City Island (Raymond De Felitta 2009)

city-islandCity Island è una buona commedia disfunzionale. Con tutto il valore specifico che ha una buona commedia, risultato che sono sempre più convinto sia fra i più difficili da raggiungere. 
 
Nella luminosa City Island, isola borghese che galleggia di fronte al Bronx, vivono i Rizzo, due genitori e due figli più uno, e ogni componente della famiglia recita in maniera talmente esasperata il proprio ruolo da svuotarlo di senso. Vince Rizzo è una guardia carceraria con aspirazioni d’attore, ritenute così fuori dagli schemi che preferisce nascondere alla moglie, donna forte e nervosa, la frequentazione di un corso di recitazione, tenuto dall’ottimo Alan Arkin. Piuttosto le fa credere d’essere un maniaco del poker, o anche d’avere un’amante, proponendo un cliché molto più digeribile. Vince Jr., il figlio minore, ha da tempo scoperto tutta l’artificiosità delle regole familiari e reagisce accentuandone le contraddizioni, mentre la sorella Vivian è una studentessa costretta a fare la lap dancer perché espulsa dal college. Si insinuerà un personaggio esterno, destinato a svelare  segreti e desideri.
 
Nel ruolo del protagonista un Andy Garcia in splendida forma, sempre in equilibrio fra il suo personaggio e l’attore che l’interpreta, supportato da un cast altrettanto valido. Il film di De Felitta mette in scena la critica ai presunti equilibri familiari contemporaneamente all’ironia verso il mondo del cinema e della finzione, trovando un punto d’incontro nella simulazione e l’esasperazione delle individualità. E riesce a farlo costruendo dialoghi e situazioni autenticamente divertenti che portano il film verso una conclusione tutto sommato pacificatoria, ma  in linea col tono scelto e capace, nell’impostazione teatrale e caricaturale, di non rinnegare quanto realizzato fin lì.  

Al cinema dal 25 giugno.

(3,5/5)

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14 thoughts on “City Island (Raymond De Felitta 2009)

  1. Apperò, questa recensione mi sorprende. per qualche motivo avevo già archiviato il progetto come una cosuccia non interessante. Ora però mi hai messo la classica pulce nell'orecchio. Poi andy garcia ci spero sempre che rimonti.

  2. compare nood, in verità city island è un piccolo film, ma sa essere divertente, a suo modo leggero, ma non stupido. cose come il monologo di arkin su brando, le riunioni assurde per i pranzi familiari ed il realismo che si nasconde dietro un registro carico ma non urlato, ne fanno un buon film. e garcia mi sembra assolutamente in parte.

  3. Si….certo che mi hai incuriosito……..e come NON POTRESTI……..ma devo "abdicare" ugualmente………Ho già "in cantiere" troppo altro, e non credo propriodi poter fare spazio….Bisogna scegliere….ed io ho scelto….Magari "tornerà LUI" (….il film, dico….),quando meno me lo aspetto o me lo ricordo……..una di quelle sere che stravaccato a letto, con un occhiochiuso e l'altro in procinto di farlo verro' risvegliato da un Andy Garciache mi sussurrerà all'orecchio: "hey, sveglia ragazzo….non ti ricordidi me….mi manda Iosif"….."….Vabbo' Andy, ma io domani lavoro…sveglia alle 5.30….dico…      cazzo….già ieri ho fatto le DUE E MEZZO con un cinese di Ghezzi        senza sottotitoli che però mi aveva intrigato ancora non ho capito           per quale ragione e………D'ACCORDO…D'ACCORDO….              Racconta pure Andy…..fammi divertire….."FM

  4. ale, scartalo come un regalino natalizio, di fine giugno.franco, ghezzi ultimamente ha fatto un paio di serate che devono essere state niente male (una su To, in particolare). io ovviamente me le sono perse. ma mica posso ricominciare a comprare le vhs…

  5. io invece l'ho trovato fasullo, si aspetta che i vari clichè si siano "sfogati" per poi tornare a quella serenità borghese che in realtà non è mai stata messa in discussione.Il nuovo venuto che si fa la moglie di lui e ha dei ripensamenti in auto (no, non dovrei farlo, non è che non voglia farlo, mica sono frocio, no mi piaci e lo ribadisco due o tre volte, ma non dovrei farlo, sai non posso spiegarti ora). Ma zitto e scopatela!Poi torna a casa e trova i fiammiferi dello strip club (che già sapevamo li avrebbe trovati 15 minuti prima). E poi il ragazzino/a con la fissa delle ciccione, che poteva essere una cosa interessante. Ma non è che si sega mentre vede una cucinare, fantasia plausibilissima e forte, come l'adolescente che si segava vedendo e sentendo le tenniste cacciare gli urlettini durante la partita. No, lui va a cena con la cicciona ma si porta l'amichetta ciccia, che è cioè quella con la quale – secondo morale – DEVE uscire.La patina indie, qui assurta a livelli di "caricatura", diviene maschera posticcia che nasconde il mainstream.E Andy Garcia che "fa Brando" risulta antipatico come la bambina di Little Miss Sunshine.Saluti.

  6. ollallà, souffle, e ciao a te. certo un film dove un tipo si scopa la matrigna e poi magari anche la sorella, mentre il fratellastro si tira dei rasponi guardando una cicciona che cucina, è un film possibile, ma è proprio un altro film. magari diretto da solondz. e messa così, neanche sarebbe privo di clichè. city island non è un capolavoro, ma è una buona commedia che riesce a dire alcune cose anche nella sua leggerezza (sempre esibita, e in questo senso non credo si tratti di un film fasullo) e costruendo anche diversi piani di lettura. e se il ragazzino impara a rapportarsi e anche ad amare l'amica grassottella, trovando anche il lato positivo del proprio anticonformismo, invece di diventare il giocattolo sessuale di una donna più matura (che di fatto funge da "aiutante", ha un ruolo preciso), a me sta bene lo stesso. anche il finale è certamente "rassicurante", ma in maniera così plateale da non rinnegare tutto quello che c'è prima; una botta di teatro finale, in linea con una delle linee narrative già esposte e sviluppate.saluti pure a te.

  7. concordo in pieno con iosif in questo ultimo scambio di battute con souffle (e con la recensione). Non è detto che un film debba essere per forza al vetriolo per funzionare. In fondo qui parliamo di una commedia, e non deve per forza diventare una cosa al vetriolo alla Solondz. Per quello c'è Solondz appunto. Che poi ci siano dei cliché è fuor di dubbio, dei momenti un po' triti, ma c'è anche un gran cast e quella sincerità – dietro il grottesco – che è una peculiarità di certi piccoli film.

  8. ho fatto anche io il mio giro…secondo me ci sei andato un po' largo, ma il film non è male.c'è dialoghi interessanti e scene davvero divertenti, ma c'è anche il contrario.è un vero polpo attaccato al film la mary poppins amica di teatro. tanto buona e onesta quanto banale e stucchevole. ogni parte in cui appariva avrei avuto voluto avere più pipì da fare.baciao,ndr.

  9. devo dire che parte dell'entusiasmo per il film è venuta dallo scoprirmi a capire l'inglese di andy garcia, tradotto in una familiare cadenza italiana e una meravigliosa povertà lessicale. riguardo il purpo, animale di questi tempi tenuto più in considerazione di un vitello d'oro, fa il suo lavoro. vogliamo prendercela con una funzione narrativa? mentre fa questo caldo?

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