Streamers (Robert Altman 1983)

streamers-robert-altmanStreamers segue un altro film d’impianto teatrale, Jimmy Dean, Jimmy Dean, che ha per protagoniste cinque donne; qui, invece, il palcoscenico è tutto al maschile, immerso nel dormitorio di una caserma, a ridosso della partenza per il Vietnam. “Streamers” indica, in gergo, i paracadutisti in caduta libera, per i quali qualcosa non ha funzionato e aspettano di “piantarsi a terra come un coltello”. Anche il film, tratto da una pièce del 1976 del drammaturgo David Rabe, mostra i quattro protagonisti, due bianchi e due neri, in caduta libera, alternando momenti di confronto a scoppi di violenza verbale, che affonderà nella violenza fisica.

Altman porta lo spettatore all’interno del dormitorio, cercando primi piani e dettagli, lasciando gli attori alla loro spontaneità e riuscendo a dare un buon ritmo al film inevitabilmente verboso e claustrofobico. Si affronta la paura per la guerra e, in qualche modo, la curiosità che deriva dal non conoscerla, paura e curiosità per il diverso che all’interno delle dinamiche di gruppo si rivolgono anche a Ritchie, compagno di camerata omosessuale. Nell’atmosfera tesa e sospesa che alterna il gioco alla brutalità, compaiono di tanto in tanto due veterani, costantemente ubriachi e deliranti, che completano la sensazione di spaesamento e assurdità; Streamers è un film amaro, dove ognuno afferma e quindi nega se stesso, e ogni personaggio, ottuso e incompiuto, fortemente rappresentativo dei dubbi e le illusioni che le persone si autoinfliggono, cerca goffamente e inutilmente la fuga.

Curioso come in una recensione del 1984 compaiano le parole “negro” e “invertito”, e come da allora gli unici progressi fatti sembrino essere esclusivamente lessicali.

(3,5/5)

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4 thoughts on “Streamers (Robert Altman 1983)

  1. Un film più che buono, come del resto anche lo "Jimmy Dean Jimmy Dean" che citi in apertura. Personalmente l'Altman "teatrale" o che gira in luoghi circoscritti (vedi per esempio "Gosford park") mi piace parecchio.CiaoChristian

  2. in generale non vado pazzo per le trasposizioni teatrali, ma streamers e jimmy dean sono alleggeriti (nella visione, non certo nel contenuto) dal tocco dell'altman più volenteroso e ispirato.

  3. bel film, grande recitazione e regia. ho avuto modo di vedere Jimmy Dean al cinema in una retrospettiva di un festival. C’erano 4 gatti nel pubblico, ma s’è usciti con un senso di beatitudine sul viso, d’aver visto ricreato un universo in poche ore, un’aria che dispiace abbandonare. E qui in Streamers ritrovo un po’ di quell’Altman. Grandi rimpianti di non aver visto altri film nella retrospettiva. Alcuni film per la tv degli anni ’80 sono quasi introvabili seppur apprezzati da chi li ha potuti vedere.

  4. ciao, altman è uno dei più grandi e fra i miei preferiti. anche questi suoi film “teatrali” hanno una ricerca e un linguaggio molto personale.

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