur molto diversi fra loro ed entrambi commestibili, hanno in comune una certa mancanza di misura.
 
Cella 211, película carceraria di Daniel Monzón, ha una prima parte molto tesa e ben ritmata, una cosa seria. La nuova guardia carceraria Juan Oliver, ancora sconosciuto agli ospiti, si trova nel mezzo di una sommossa e, per mantenersi vivo, si finge un prigioniero. Interrogato da Malamadre, il capo dei rivoltosi, e da questo obbligato a denudarsi davanti a quel paio di centinaia di galeotti infoiati, salva letteralmente il culo perché ha un pene enorme. Più del grosso nero capobanda del gruppo di grossi neri. Juan si guadagna così il rispetto di buona parte del pubblico, il grazioso soprannome “mutanda”, perché non indossa mutande, e un cammino tutto in discesa verso l’inserimento nell’intellighenzia insurrezionale del peni(ahah)tenziario. Dopo una cinquantina di minuti di film ben fatto succedono cose per cui il regista, in evidente dipendenza da colpi di scena costi quel che costi, se ne fotte di qualsiasi plausibilità narrativa e/o psicologica e ne spara una dopo l’altra. Film che non tralascia la denuncia “politica” legata al genere (gestione e funzione delle carceri, rapporti di forza, imprevisti e probabilità) e neanche manca di costruire la storia d’amicizia virile, Cella 211 esagera, quando vuole avercelo anche lui più grosso del nero, e inevitabilmente si sbilancia.
 
sunshine-cleaningSunshine CleaningLittle Miss Sunshine. Sunshine. No, Sunshine, l’ultimo buono di Boyle, non c’entra niente. Little Miss Sunshine sì, il nonno è lo stesso, però era meglio. 
 
Provincia americana, competizione sociale, coppia di sorelle fighe ma complesse e sfortunate mettono su un’impresa di pulizie che si occupa di bonifica delle scene del reato. Quindi smacchiamento di sangue, smaltimento di roba infestata, finanche la cazzata di un anulare lasciato nel lavandino. Ed eccolo qui, anche il limite di Sunshine Cleaning: non riuscire a fermarsi davanti all’evidenza che la polizia difficilmente lascia pezzi di corpo in giro, specialmente se riattaccabili; ma il film di Jeffs ha bisogno di situazioni sopra le righe, necessariamente carine e patetiche, per la verità tutte piuttosto preconfezionate. E allora si urla catarticamente sotto i binari mentre passa un treno, fra le scintille che piovono dalle rotaie, si parla con una radio alla madre in paradiso, e tutta una serie di cartoline indy che, all’interno del genere, pare siano resistibili solo per Baumbach. 

Cella 211: 3/5

Sunshine Cleaning: 2,5/5

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6 thoughts on “Cella 211 (Daniel Monzón 2009); Sunshine Cleaning (Christine Jeffs 2008)

  1. A me "Cella 211" è piaciuto molto, per essere un film di genere è ben costruito e mantiene la tensione fino alla fine. Non avevo notato un calo di plausibilità come sostieni tu…CiaoChristianP.S. Hai visto poi "Visage" a Modena? Io, purtroppo, come temevo non sono riuscito ad andarci, anche perchè non avrei avuto il treno per tornare. Gli orari delle ferrovie dello stato sembrano fatti apposta per incentivare l'uso delle automobili…

  2. hola christian. te ne dico qualcuna che mi ha lasciato perplesso: il fatto che lui s'industri per evitare l'irruzione anche quando non ha motivo per farlo; il mandare il poliziotto fra i rivoltosi e dire alla radio cose per cui è inevitabile che venga linciato; lui che parla davanti a tutti con walkie talkie facendo chiaramente capire che è un infiltrato, e nessuno se caga; la trasformazione radicale del protagonista, come se nella vita non avesse aspettato altro che quell'occasione; cose così.col culo che c'ho, visage è l'unico film che a modena non ha rispettato la programmazione, pare per complicazioni derivanti dagli aerei che non hanno volato. non è ancora stata stabilita la data in cui verrà recuperato, appena so qualcosa ti faccio sapere.

  3. ciao ely. infatti, per la prima metà è un buon film, e nel complesso è assolutamente guardabile.

  4. Ho sentito parlare molto bene di "Cella 211" che prima o poi dovrò vedere.Di "Sunshine cleaning" non sento l'attrazione anche se, ammetto, mi è piaciuto tantissimo quel leggero "Little miss sunshine". Magari in futuro mi vedo pure questo.

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