Lost – The End (Jack Bender 2010)

Dopo sei anni, un cenno alla fine è d'obbligo.
A piccole dosi, ma c'è dello spoiler.

Non avendo la pazienza, la dedizione necessaria, e neanche l'intenzione di lasciarmi andare ad elenchi di coincidenze e incongruenze, sospensioni e domande a lettura multipla, mi limiterò ad appuntare che la conclusione di questa serie ha una risonanza particolare, probabilmente senza precedenti, anche per la facilità di dialogo che la tecnologia ha sviluppato, condizionando le abitudini comunicative, e moltiplicando l'interesse e il confronto verso un'opera che sappia sfruttarne i tempi e le caratteristiche.

Al di là della quantità di volte che mi ha portato ad inveire sullo spietato allungamento del brodo, Lost rappresenta indubbiamente un punto fermo e una svolta, nelle produzioni seriali, e il consueto paragone con Twin Peaks, per molti versi incongruo, da questo punto di vista ci sta. Insomma, vendicarsi per alcune slabbrature etichettando Lost come una presa in giro, sarebbe comodo ma non giusto. Altro punto di contatto, con la serie ideata da Lynch, sta nella programmatica disattesa delle aspettative: il telefilm inizia con un'ambientazione alla Robinson Crusoe, e in principio affronta anche gli stessi problemi (la ricerca dell'acqua, del cibo, di un riparo), per poi introdurre elementi di tutt'altro genere, ai limiti del fantastico (e poi anche oltre), trasformando un'isola fatta di terra, palme e animali selvaggi in altro.

La verità è che sul piano della pura sorpresa, del meccanismo narrativo spiazzante, la creatura di Abrams ha toccato l'apice all'inizio della seconda serie, con quella luce a rivelare un insediamento letteralmente innaturale, e soprattutto con quel pulsante da premere per salvare il mondo, corredato da una onnipresente stringa di numeri. Da quel punto in poi bombe atomiche, singhiozzi del tempo, moltiplicazioni delle parti in gioco, pur tessendo una trama complessa con sprazzi di ottime idee (e altrettante divagazioni), non hanno potuto eguagliare la semplicità favolistica ed ossessiva della coazione a ripetere.

E assume allora un valore particolare, in buona parte sensato, la scelta di una conclusione che non azzardi una spiegazione elaborata o stupefacente, ma si rifugi in una dimensione "umanistica" e autocelebrativa, piena di promesse non mantenute e forzature interpretative, ma che fa immediatamente piazza pulita di tonnellate di elucubrazioni, recuperando la forza della predestinazione delle prime serie, marchiando tutti gli ultimi episodi con la (ri)scoperta dell'inevitabile, per approdare alla malinconia romantica di un appuntamento dopo la morte.

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17 thoughts on “Lost – The End (Jack Bender 2010)

  1. Al contrario di "Twin Peaks" (bevuta e ribevuta tutta d'un fiato…il "maestro Lynch" è sempre il maestro, almeno per me….) questo "Lost" l'ho seguito poco ed a sprazzi, "intuendone" soltanto la "buona caratura" ma non potendo in alcun modo "apprezzarne la consistenza" o altro, avendo, per l'appunto come detto poc'anzi, solo sbocconcellato "parti di visioni e situazioni"…..Riconosco agli Americani la palma dell'essere i migliori in assoluto con le serie TV, perlomeno per quanto mi è dato conoscere, ma la "Serialità" non fa per me, specie quando inevitabilmente le sceneggiature e gli accadimenti finiscono per essere viziati dagl obiettivi di mercato e dalvoler blandire quindi un certo tipo di "vasto pubblico",  ed anche perchè il "poco" tempo che ho a disposizione da passare davanti ad uno schermopreferisco spenderlo altrimenti, magari andando a recuperare pellicoleperdute e "grandi classici del passato"….Però stamattina leggendo il giornale, come di consueto, sono statoforzatamente costretto a prender atto del "finale" di questa serie,e tra le righe dei quotidiani che ho sfogliato mi è sembrato di cogliereuna certa "delusione" per il mancato disvelamento di "interrogativie misteri"…..Poi, leggendoti, ho trovato come un conforto, anzi direi meglio,una "sintonia", forse sbagliata e comunque non logica, dal momentoche "la materia" in questione non la conosco………e pero', questo tuo parlare di un "recupero romantico, umano (filosofico?….) mi ha come portato a pensare che "le aspettative dimolti non saranno mai (certo…) quelle di pochi……..ma che quei pochi (senza volermi includere tra loro e neanchevolendoci per forza includere te….) magari, con la loro "libertà diapprodo" hanno la fortuna di poter "capire con SEMPLICITA' quelpoco che pare incomprensibile" e, SOPRATTUTTO, di poter "GODERE"appieno di quel che pare poco ma che in realtà e' esattamente"TUTTO"…….e solo questo venivo a dirti…..FRANCO

