The Inhabited Island; The Inhabited Island: Fight (Fyodor Bondarchuk 2008-2009)

the-inhabited-islandBoris e Arcadi Strugatzki, autori del libro da cui è tratto Inhabited Island, sono gli scrittori anche di Picnic sul Ciglio della Strada, da cui Tarkovskij ha tratto il bellissimo Stalker. Le due opere non si somigliano molto, e leggendo Picnic, così come Solaris di Lem, si nota come il regista russo li rielabori entrambi radicalmente, fino a farli incontrare sulle incertezze dell’animo umano e sull’impossibilità di conoscere se stessi. Ma questa è un’altra storia.

Gli Strugatzki, invece, non hanno molti dubbi sull’uomo e sui propri personaggi, che generalmente sono del tutto consapevoli delle proprie capacità e finalità. In Picnic e in È difficile essere un Dio (unico altro libro che sono riuscito a trovare, decisamente inferiore al primo, ma estremamente simile a Inhabited Island), gli scrittori sottolineano, anche con una certa ironia, la relatività dell’esistenza e della conoscenza umana. Mettendo l’umanità (o chi ne fa le veci) a contatto con altre intelligenze, si scopre una vita fatta di convenzioni e leggi fragilissime, in un mondo dove la maggior parte delle persone preferirebbe continuare a essere ingannata, piuttosto che dover ritrattare il proprio ruolo. Se l’universo di Tarkovskij si perde ed esaurisce nei dubbi interiori, a Boris e Arcadi basta imporre un punto di vista esterno, per dare il via a una critica soprattutto sociale.

the-inhabited-island-fightPur confinato (al momento) nel mercato dell’Est, Inhabited Island è un kolossal fantascientifico che segue tutte le regole del settore, osservando una costruzione occidentale (o meglio, statunitense) dell’azione, e lasciandosi appena andare, come in altri prodotti simili, a quella proliferazione di nomi e personaggi che accompagna il moltiplicarsi non sempre necessario delle linee dell’intreccio.

Si racconta di Maksim, essere umano perfetto (infallibilmente bello, intelligente, forte e buono), così come saremo tutti fra un paio di secoli, naufrago spaziale su un pianeta dove vige una sorta di oscurantismo medievale coadiuvato da tecnologia all'avanguardia.

Inhabited Island non è una pietra miliare, quanto piuttosto una grossa produzione di certo più attenta agli scontri a fuoco e alle scene ad effetto, che alla speculazione filosofica. Alle avventure del protagonista accompagna una denuncia del controllo della volontà da parte dei media e del potere, che non è, e probabilmente non vuole essere, particolarmente raffinata. Nonostante questo, dal punto di vista narrativo ci sono anche delle idee originali, alcune purtroppo abbandonate molto in fretta, mentre visivamente si tratta di un film sicuramente curato. In Russia come nel resto del mondo, questo genere è ostaggio dell'elaborazione digitale, ma di questo ormai non ci si può sorprendere, e sicuramente non si può dare la colpa a Bondarchuk. Ad ogni modo, la storia mantiene sveglia l’attenzione dello spettatore, e se mi ha spinto a vedere entrambi i film in una sola serata, vorrà dire che Inhabited Island, a modo suo, funziona.  

(3,5/5)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...