La Prima Cosa Bella (Paolo Virzì 2010)

la-prima-cosa-bellaÈ di un qualunquismo agghiacciante, il cinema di Virzì. La Prima Cosa Bella si crogiola nei suoi toni marroncini, mentre confonde la riproposizione di simboli esausti con la ricostruzione delle spirito di un'epoca, e la rappresentazione di manie e luoghi comuni con l'identificazione di un'interiorità condivisa. Com’è gratificante questo affetto familiare che sopravvive a decenni di incomprensioni e gelosie; com’è facile dipingere una serie di macchiette mediocri e logorroiche, che subito riconosciamo negli altri, mentre ci identifichiamo nelle false intemperanze dei piccoli eroi; com’è bella, fragile e forte la mamma di tutti.
 
Particolarmente falsa la prima parte, e tutte le escursioni negli anni ’70, accanite nella costruzione di una nostalgia che descrive tutto e tutti accentuando gli aspetti più superficiali, puramente esteriori, svuota ogni personaggio della vita e dei dubbi, mentre concede ai protagonisti il privilegio dell’autocommiserazione e dell’invecchiamento. Nella fretta di costruire l’amarezza consolatoria e la scialba ironia che le sta attorno, gli attori, persi in inflessioni dialettali estranee, sovrappongono le proprie battute e completano i dialoghi stereotipati prima che l’interlocutore possa finire la frase. Micaela Ramazzotti, in un momento che presumo dovesse essere di giocosa confusione dei piani, afferma: “non credo di esserci tanto portata, per il cinema”, regalando uno sprazzo di involontaria sincerità a un film che la vedrà, poco dopo, riprodurre la scena più famosa di Roma Città Aperta… una magnifica idea ai limiti del vilipendio.
 
Il film è vagamente meno irritante nell’ultima frazione, quando si mettono un po’ da parte omaggi e ricostruzioni storiche, per rassegnarsi al melodramma familiare più meccanico e televisivo. Non è una cosa bella, ma almeno non c’è più l’esigenza di mitizzare il nulla, e si incontrano un paio di disimpegni di Valerio Mastandrea. Comunque anche lui destinato, come spesso accade nei film di Virzì, a capire quanto possa essere comoda la normalità, ad acquietarsi e accettare i propri limiti.

(2,5/5)

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19 thoughts on “La Prima Cosa Bella (Paolo Virzì 2010)

  1. Sono anni che ormai che credo fermamente che il cinema di Virzì sia enormemente sopravvalutato, e mi par di capire, questo non esce dal solito binario.Missile

  2. missile, lo trovo irritante virzì, uno che traveste i luoghi comuni con i panni della falsa denuncia e del racconto sociologico. ciao museo, benvenuto. se ne hai voglia, ci sono anche tanti consigli :)

  3. su virzi son d'accordo, su altre recensioni pure… ma perche  ogni tanto non recensisci un film che ti e' piaciuto molto e senza riserve? sembrta una lista infinita di critiche negative senza speranza… poco credibile

  4. Io invece ho adorato questo film, forse sono io la solita donnina troppo sentimentale che si riempe di lacrime davanti a scene d'amore incondizionato…ma è comunque giusto leggere anche opinioni diverse.ely

  5. Sai qual'è il punto Josif?Che secondo me c'è una tale carenza di analisi e studio della realtà,il fatto che al 99% chi fa cinema è comunque uno "di un certo giro" che non ha mai vissuto ciò che racconta o che lo vive in modo particolare ed elitario.Insomma tutto questo fa si che i nostri "divi" svolgano un lavoro superficiale, retorico e pieno di luoghi comuni e piaggeria.Sono troppo severa?

  6. ciao stellaila. perché lista di critiche negative? solo dando uno sguardo a quelle di questo mese, sono quasi tutte positive. nessun film aveva le qualità, ma neanche le aspirazioni, del capolavoro, ma la maggior parte soddisfa le aspettative. con l'eccezione di tsai ming liang , che è un regista fra i più "autoriali" in circolazione, e qui sembra più rivisitare il suo lavoro passato, per il resto non ci sono riserve su aiuto vampiro, inhabited island, vendicami (il migliore del mese), colpo di fulmine…poi è vero, di capolavori assoluti, cioè ottimi film, peraltro in linea con le preferenze cinematografiche di chi guarda, non se ne incrociano tantissimi, neanche in un anno. ma credo sia così per tutti.ely, virzì in genere è piaciuto. probabilmente il mio errore consiste nel continuare a seguirlo, nonostante non andiamo d'accordo. però il cinema italiano lo frequento poco, e quando di un film se ne parla tanto, per non perdere del tutto il contatto tendo a vederlo, magari sperando in una sorpresa. stavolta non è arrivata.motorumorista, come scritto su, anche io vedo poco cinema italiano. pur insistendo spesso sugli stessi temi e gli stessi attori, comunque, credo che la capacità professionale riesca a fare la differenza. virzì mi sembra molto consapevole, nella costruzione della sua critica e delle sue storie, che a me però sembrano false e, sì, molto retoriche. un film come non pensarci di zanasi, d'altra parte, pur incentrato sul tema "molto italiano" della famiglia, è molto più convincente. un po' sarà per capacità di scrittura, e sicuramente, come dici tu, anche per la vicinanza che si ha con quel che si racconta. è sempre difficile generalizzare, ad ogni modo i film di virzì mi sembrano quelli col maggior scollamento fra il valore effettivo e quello generalmente accordato. 