  2. Effettivamente, alla fine di una stagione di sbalorditivo autolesionismo e sconcertante pochezza questo episodio se lo sono giocato nel miglior modo possibile, puntando sull'emotivo e sull'autocelebrativo. Un po' troppo ingenuo chi si aspettasse delle spiegazioni o dei colpi di scena. In questo sono d'accordo con te. Solo un appunto: la dimensione in cui si rifugia la narrazione a me più che umanistica, come dici tu, mi sembra improntata a un fideismo che trovo personalmente anche un po' aberrante, sbocco integralista della svolta mistica (o misticheggiante) della serie. Un fideismo sbracato che anzi, a mio parere, ha proprio mortificato l'umanesimo della serie, quello scandaglio psicologico dei personaggi (col loro vissuto, le loro scelte sbagliate, le loro ferite) che ne costituiva uno dei principali poli d'attrazione. Quali che siano le azioni e le (o)missioni, importa solo la fede, credete e basta. Non so, a me vengono i brividi (e non di piacere). E per carità, SPOILER, la vetrata della chiesa illustrativa del sincretismo religioso NO, quella NO (sincretismo tra l'altro ipocrita perché, scremato di questa patina di correttezza politica che non vuole fare gerarchie tra religioni, è chiaro che il punto di vista è prettamente cristiano). Finalmente però abbiamo capito, RI-SPOILER, che quando Jacob parlava con Ricardo dell'Isola come di una bottiglia non era una metafora, no, c'era proprio un TAPPO. E dalla grossolana consistenza non mi stupirei fosse fatto di caparbio sughero. Lost, il buon vino diventato aceto. :-)

  3. franco, sottoscrivo tutto quello che hai scritto ed abbraccio in pieno la tua "filosofia di vita". nel cinema, poi (e adesso non mi riferisco più direttamente a lost), anche a causa delle sue enormi possibilità, spesso quel che manca ha un valore maggiore di ciò che viene mostrato.  michele, la cosa del tappo fa effettivamente molto ridere. così com'è vero che le prime puntate della serie sono scandalose. ma non sono mai stato un vero fan di lost, sarei pronto a condannarne tantissime, di puntate e trovate. però da questa chiusura, tutt'altro che perfetta, mi sono reso conto d'essere rimasto colpito (che è meglio di stupito). le allusioni (a voler minimizzare) cristianeggianti sono numerose ed evidenti, e forse proprio per questa evidenza non mi hanno infastidito più di tanto. così come mi sembrava eccessivo elucubrare per ogni cognome dalle origini filosofiche o storiche dei protagonisti, così prendo questo aspetto come un semplice "appiglio culturale", un riferimento che può essere più o meno gradito, ma che è sostanzialmente inadatto a veicolare un'ideologia, un pensiero critico o una religione. d'altro canto quella riunione, pur poggiata sulle suddette allusioni, mi sembra offrire la costruzione laica e letteraria di un gruppo (rimarcato dalla mancata partecipazione di ben). tira le fila di un'epica, riuscendo anche a dare spessore a rapporti che per decine di ore di trasporto magari ne hanno offerto poco. in chiusura lost si stacca dalla trama machiavellica e ci ricorda che quel che abbiamo osservato fino ad allora sono i personaggi, ce li fa vedere tutti assieme, morti e immortali, protagonisti di un percorso umano in quanto insensato, che si conclude solo perché non c'è più nessuno a viverlo. 

