Draquila – L’Italia che trema (Sabina Guzzanti 2010)

Il film della Guzzanti si apre intervistando gli Aquilani entusiasti delle nuove case, quindi prova ad entrare nelle tendopoli militarizzate, riporta il ruolo sinistro e speculativo dell’edilizia all’interno del sistema (per cui sarebbe semplicemente illogico ricostruire invece di costruire), seleziona tratti di agghiacciante propaganda berlusconiana, indaga sulla corruzione e l’enorme potere della protezione civile, torna ai volti e alle reazioni dei cittadini che, indistintamente sconfitti dal terremoto, esprimono passività, consapevolezza, gratitudine per il tetto che gli è stato prestato, rabbia soffocata dalla rassegnazione. 
 
Al contrario del protagonismo e la foga a volte controproducente che Sabina Guzzanti esprime in molti dei suoi interventi, Draquila – L'Italia che trema (il cui sottotitolo sembra rivolto all'intera nazione manipolata o resa impotente dalla propaganda e dalle immagini del potere, qui svelate e reinterpretate) è un documentario dove la regista sa lasciare la scena ai veri protagonisti, trovando le espressioni drammatiche e ironiche nella loro spontaneità e privilegiando al ruolo d’intervistatrice quello d’ascoltatrice.

Sabina torna nella voce narrante, a riportare un testo efficace ma non sproporzionato fino all’illogicità, evitando l’errore di altre simili operazioni italiane ed estere (leggi Moore), raccordando le parti di un ragionamento fluido e tenendo serrato il ritmo cinematografico. In pochi secondi la costruzione sapiente del film riesce a cambiare il registro emotivo delle scene senza indulgere in patetismi, ma ricercando i volti e i ragionamenti di chi ha vissuto il dramma, alternandoli ad appunti di reportage proposti in un tono semplice e diretto che mostra i paradossi e la feroce grettezza degli scopi. Un ottimo documentario, sulla sofferenza reale e la miseria morale di chi sa trarne giovamento.


(4/5)
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10 thoughts on “Draquila – L’Italia che trema (Sabina Guzzanti 2010)

  1. Si….Ottimo ed "inquietante"……..ed è di certo vero che Sabina oramai è maturata(ma già con "Zapatero e le Aragoste"……)e riesce a "rimanere sottotono" quando deve,rimanendo incisiva comunque ma evitando i danni "collaterali"……….Te però, non solo sei "Bolognese" ma pure "Comunista"……….stai molto attento che questo "Blog" potrei segnalarloal "Poeta Biondi"  che è poi anche Ministro ONNIPOTENTE della Cultura………e allora vedrai che ti tocca chiudere bottega e fuggir lontanto…FRANCO

  2. francone, non dire cazzate, bondi ministro della cultura, ahahahha ahahahaah ahhahahahaha ahha. a.

  3. L'ho visto e mi è piaciuto, finalmente si vede la realtà:la realtà e la stupidità.Si vede chi non vuol vedere anche.Tuttavia credo sia necessario prima vedere Videocracy, che in un certo senso, introduce il documentario della Guzzanti e illustra il virus che da circa 30 anni ci portiamo dentro.Perché prima bisogna sapere che siamo portatori sani di berlusconismo.

  4. ciao pirucca. draquila è un documentario ben fatto, oltre le mie aspettative.aspettative in gran parte disattese, invece, da videocracy.

  5. Rieccomi, sempre in ritardo sulla visione dei film di almeno un annetto,
    ma, nella speranza che qualcuno veda il film ancora più in ritardo di me, scrivo lo stesso un commento, se non altro per consolare questo ipotetico ritardatario, che si potrebbe trovare a disagio a scrivere un commento, tipo due, tre, quattro, cinque anni dopo che nessuno ne parla più.

    Documentario di Sabina molto bello, a tratti nella prima parte (a causa del montaggio forse o della voce narrante) può far capolino la sensazione che ci sia una sorta di tesi accusatoria che fatica ad essere dimostrata e che l'obbiettivo del docu sia dimostrare la tesi. Nella seconda parte invece la "realtà nuda del terremoto" toglie, scioglie la necessità di qualunque tesi accusatoria:
    il dramma è lì, le iene ridens pure.

    PS: Dispiaciuto che non ci siano Le ragioni dell'aragosta e Bimba, due film, che, per quanto autocompiaciuti, (ma in modo creativo), rivelano grande intento sperimentale (viaggio nel concetto di reality il primo) e iconografico il secondo  (scena della Sabina modella bionda che fa Gesù crocefisso in un film nel fim, su tutte)

  6. dimenticavo di firmarmi:
    davide

    il ritardatario autoreferenziale che ha scritto anche su Poetry

  7. sono d'accordo, quello della guzzanti era un progetto non facile, ma assolutamente riuscito. non ho visto le ragioni dell'aragosta, che dovrei recuperare, mentre bimba risale ad ere fa (dieci ere fa, per l'esattezza). 

  8. "Le ragioni" è facile da recuperare, è stato abbastanza distribuito.

    Bimba, che presagiva la fase 2 di Sabina, quella più militante, è da vedere senz'altro, anche se, mi pare di aver capito, tu sei molto prevenuto verso ciò che potrebbe puzzare di "moderno" cinema italiano.

    Quindi per farti ancora più incazzare ti suggerisco anche di vedere Notturno Bus, che non centra niente con Bimba ma è sempre italiota.
    A me è piaciuto abbastanza, anzi, è piaciuto molto, solo che temo tu lo possa stroncare, per via del tuo maledetto pregiudizio. (che comunque condivido).

    d.

    ps: chi sa come procurarsi bimba lo faccia sapere, io lo vidi in tv!

    Come? Con notturno bus sei totalmente OT? Ok non so perchè l'ho nominato, ma dove volete che parli di un film in un blog che non l'ha postato? La Mezzogiorno è isterica e mediocre? Si ma a me piace, e poi qui fa solo una fugace urlatina, per il resto fa la bugiarda compiaciuta e sorrisetti poco convinti ma da innamorata disillusa e pazzoide. Come? La solita commediola costruita per dare la possibilità anche ai soliti cani di attori e registi che ci ritroviamo di mettere in scena la loro provinciale patetica e poco credibile voglia di lavorare? No, non credo, anche perchè a suo favore gioca una sceneggiatura abbastanza originale, se non altro, si ipotizza, per il trasparire di un vero scrittore da cui è presa la storia.

  9. bimba credevo d'averlo visto, ma forse mi confondo con troppo sole. 
    in effetti una mezzogiorno anche solo mediamente isterica è uno di quei fattori che mi allontanano da un film. i miei solitamente non sono pregiudizi, ma comportamenti che nascono dall'esperienza e vanno a braccetto con l'istinto di sopravvivenza. però un italiano ben riuscito me lo vedo volentieri, mi metto in lista notturno bus, grazie per la soffiata.

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