  7. Ecco (…finalmente…) un tipico caso di "disaccordo" riguardo alla"valutazione" (…?…) di una pellicola (e altro ancora….)C'è pure del vero in cio' che scrivi, di certo, ed i gusti oltretuttosono "a prescindere dal resto rispettabili"…….ma a me il cinema di "Virzì" non dispiace ed a mio modo di vederedietro il paravento delle "macchiette e del disimpegno e dei personaggisolo abbozzati" c'è anche dell'altro….E' "un modo" di proporre "storie e cose", che "naturalmente"divide e si espone alla critica, tra cui quella di esser "troppo leggero"per quel che vuole comunicare e spiegare….Io, dal canto mio, non ci vedo falsità e "non potrei provarla"….Ad esempio, al "Clan MEREGHETTI e del suo Dizionario del Cinema"Lars Von Trier da la stessa impressione (di falsità) e fa accapponarle pelle qualunque cosa lui produca…A me, stesso discorso, fa l'effetto contrario e piace molto il suo cinema….L'importante è però parlarne e confrontarsi….Il mondo è bello, e pure parecchio brutto, proprio perchèè vario…..Se ti interessa sapere cosa penso de "LA PRIMA COSA BELLA"sai dove trovare la mia "RECINZIONE" (……)…Io, comunque, oggi seguo il tuo (e di altri…) consiglio e vado a vedere"VENDICAMI"….Poi ho in cantiere il "DVD" di "PIOVONO POLPETTE"…."Farottti" sapere….ovvero "pubblicherò", dopo la visione, almenodi Johnnie TO…..Grazie come sempre per "gli articolati punti di vista"…..FRANCO

  8. Scusate "tutti"…..Una piccola "appendice" per rimediare a quello che mi era sfuggitoprima, ovvero il commento di "Stellaila"….TITOLO: "NON SPARATE SU IOSIF"…..ma come sarebbe "solo critiche negative"…………..Vivaddio!!!…..Ce n'è di tutti i tipi e per tutti i gusti……………..Magari concediamoci una "lettura attenta"e non soltanto una "occhiata veloce ed autocompiaciuta"…..Insomma…………possibile che non si riesca mai ad esser contenti?………Non dico "tutti&sempre"….ma "ogni tanto toccherà purea qualcuno"…..oppure no???…..Firmato: "L'avvocato" (….) FRANCO

  9. vero, l'avversione di mereghetti & co. per von trier è radicata e radicale. il danese ha fatto le cose più diverse, e se anche io provo una certa irritazione, ad esempio, per dancer in the dark e idioti, mi sembra bellissima la trilogia formalista, ma anche la para-commedia il grande capo e le serie kingdom. di virzì non  ho visto tutto, ma non mi pare vari molto nello stile e nel contenuto, e quando dico che mi sa di falso, è perché mi sembra adoperi un linguaggio poco spontaneo, e voglia far credere ci sia più di quel che riesce davvero ad offrire. ad ogni modo, so bene che questo tipo di "sensazioni" dipendono molto dal cinema a cui ognuno si è abituato, così come sono convinto che la capacità anche di relazionarsi a queste piccole differenze sia vitale.

  10. che severità :)beh dài, non hai torto; ma a me questo film ha divertito.l'ho preso un po' come una favoletta (per quanto banale) e non ho preteso molto dalla visione, forse è per questo. certo non lo riguarderei.mei

  11. mei, la verità è che mi paga veronesi. non gli va giù che dicano che le sue sono cacate, e quelle di virzì cose belle.

  12. ciao zabriskie. per un film emotivo, la recensione emotiva ci sta. e partendo da questi presupposti, alcune divergenze sono d'obbligo, inevitabili. ma il fatto che continui a concedermi fiducia indica che non sono inaffrontabili, e quindi ti ringrazio.

  13. è una sensazione, la delusione, che associo spesso a virzì. e l'incazzatura, anche di più.ciao peppe. se provo ad andare alla tua home page mi dice che è una cosa pericolosa, che c'è un malware…

  14. Ottima recensione, scorrevole e tagliente come una stilettata. Guardando un pò in giro per il web, mi sembra che io e te siamo gli unici che hanno avuto il coraggio/la lucidità di stroncare il film di Virzì… mi chiedo come si faccia a non avere innanzitutto una sensazione di pesante già visto e di noia latente, guardando questo film….poi vabbè, il fatto che la gente metta ogni critica da parte perchè si lascia commuovere dal drammone che c'è sotto, non mi stupisce: è per questo che le fiction della Rai tirano di brutto….

    Angier

  15. ciao angier, benvenuto. a volte quando un film è così diffusamente benvoluto mi vengono dei dubbi, mi vien voglia di rivederlo. non è questo il caso, la prima cosa bella mi sembra davvero la forzatura di cliché estetici e narrativi. ho letto la tua recensione e mi sembra che condividi questa sensazione. 

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