  4. Mentirei se dicessi che sono soddisfatta del finale, ma è anche vero che quando una cosa finisce è difficile essere "soddisfatti" a meno che non siamo noi stessi a scriverne l'epilogo.E' bella la tua immagine del percorso che si conclude, come un racconto che cessa di esistere solo perchè smette di essere raccontato, o ascoltato. Quello che pochi sottolineano, e che a me -ma io ho una visione un attimino alterata di ogni esperienza, dato che sono stata plagiata da bambina- sembra estremamente rilevante è la profonda influenza che l'intera opera di Stephen King ha avuto sullo sviluppo di questa storia. A dire la verità, in molti punti sono stata certa che quella fosse effettivamente la chiave. Ora, so che sembra in qualche modo consolatorio (ma non più di un aldilà altamente selettivo), ma ripercorrendo gli eventi sotto questa luce molte cose tornano infinitamente più chiare di quanto non facciano se analizzate basandosi su un finale che, come hai detto, è poco più che un'interruzione forzata.Nella Torre Nera sono presenti quasi tutti i temi che tengono in piedi il telefilm (forse espressi com un po' più di coerenza interna, ok), ma in più c'è un'idea di ricorsività che in Lost viene solo suggerita (o forse solo a me) SPOILER <quando Jack si sveglia sull'isola e il cane lo raggiunge (che potrebbe essere tranquillamente un nuovo inizio, identico) > . Nella saga di King, l'universo fantastico (l'isola) e gli eventi di cui è teatro sono esattamente il meccanismo che fa "muovere" gli altri mondi, e a decretare gli equilibri tra il Bene ed il Male, che poi, nel mondo "reale" vengono declinati nelle varie fedi, nei vari giochi di potere, e in tutte le azioni umane.Allo stesso modo in IT è necessario un "ricongiungimento" nel luogo dell'incubo, affinchè il mondo possa continuare a "scorrere" nel modo giusto. Che ricorda molto da vicino il ritorno dei naufraghi sull'isola.Ma mi sto dilungando, non volevo fare certo un'analisi delle tematiche (tralatro, come ho detto, molto di parte e poco esauriente). Quello che volevo dire è che a mio avviso (ma tenendo conto delle continue esplicite citazioni ai libri di King presenti in tutta la serie), il finale è una sorta di "finale possibile", così come la religione cristiana è una religione possibile. Quello che conta è il racconto, e l'idea che esista un mondo fatto di puro racconto che influenza e dirige il corso del mondo tangibile.Cosa che rende il finale una sorta di pausa provvisoria, un epilogo sopraggiunto per consentire il "ricambio" dei personaggi che, consapevoli finalmente del loro scopo, e avendo avuto il tempo per compiere la loro Azione, sparicono, lasciando il posto a una nuova storia.Ancora più in breve: sono dei paraculi, gli sceneggiatori, e hanno pure scopiazzato, ma se è vero che hanno lasciato molti buchi, è anche vero che hanno fornito una mole di materiale per colmarli.

  5. be' le spiegazioni le danno, almeno LA spiegazione. e volendo potevano anche propendere per un finale più aperto, più lostista. a me è piaciuto, e anche molto, ma devo dire che sento anche un po' un sentore di fregatura, o quanto meno di un finale che c'entra poi poco con l'atmosfera del resto del serial.cmq roba degnissima per carità.

  6. è interessante ciò che scrivi, anche se ho letto it, ma non la torre nera. in effetti più volte, e quasi da subito, l'isola viene indicata come un punto nevralgico per i destini del mondo. in realtà, però, non viene mai mostrata né accertata nessuna influenza reale che non riguardi esclusivamente i protagonisti della storia a cui assistiamo; insomma, nessuno ha salvato il mondo. ed è per questo che trovo più comodo trovare il perché di tutto nei personaggi, e anche nell'insensatezza delle loro azioni, che in un non meglio determinato ruolo magico dell'isola. il che mi spinge anche a ridimensionare l'apertura del finale, che per me si conclude col saluto e la dissoluzione del gruppo. ciò non toglie che la paraculaggine è senza fine, e se avessero bisogno di tirare su grana con un film, un libro, un pacco di diapositive e quant'altro, avrebbero solo l'imbarazzo della scelta. spero non lo facciano, ma comunque sarebbe un'altra cosa.

  7. ovviamente il #6 era in risposta a eternità.noodles, non sono uno studioso di lost e ho una pessima memoria, ma tenderei a dire che LA spiegazione in realtà riguarda solo il "mondo parallelo" creato nell'ultima serie. una quantità di altre cose rimangono sospese, e probabilmente assumo un senso proprio perché sospese. lo ammetto, spesso il serial io l'ho subito (e non è l'unico; ho un rapporto conflittuale con la serialità, specialmente quando non si tratta di episodi autoconclusivi), un po' per sue intemperanze, un po' perché anche adesso l'idea di aver seguito una storia in 121 puntate mi angoscia. le continue sospensioni di lost mi snervavano, e probabilmente il fatto che siano riusciti a costruire un finale più simile a un film, senza rimanere intrappolati nella loro rete, mi ha rincuorato.

  8. Forse non mi sono spiegato benissimo. Quel che intendevo dire è che quest'ultimo episodio, considerata la disastrosa ultima stagione (perché è disastrosa, chi lo nega nega l'evidenza) e parlandone da fan della prima ora (fan che Lost non l'ha mai subìto ma sempre conscientemente seguito e apprezzato e difeso perfino nelle slabbrature, di cui ero ben cosciente, della quinta stagione), quest'ultimo episodio, dicevo, è il migliore dei finali possibili ma sempre limitatamente a quest'annata. Di rivelazioni o spiegazioni era chiaro non ci sarebbe stata l'ombra, talmente si erano incartati gli autori nelle irricevibili incongruenze del plot (da pensar bene di amplificarle piuttosto che sfoltirle, confidando nell'obnubilante effetto "caos"), sostituite come ho già detto da questo misticismo stantio (e non così innocuo, sempre a mio parere). E quando parlo di incongruenze non parlo di cose o atti "logicamente assurdi", per carità! me ne guarderei bene!, ma di eventi caratterizzati da un'assoluta becera pretestuosità poco rispettosa dei personaggi. In pratica l'assenza che lamento io è la presenza che invece tu ravvisi, l'umanità dei personaggi, ridotti ormai a pedine di un gioco dell'oco para-biblico, dimentichi di sè e delle proprie storie (processo per la verità già in atto nelle stagione precedente). E anche l'autocelebrazione, caratteristica (vincente) di questo episodio conclusivo (per dire, io in alcuni punti mi sono anche un po' commosso ma vorrei ben vedere dopo sei anni a stargli dietro), gioca comunque a un appiattimento del fattore umano (piccolo esempio SPOILER: nel riunirsi finale delle coppie scoppiate Sayid viene felicemente ricongiunto a Shannon come pura e sola strizzata d'occhio allo spettatore dato che la donna della vita dell'iracheno è in realtà decisamente un'altra). Per finire questo sproloquio, di cui mi scuso, un'ultima cosa: costruzione laica di un gruppo, dici? Beh, si trovano comunque tra le panche di una chiesa con un "Cristiano Pastore" che spalanca loro le porte sulla luce di un vago al di là, meta successiva a un periodo di "purificazione" purgatoriale. Sarò esagerato io nell'interpretazione alla lettera di tutti questi segni ma d'altronde stiamo parlando di un'isola/bottiglia col TAPPO. :-)

  9. Ma sì, in effetti quello che dico è solo un tentativo di riempire a mano cose volutamente lasciate vuote. Comunque, per la storia dei destini del mondo, nella torre nera accade esattamente lo stesso (non voglio anticiparti niente, casomai lo leggessi). Magari loro hanno salvato il mondo, evitando al coso di fumo di scappare, e però devono morire anche loro  per mantenere l'isola nell'ambito del racconto e del mito, e la realtà nell'ambito della realtà Un po' come Frodo, dopo aver salvato il mondo, deve partire per sempre.Sì, mi sto un po' arrampicando sugli specchi, lo so. Però l'han fatto anche loro, mille volte. :)

  10. UDP, trovando anche tu in quest'ultima puntata il miglior finale possibile di questa stagione, le nostre considerazioni non possono essere poi tanto divergenti. quando parlo della costruzione "laica" di un gruppo, non intendo negare la cornice "spirituale", ma solo affermare che si tratta di una riunione toccante, forte dal punto di vista narrativo, al di là della cornice stessa. lo spostamento dell'attenzione dai personaggi al meccanismo mi pare ci sia stato già anni fa (dalla fine della seconda serie, direi), e queste ultime puntate, in maniera anche ruffiana, mi sembrano ridimensionarlo. devo dire, fra l'altro, che non ci vedo neanche tanto purgatorio e redenzione, nella "dimensione" che ospita parte di quest'ultima serie, mi sembra solo sia un graduale ritrovarsi, in seguito alla riscoperta del ricordo. è un luogo di ritrovo creato da loro, privato, verosimilmente condizionato dal loro immaginario occidentale. con l'eccezione dell'iracheno, che deve adeguarsi alle vetrate e la donna che vogliono loro, e mi pare il minimo :)eternità, se ho ben capito ben e hurley rimangono ancora sull'isola per un bel po', quindi in effetti non sgomberano tutti. anche per questo, il nostro racconto era legato al gruppo, non all'isola, e neanche alla sua influenza sul mondo reale. a me piace pensare che il mondo sia rimasto del tutto estraneo alla vicenda. il personaggio che mi sembrava più adatto a fornire un legame in questo senso era widmore, ma fa una stupida fine e non crea nessun legame. anche loke/fumo-con-rapporto materno-problematico, a conti fatti se se ne fosse andato sarebbe solo stato un mortale pelato in giro per gli stati uniti, magari solo un po' stronzo. probabilmente avrebbe passato il resto della sua vita a fare…che so…il pubblicitario.

  11. giustissime tutte le cose che dici: anche io ho apprezzato molto questo finale, toccante e intelligente…aggiungo che stare dietro a tutte le cpsiegazioni logiche o illogiche della trama di lost sia impossibile oltre che inutile: in fondo la forza di questa serie sta nel suo simbolismo, nei temi universali che affronta (lo scontro tra fede e ragione, la famiglia, i legami ed i vincoli d'amicizia, il caso e il destino), mentr eil corredo fantascientifico credo sia solo un'appendice, un corredo appunto, pre rendere più appetibile e coinvolgente la storia.Comunque ne ho scritto qualcosa anche da me.

  12. bene verdoux, ci incontriamo. ha passato tante fasi, questo telefilm, per scelta e per vicissitudini produttive. credo che sia inevitabile, per una serie così lunga e così complessa dal punto di vista della produzione. credere che ogni storia sia scritta nella pietra e debba essere solo letta, è un errore dello spettatore. a me piace, invece, la componente umana che c'è nell'errore del narratore, e allora non richiedo coerenza e chiusura a tutti i costi.

  13. Non posso parlare di Lost perchè non ne ho mai visto più di 10 secondi di fila.Volevo sapere se qualcuno sta vedendo Flash Forward. Io alla terza puntata ho capito l'andazzo e sono andato direttamente alla terz'ultima e poi sono arrivato alla fine con un senso di leggerezza per essermi evitato una quindicina di puntate…Qualcuno si è appassionato a questa nuova serie?

  14. ciao. la tua condotta mi pare molto saggia. saprai anche, però, che questa nuova serie è stata già stroncata, per quanto l'ultima puntata faccia finta di nulla. 

  15. caspita io non avevo trovato post su lost da parte di nessuno….comunque io oserei dire che il finale……si insomma…al momento non mi viene in mente niente che finisca peggio di com'è fginito lost! (e, pur non essendo mai stato fan eccessivo della serie, il finale mi ha veramente lasciato sbigottitto per quanto è brutto!).Nel caso ti andasse di leggere un intervento lungo circa 5 volte il tuo lasciami un'opinione !Altrimenti peace e alla prossima!

  16. sì lo so quando scrivo strafaccio! poi volevo analizzare in tutto e per tutto cose che avrei voluto dire da tempo…Cloverfield addirittura offensivo l'hai trovato? :)Comunque me "Lost" l'ho rivisto tutto giusto perchè un'estate, tra quarta e quinta serie, un mio amico mi ha convinto a dargli un'altra possibilità dopo che l'avevo abbandonato…ma già il fatto che, uscita la quinta serei, non potevo vederlo settimana per settimana perchè perdevo interesse tra una puntata e l'altra e mi dava noia perdere 40 minuti a vederla era un segnale!comunque fidati….posso tranquillamente vedere una serie che non mi convince se è della portata di lost…almeno per il gusto di poter andare da chi me l'ha mostrata e rinfacciarglielo! (cosa di cui non ho avuto il cuore perchè anche il soggetto in questione è rimasto schifato, d'altronde in una serie strutturata come una lunghissima frase, se toppi anche solo l'ultima parola puoi cambiare totalemnte idea sulla perdona che sta parlando…specie se l'avevi sopravvaluitata come i miei amici lost!)Comunque…sinceramente ho l'impressione che questo finale sia piaciuto ai più solo per affezione alla serie

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